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Gli obiettivi della Flotilla erano chiari, a differenza di quanto dice Meloni

Gli attivisti hanno dichiarato fin dall’inizio di voler portare aiuti a Gaza e sfidare il blocco navale israeliano Il 1° ottobre, durante un punto stampa, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha rinnovato le sue critiche alla Global Sumud Flotilla, l’iniziativa internazionale di attivisti che poche ore dopo è stata fermata dall’esercito israeliano al largo di Gaza. Meloni ha definito l’operazione pericolosa e irresponsabile, sottolineando che arriva in un momento delicato, mentre è in discussione il piano proposto dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump per porre fine alla crisi nella Striscia di Gaza. Secondo la presidente del Consiglio, la Global Sumud Flotilla «diceva di nascere per una questione umanitaria», ma «poi si è scoperto che non era per una questione umanitaria, era per forzare un blocco navale». «E già diventa un’altra cosa. Del resto, se fosse stato per una ragione umanitaria si sarebbero accolte le numerose proposte che sono state fatte

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L’IA inganna se stessa: i principali chatbot non riconoscono i video generati dall’IA

NewsGuard ha testato tre noti chatbot e ha rilevato che nel 78-95% dei casi i modelli – ​​incluso ChatGPT della stessa OpenAI – non riuscivano a capire quando i video erano stati creati con Sora, lo strumento text-to-video di OpenAI A cura di Ines Chomnalez e Lea Marchl Il nuovo strumento di OpenAI per generare video con l’IA, Sora, ha rapidamente acquisito la reputazione di riuscire a ingannare gli esseri umani facendo loro credere che i suoi video siano autentici. Ma a quanto pare, Sora riesce a ingannare anche l’intelligenza artificiale stessa. Un test di NewsGuard ha rilevato che tre dei principali chatbot non riescono quasi mai a rilevare i video falsi generati da Sora, a meno che non contengano un watermark (Sora applica un watermark a tutti i video, ma questo può essere facilmente rimosso; vedi di seguito). I tre chatbot testati – Grok di xAI, ChatGPT di OpenAI

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L’industrializzazione del falso: quando la propaganda diventa fabbrica e la guerra entra nella testa

Il rapporto del Center for Countering Disinformation analizza l’uso crescente di video generati con intelligenza artificiale da parte della Federazione Russa per screditare le Forze di Difesa dell’Ucraina. Non è più solo una guerra di trincee, droni e artiglieria. È una guerra di nervi, fiducia e percezioni. E oggi, come documenta un rapporto del Centro ucraino per il contrasto alla disinformazione (CPD), il fronte più conteso è quello cognitivo: lo spazio mentale in cui cittadini e militari decidono a chi credere, chi seguire, cosa temere. Il dossier ricostruisce con precisione il salto di qualità della propaganda digitale russa: dai primi deepfake “artigianali” e facilmente smascherabili a un sistema industriale, cross-platform, costruito per inquinare l’infosfera più che convincere il pubblico. Non più persuasione diretta, ma “contaminazione”: l’idea che, sommersi dal dubbio, gli utenti finiscano per non fidarsi più di nulla. Il CPD descrive un’evoluzione in tre fasi, che somiglia a una curva di

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Quota 400 raggiunta e superata: l’operazione russa che ha sorpassato i media ufficiali del Cremlino nella diffusione di affermazioni false sulla guerra tra Russia e Ucraina

Mentre l’Ucraina affronta difficoltà sul campo di battaglia, un’inchiesta per corruzione e crescenti pressioni da parte degli Stati Uniti, l’operazione di disinformazione russa Storm-1516 sta diventando sempre più prolifica e dannosa. È quanto emerge dall’analisi del database di NewsGuard, che raccoglie oltre 400 affermazioni false sulla guerra. A cura di Eva Maitland e Alice Lee NewsGuard ha ormai identificato e smentito 400 affermazioni false sulla guerra tra Russia e Ucraina diffuse da fonti russe. Un’analisi del nostro database proprietario mostra che nel 2025 le operazioni di influenza russe hanno superato i media statali ufficiali del Cremlino come principali fonti di queste narrazioni. In particolare, un’operazione identificata da Microsoft con il nome di Storm-1516 è emersa come la più prolifica e quella in più rapida espansione tra le campagne analizzate, secondo quanto rilevato da NewsGuard. L’operazione è nota per la produzione e la diffusione di affermazioni false che accusano l’Ucraina e

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Ia e partiti: presentato alla Camera l’appello di Pagella Politica e Facta contro abuso deepfake

Giovedì 18 dicembre, nella sala Conferenze Stampa della Camera, si è svolta la presentazione dell’appello “Deepfake e Politica: insieme per dire basta”. L’appello è stato lanciato da Pagella Politica e Facta, le due principali testate italiane che si occupano di contrasto alla disinformazione e che fanno parte dell’Italian Digital Media Observatory (IDMO), presente con suoi rappresentanti all’evento.  Pagella Politica e Facta hanno chiesto alle forze politiche presenti in Parlamento di firmare un appello basato su tre impegni: Tutti i partiti presenti in Parlamento, con l’eccezione della Lega, hanno firmato l’appello. «Come addetti ai lavori, abbiamo constatato che la disinformazione sempre più sta facendo ricorso all’intelligenza artificiale e ai deepfake. In particolare, abbiamo rilevato la circolazione di video deepfake di politici che dicono cose che non hanno mai detto. In altri Stati diverse forze politiche hanno iniziato a usare questi contenuti per attaccare i propri avversari, innescando una pericolosa spirale verso

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