IDMO

Esplora IDMO – Italian Digital Media Observatory.

Idmo

Gli errori di Giorgia Meloni sulla scarcerazione di Almasri

Nel video dove ha annunciato di essere indagata, la presidente del Consiglio ha difeso le scelte del governo, ma ha detto diverse cose sbagliate e commesso imprecisioni sia nei fatti sia dal punto di vista giuridico Il 28 gennaio la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha pubblicato un video sui social network in cui ha annunciato di essere indagata dalla Procura di Roma «per i reati di favoreggiamento e peculato» per il rilascio del carceriere libico Njeem Osama Almasri Habish, meglio conosciuto come Almasri. Nel video la presidente del Consiglio ha commesso una serie di errori sul caso del carceriere libico rilasciato in pochi giorni dall’Italia. Come vedremo, alcune di queste affermazioni, Meloni le aveva fatte pure lo scorso 25 gennaio, durante un punto stampa a Gedda, in Arabia Saudita, nel corso di una visita istituzionale nel Paese mediorientale.  Trovi QUI l’articolo completo di Pagella Politica

Leggi Tutto »

Il volantino di Italia Viva contro Meloni è pieno di errori

Il partito di Renzi accusa il governo di essere responsabile di molti rincari, ma usa dati scorretti o fuori contesto Il 16 luglio, ospite a In Onda su LA7, il presidente di Italia Viva Matteo Renzi ha presentato un volantino che il suo partito ha iniziato a distribuire davanti ai supermercati, in occasione dei primi mille giorni del governo Meloni. Il volantino è intitolato “Giorgia, quanto ci costi!” e la sua grafica richiama quella utilizzata dai supermercati per pubblicizzare gli sconti sui prodotti. ​​«Promozioni? No, 1000 giorni di rincari! Niente sconti, solo aumenti. Il governo spreca, l’italiano paga», si legge sul volantino, che elenca diverse voci di spesa che – secondo Italia Viva – sarebbero aumentate a causa del governo Meloni. Dalle cifre esagerate sui centri in Albania, passando per i rincari della spesa e dei pedaggi, fino agli stipendi, all’IVA e alla pressione fiscale, il volantino mescola dati corretti ad altri scorretti o fuori contesto,

Leggi Tutto »

Più impunità ai servizi segreti? Che cosa cambia con il decreto “Sicurezza”

Il governo vuole ampliare le eccezioni penali per gli agenti dell’intelligence – non fino al punto denunciato da Laura Boldrini – rivendicando ragioni operative Mercoledì 4 giugno il Senato ha convertito definitivamente in legge il decreto “Sicurezza”, voluto dal governo per accelerare l’adozione di gran parte del disegno di legge “Sicurezza”, il cui percorso in Parlamento procedeva lentamente da diverso tempo. Il decreto introduce nuovi reati e inasprisce le pene per reati già esistenti. Come il disegno di legge da cui ha preso il nome, anche il nuovo decreto “Sicurezza” è stato al centro di forti critiche da parte dei partiti di opposizione nelle ultime settimane. Tra gli articoli contestati c’è il numero 31, che secondo l’ex presidente della Camera Laura Boldrini «è di fatto la legalizzazione del terrorismo di Stato».  Trovi QUI l’articolo completo di Pagella Politica

Leggi Tutto »

Davvero l’Italia non vende più armi a Israele?

Secondo Antonio Tajani è una «leggenda metropolitana». Abbiamo verificato se ha ragione: la sua ricostruzione non è completa Il 5 settembre, a margine del Forum di Cernobbio, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha risposto a un giornalista che gli chiedeva se in caso di occupazione della Cisgiordania l’Italia sarebbe stata disposta a «non inviare più armi a Israele». «Ma noi non inviamo armi: questa è una leggenda metropolitana», ha risposto il leader di Forza Italia. «Noi, dal 7 di ottobre di due anni fa, abbiamo sospeso tutti i contratti. Quindi non c’è nessun invio di armi a Israele». In realtà, i fatti raccontano una storia diversa. L’Italia ha sì bloccato le nuove autorizzazioni dopo l’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023, ma vecchie licenze hanno continuato a produrre spedizioni. E non sono mancate accuse di traffici sospetti e inchieste giudiziarie. Trovi QUI l’articolo completo di Pagella Politica

Leggi Tutto »

Famiglia nel bosco: la verità sulla decisione dei giudici

Che cosa dice davvero l’ordinanza con cui è stato disposto l’allontanamento di tre bambini dai loro genitori In questi giorni è diventato un caso politico la decisione dei giudici del Tribunale per i minorenni dell’Aquila che hanno disposto l’allontanamento di tre bambini dai genitori con cui vivevano in una piccola casa in un bosco, in provincia di Chieti, in Abruzzo. In breve, il caso è nato da un intervento dei servizi sociali avviato dopo un episodio sanitario che aveva coinvolto una coppia di cittadini stranieri, Nathan Trevallion e Catherine Birmingham, e i loro tre figli: una di otto anni di età, gli altri due gemelli di sei. La famiglia segue lo stile di vita del “neoruralismo”, un movimento improntato all’autosufficienza, al ritiro dal contesto sociale e dalle infrastrutture della vita contemporanea. I bambini non frequentavano la scuola e seguivano la pratica dell’unschooling, un approccio educativo che rifiuta programmi formali e

Leggi Tutto »

Gli obiettivi della Flotilla erano chiari, a differenza di quanto dice Meloni

Gli attivisti hanno dichiarato fin dall’inizio di voler portare aiuti a Gaza e sfidare il blocco navale israeliano Il 1° ottobre, durante un punto stampa, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha rinnovato le sue critiche alla Global Sumud Flotilla, l’iniziativa internazionale di attivisti che poche ore dopo è stata fermata dall’esercito israeliano al largo di Gaza. Meloni ha definito l’operazione pericolosa e irresponsabile, sottolineando che arriva in un momento delicato, mentre è in discussione il piano proposto dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump per porre fine alla crisi nella Striscia di Gaza. Secondo la presidente del Consiglio, la Global Sumud Flotilla «diceva di nascere per una questione umanitaria», ma «poi si è scoperto che non era per una questione umanitaria, era per forzare un blocco navale». «E già diventa un’altra cosa. Del resto, se fosse stato per una ragione umanitaria si sarebbero accolte le numerose proposte che sono state fatte

Leggi Tutto »

L’IA inganna se stessa: i principali chatbot non riconoscono i video generati dall’IA

NewsGuard ha testato tre noti chatbot e ha rilevato che nel 78-95% dei casi i modelli – ​​incluso ChatGPT della stessa OpenAI – non riuscivano a capire quando i video erano stati creati con Sora, lo strumento text-to-video di OpenAI A cura di Ines Chomnalez e Lea Marchl Il nuovo strumento di OpenAI per generare video con l’IA, Sora, ha rapidamente acquisito la reputazione di riuscire a ingannare gli esseri umani facendo loro credere che i suoi video siano autentici. Ma a quanto pare, Sora riesce a ingannare anche l’intelligenza artificiale stessa. Un test di NewsGuard ha rilevato che tre dei principali chatbot non riescono quasi mai a rilevare i video falsi generati da Sora, a meno che non contengano un watermark (Sora applica un watermark a tutti i video, ma questo può essere facilmente rimosso; vedi di seguito). I tre chatbot testati – Grok di xAI, ChatGPT di OpenAI

Leggi Tutto »

L’industrializzazione del falso: quando la propaganda diventa fabbrica e la guerra entra nella testa

Il rapporto del Center for Countering Disinformation analizza l’uso crescente di video generati con intelligenza artificiale da parte della Federazione Russa per screditare le Forze di Difesa dell’Ucraina. Non è più solo una guerra di trincee, droni e artiglieria. È una guerra di nervi, fiducia e percezioni. E oggi, come documenta un rapporto del Centro ucraino per il contrasto alla disinformazione (CPD), il fronte più conteso è quello cognitivo: lo spazio mentale in cui cittadini e militari decidono a chi credere, chi seguire, cosa temere. Il dossier ricostruisce con precisione il salto di qualità della propaganda digitale russa: dai primi deepfake “artigianali” e facilmente smascherabili a un sistema industriale, cross-platform, costruito per inquinare l’infosfera più che convincere il pubblico. Non più persuasione diretta, ma “contaminazione”: l’idea che, sommersi dal dubbio, gli utenti finiscano per non fidarsi più di nulla. Il CPD descrive un’evoluzione in tre fasi, che somiglia a una curva di

Leggi Tutto »