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Crises in the Usa, Venezuela, Greenland and Iran fuel disinformation in Europe

THE EU IS THE MOST TARGETED TOPIC IN JANUARY The 34 organizations* part of the EDMO fact-checking network that contributed to this brief published a total of 1.633 fact-checking articles in January 2026. Out of these articles, 112 (7%) focused on disinformation related to the EU; 96 (6%) on Ukraine-related disinformation; 88 (5%) on disinformation related to immigration; 59 (4%) on climate change-related disinformation; 25 (2%) on COVID-19-related disinformation; 12 (1%) on the crisis in Gaza; and 12 (1%) on disinformation about LGBTQ+ and gender issues.   During the month of January, the most targeted topic by disinformation was the European Union. Meanwhile false news related to the war in Ukraine and to immigration decreased respectively by three and four percentage points. The share of disinformation on the other topics monitored by these briefs remained stable, with only minor fluctuations.  DISINFORMATION ON THE EUROPEAN UNIONThe European Union is a recurring target

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Il disinformatore dell’anno 2025 secondo NewsGuard: Yevgeny Shevchenko, creatore della rete Pravda

Un esperto di tecnologia russo con un debole per “ragazze e auto” è riuscito a infettare le risposte dei principali modelli di IA con le narrative false preferite dal Cremlino Shevchenko subentra al latitante americano John Mark Dougan nel ruolo di principale disinformatore dell’anno A cura di Alice Lee ed Eva Maitland L’esperto tech russo Yevgeny Shevchenko è il disinformatore dell’anno 2025 secondo NewsGuard In un anno in cui la Russia ha moltiplicato i propri sforzi di disinformazione e ha investito in maniera considerevole nello sviluppo della propria macchina di propaganda all’estero, la rete Pravda di Yevgeny Shevchenko si è distinta per il volume impressionante di affermazioni false diffuse nel 2025. Il network Pravda, parola che in russo significa “verità”, composto da 286 siti di notizie apparentemente automatizzati, ha pubblicato nel 2025 un totale di 6,3 milioni di articoli provenienti da fonti filocremlino in 49 lingue, secondo quanto rilevato da

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Le truffe sentimentali sono un problema sempre più diffuso

Con le app di dating, il catfishing si è trasformato in una vera catena industriale di frodi per estorcere denaro a chi cerca una relazione I millennial ricorderanno il programma “Catfish: false identità” in onda su MTV, che raccontava storie di relazioni sentimentali nate online e il momento in cui i protagonisti scoprivano se dall’altra parte dello schermo ci fosse davvero la persona che credevano.  Il nome del programma prende spunto dall’omonimo documentario del 2010, che seguiva la storia di un giovane da tempo in contatto con quella che credeva una sua coetanea e che si sarebbe rivelata essere una quarantenne già sposata. Commentando il comportamento della donna, il marito lo paragonava a quello dei pesci gatto (catfish, appunto), che secondo alcuni resoconti i pescatori inserivano nelle vasche dei merluzzi trasportati via mare per mantenerli in vita e in movimento.  Trovi QUI l’articolo completo di Facta

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La “famiglia nel bosco” è diventata la nuova ossessione dei complottisti

Una vicenda che meriterebbe riservatezza e cautela, visto il coinvolgimento di minori, è invece entrata nel dibattito pubblico tra disinformazione e propaganda politica Fino a che punto i genitori possono scegliere come crescere i propri figli e le proprie figlie? È una domanda che da giorni è al centro del dibattito pubblico italiano, scatenata da un caso di cronaca, “la famiglia nel bosco”, che ha mosso media e politica, soprattutto la destra.  Il 20 novembre 2025 è stato eseguito un provvedimento del Tribunale per i minorenni dell’Aquila che ha disposto la sospensione della responsabilità genitoriale e l’allontanamento dei tre figli da una famiglia anglo-australiana residente a Palmoli, in provincia di Chieti, rinominata dai media “la famiglia nel bosco”. La decisione dei giudici è stata motivata dalle condizioni in cui i genitori Nathan Trevallion e Catherine Birmingham hanno scelto di vivere: un’abitazione isolata in campagna, priva di servizi essenziali, senza un impiego e

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Discord è diventato una cosa seria

La piattaforma, nata per ospitare le chat dei gamer, è diventata uno spazio globale per fare politica e attivismo. Ma anche un luogo di radicalizzazione Il 4 settembre 2025 le autorità nepalesi hanno deciso di rendere inaccessibili 26 piattaforme online, tra cui i popolari Facebook, Instagram e YouTube, dichiarando di voler frenare la diffusione di disinformazione e messaggi d’odio. In seguito a questa decisione, migliaia di persone, soprattutto giovani della Generazione Z – cioè coloro che sono nati tra il 1997 e il 2012 – sono scese in piazza per denunciare quella che considerano una forma di censura e una limitazione della libertà di espressione, accusando di corruzione politici e istituzioni.  I manifestanti hanno inondato le strade della capitale Kathmandu e hanno dato fuoco alla Corte Suprema, al Parlamento e ad altri edifici governativi, mentre il primo ministro Khadga Prasad Sharma Oli rassegnava le sue dimissioni. Le proteste hanno inoltre portato a scontri violenti tra i manifestanti e le forze di sicurezza, in

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Fascismo pop: viaggio nella nuova estetica dell’estrema destra online

Tra meme, canzoni e intelligenza artificiale, la propaganda neofascista si adatta al linguaggio dei social media, conquistando un pubblico giovane e normalizzando l’estremismo Pochi mesi fa, ad aprile 2025, è ricorso l’80° anniversario dell’esecuzione di Benito Mussolini e della sua amante Clara Petacci, dopo che un gruppo di partigiani li aveva catturati mentre fuggivano verso la Svizzera. Il 20 novembre prossimo, invece, cadrà il 50° anniversario della morte del dittatore spagnolo Francisco Franco. Se l’arco storico di quelle drammatiche esperienze può dirsi a tutti gli effetti concluso, la stessa cosa non vale per la nostalgia che ancora oggi accompagna il ricordo delle dittature. In Spagna, ad esempio, l’inno della Falange – il partito fondato nel 1933 dal figlio del dittatore Franco, José Antonio Primo de Rivera –, Cara al Sol (Volto al sole), continua ad accompagnare centinaia di video di diversi stili: dalla versione classica al reggaeton, da brani strumentali a una versione cantata con una voce che sembra

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Una parte dell’elettorato evangelico vede in Trump l’Anticristo che porterà alla fine del mondo

Le accuse germogliano all’interno della stessa matrice teologica su cui l’attuale presidente USA ha costruito il proprio consenso Negli Stati Uniti stanno circolando online accuse secondo cui il presidente Donald Trump sarebbe l’Anticristo annunciato nella Bibbia. È un tema che unisce esegesi apocalittica e tensioni politiche: da un lato il trumpismo si appoggia sull’elettorato cristiano evangelico e nazionalista; dall’altro, alcuni settori dello stesso mondo evangelico identificano in Trump «l’uomo iniquo, il figlio della perdizione» di cui parla la seconda lettera ai Tessalonicesi. Nella tradizione cristiana il termine “Anticristo” non indica genericamente un nemico della fede, ma uno o più soggetti descritti nella Bibbia come figure di inganno religioso che compaiono quando il mondo sta per finire. Il prefisso “anti-” indica sia un’opposizione a Gesù, sia un suo sostituto contraffatto, un impostore. A partire da una serie di versetti, in alcuni ambienti cristiani il concetto di Anticristo è stato nel tempo applicato a figure politiche percepite

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La psicoterapia basata sull’IA è ancora una pessima idea

Therapeak e le altre: si moltiplicano le piattaforme che promettono un percorso terapeutico gestito dal chatbot. Ma i rischi sono molti più dei benefici I chatbot basati su intelligenza artificiale sono diventati spazi in cui riversare le proprie fragilità mentali. Numerosi utenti in tutto il mondo, adolescenti e non solo, chiedono a ChatGPT conforto e ascolto in situazioni di ansia, sintomi depressivi o per qualsiasi disagio esistenziale. Le piattaforme IA vengono scambiate per veri e propri studi di psicoterapia con tutti i rischi connessi al ricorso ad agenti virtuali per problematiche cliniche reali.  In Italia, secondo l’ultima edizione dell’Atlante dell’Infanzia a rischio di Save the Children, quasi il 42 per cento degli adolescenti intervistati tra i 15 e i 19 anni si rivolge all’intelligenza artificiale nei momenti di tristezza, solitudine o ansia, oppure per prendere decisioni importanti su scuola, lavoro e relazioni. L’uso quotidiano dell’IA tra i ragazzi è quasi il doppio rispetto

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