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Venezuela, Groenlandia, Iran e Stati Uniti: le crisi estere al centro della disinformazione italiana a gennaio

LE CRISI INTERNAZIONALI DIVENTANO IL FOCUS DELLA DISINFORMAZIONE A GENNAIO I tre progetti editoriali italiani che hanno pubblicato contenuti di verifica dei fatti, e che hanno contribuito a questo report*, hanno pubblicato, a gennaio 2026, un totale di 133 articoli di fact-checking. Di questi, 9 (6,8%) hanno avuto per oggetto casi di disinformazione riguardanti l’immigrazione, 7 (5,3%) il conflitto in Ucraina, 4 (3 %) l’Unione europea, 3 (2,6%) il cambiamento climatico, 1 (0,7%) la pandemia, 0 (0%) la crisi in Palestina, e 0 (0%) le tematiche di genere o Lgbtq+. Nel mese di gennaio 2026 si è assistito ad un calo quantitativo della disinformazione su quasi tutti i principali temi monitorati. La percentuale di notizie false a tema guerra in Ucraina, sul totale delle notizie false verificate, è diminuita di quasi dieci punti, e quella relativa all’immigrazione si è dimezzata rispetto al mese di dicembre. Si è poi azzerata la disinformazione rilevata sulla crisi in Palestina e quella

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Crises in the Usa, Venezuela, Greenland and Iran fuel disinformation in Europe

THE EU IS THE MOST TARGETED TOPIC IN JANUARY The 34 organizations* part of the EDMO fact-checking network that contributed to this brief published a total of 1.633 fact-checking articles in January 2026. Out of these articles, 112 (7%) focused on disinformation related to the EU; 96 (6%) on Ukraine-related disinformation; 88 (5%) on disinformation related to immigration; 59 (4%) on climate change-related disinformation; 25 (2%) on COVID-19-related disinformation; 12 (1%) on the crisis in Gaza; and 12 (1%) on disinformation about LGBTQ+ and gender issues.   During the month of January, the most targeted topic by disinformation was the European Union. Meanwhile false news related to the war in Ukraine and to immigration decreased respectively by three and four percentage points. The share of disinformation on the other topics monitored by these briefs remained stable, with only minor fluctuations.  DISINFORMATION ON THE EUROPEAN UNIONThe European Union is a recurring target

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Il disinformatore dell’anno 2025 secondo NewsGuard: Yevgeny Shevchenko, creatore della rete Pravda

Un esperto di tecnologia russo con un debole per “ragazze e auto” è riuscito a infettare le risposte dei principali modelli di IA con le narrative false preferite dal Cremlino Shevchenko subentra al latitante americano John Mark Dougan nel ruolo di principale disinformatore dell’anno A cura di Alice Lee ed Eva Maitland L’esperto tech russo Yevgeny Shevchenko è il disinformatore dell’anno 2025 secondo NewsGuard In un anno in cui la Russia ha moltiplicato i propri sforzi di disinformazione e ha investito in maniera considerevole nello sviluppo della propria macchina di propaganda all’estero, la rete Pravda di Yevgeny Shevchenko si è distinta per il volume impressionante di affermazioni false diffuse nel 2025. Il network Pravda, parola che in russo significa “verità”, composto da 286 siti di notizie apparentemente automatizzati, ha pubblicato nel 2025 un totale di 6,3 milioni di articoli provenienti da fonti filocremlino in 49 lingue, secondo quanto rilevato da

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Le truffe sentimentali sono un problema sempre più diffuso

Con le app di dating, il catfishing si è trasformato in una vera catena industriale di frodi per estorcere denaro a chi cerca una relazione I millennial ricorderanno il programma “Catfish: false identità” in onda su MTV, che raccontava storie di relazioni sentimentali nate online e il momento in cui i protagonisti scoprivano se dall’altra parte dello schermo ci fosse davvero la persona che credevano.  Il nome del programma prende spunto dall’omonimo documentario del 2010, che seguiva la storia di un giovane da tempo in contatto con quella che credeva una sua coetanea e che si sarebbe rivelata essere una quarantenne già sposata. Commentando il comportamento della donna, il marito lo paragonava a quello dei pesci gatto (catfish, appunto), che secondo alcuni resoconti i pescatori inserivano nelle vasche dei merluzzi trasportati via mare per mantenerli in vita e in movimento.  Trovi QUI l’articolo completo di Facta

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La “famiglia nel bosco” è diventata la nuova ossessione dei complottisti

Una vicenda che meriterebbe riservatezza e cautela, visto il coinvolgimento di minori, è invece entrata nel dibattito pubblico tra disinformazione e propaganda politica Fino a che punto i genitori possono scegliere come crescere i propri figli e le proprie figlie? È una domanda che da giorni è al centro del dibattito pubblico italiano, scatenata da un caso di cronaca, “la famiglia nel bosco”, che ha mosso media e politica, soprattutto la destra.  Il 20 novembre 2025 è stato eseguito un provvedimento del Tribunale per i minorenni dell’Aquila che ha disposto la sospensione della responsabilità genitoriale e l’allontanamento dei tre figli da una famiglia anglo-australiana residente a Palmoli, in provincia di Chieti, rinominata dai media “la famiglia nel bosco”. La decisione dei giudici è stata motivata dalle condizioni in cui i genitori Nathan Trevallion e Catherine Birmingham hanno scelto di vivere: un’abitazione isolata in campagna, priva di servizi essenziali, senza un impiego e

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