Gennaio 26, 2026

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Le truffe sentimentali sono un problema sempre più diffuso

Con le app di dating, il catfishing si è trasformato in una vera catena industriale di frodi per estorcere denaro a chi cerca una relazione I millennial ricorderanno il programma “Catfish: false identità” in onda su MTV, che raccontava storie di relazioni sentimentali nate online e il momento in cui i protagonisti scoprivano se dall’altra parte dello schermo ci fosse davvero la persona che credevano.  Il nome del programma prende spunto dall’omonimo documentario del 2010, che seguiva la storia di un giovane da tempo in contatto con quella che credeva una sua coetanea e che si sarebbe rivelata essere una quarantenne già sposata. Commentando il comportamento della donna, il marito lo paragonava a quello dei pesci gatto (catfish, appunto), che secondo alcuni resoconti i pescatori inserivano nelle vasche dei merluzzi trasportati via mare per mantenerli in vita e in movimento.  Trovi QUI l’articolo completo di Facta

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La “famiglia nel bosco” è diventata la nuova ossessione dei complottisti

Una vicenda che meriterebbe riservatezza e cautela, visto il coinvolgimento di minori, è invece entrata nel dibattito pubblico tra disinformazione e propaganda politica Fino a che punto i genitori possono scegliere come crescere i propri figli e le proprie figlie? È una domanda che da giorni è al centro del dibattito pubblico italiano, scatenata da un caso di cronaca, “la famiglia nel bosco”, che ha mosso media e politica, soprattutto la destra.  Il 20 novembre 2025 è stato eseguito un provvedimento del Tribunale per i minorenni dell’Aquila che ha disposto la sospensione della responsabilità genitoriale e l’allontanamento dei tre figli da una famiglia anglo-australiana residente a Palmoli, in provincia di Chieti, rinominata dai media “la famiglia nel bosco”. La decisione dei giudici è stata motivata dalle condizioni in cui i genitori Nathan Trevallion e Catherine Birmingham hanno scelto di vivere: un’abitazione isolata in campagna, priva di servizi essenziali, senza un impiego e

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Discord è diventato una cosa seria

La piattaforma, nata per ospitare le chat dei gamer, è diventata uno spazio globale per fare politica e attivismo. Ma anche un luogo di radicalizzazione Il 4 settembre 2025 le autorità nepalesi hanno deciso di rendere inaccessibili 26 piattaforme online, tra cui i popolari Facebook, Instagram e YouTube, dichiarando di voler frenare la diffusione di disinformazione e messaggi d’odio. In seguito a questa decisione, migliaia di persone, soprattutto giovani della Generazione Z – cioè coloro che sono nati tra il 1997 e il 2012 – sono scese in piazza per denunciare quella che considerano una forma di censura e una limitazione della libertà di espressione, accusando di corruzione politici e istituzioni.  I manifestanti hanno inondato le strade della capitale Kathmandu e hanno dato fuoco alla Corte Suprema, al Parlamento e ad altri edifici governativi, mentre il primo ministro Khadga Prasad Sharma Oli rassegnava le sue dimissioni. Le proteste hanno inoltre portato a scontri violenti tra i manifestanti e le forze di sicurezza, in

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Fascismo pop: viaggio nella nuova estetica dell’estrema destra online

Tra meme, canzoni e intelligenza artificiale, la propaganda neofascista si adatta al linguaggio dei social media, conquistando un pubblico giovane e normalizzando l’estremismo Pochi mesi fa, ad aprile 2025, è ricorso l’80° anniversario dell’esecuzione di Benito Mussolini e della sua amante Clara Petacci, dopo che un gruppo di partigiani li aveva catturati mentre fuggivano verso la Svizzera. Il 20 novembre prossimo, invece, cadrà il 50° anniversario della morte del dittatore spagnolo Francisco Franco. Se l’arco storico di quelle drammatiche esperienze può dirsi a tutti gli effetti concluso, la stessa cosa non vale per la nostalgia che ancora oggi accompagna il ricordo delle dittature. In Spagna, ad esempio, l’inno della Falange – il partito fondato nel 1933 dal figlio del dittatore Franco, José Antonio Primo de Rivera –, Cara al Sol (Volto al sole), continua ad accompagnare centinaia di video di diversi stili: dalla versione classica al reggaeton, da brani strumentali a una versione cantata con una voce che sembra

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Una parte dell’elettorato evangelico vede in Trump l’Anticristo che porterà alla fine del mondo

Le accuse germogliano all’interno della stessa matrice teologica su cui l’attuale presidente USA ha costruito il proprio consenso Negli Stati Uniti stanno circolando online accuse secondo cui il presidente Donald Trump sarebbe l’Anticristo annunciato nella Bibbia. È un tema che unisce esegesi apocalittica e tensioni politiche: da un lato il trumpismo si appoggia sull’elettorato cristiano evangelico e nazionalista; dall’altro, alcuni settori dello stesso mondo evangelico identificano in Trump «l’uomo iniquo, il figlio della perdizione» di cui parla la seconda lettera ai Tessalonicesi. Nella tradizione cristiana il termine “Anticristo” non indica genericamente un nemico della fede, ma uno o più soggetti descritti nella Bibbia come figure di inganno religioso che compaiono quando il mondo sta per finire. Il prefisso “anti-” indica sia un’opposizione a Gesù, sia un suo sostituto contraffatto, un impostore. A partire da una serie di versetti, in alcuni ambienti cristiani il concetto di Anticristo è stato nel tempo applicato a figure politiche percepite

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La psicoterapia basata sull’IA è ancora una pessima idea

Therapeak e le altre: si moltiplicano le piattaforme che promettono un percorso terapeutico gestito dal chatbot. Ma i rischi sono molti più dei benefici I chatbot basati su intelligenza artificiale sono diventati spazi in cui riversare le proprie fragilità mentali. Numerosi utenti in tutto il mondo, adolescenti e non solo, chiedono a ChatGPT conforto e ascolto in situazioni di ansia, sintomi depressivi o per qualsiasi disagio esistenziale. Le piattaforme IA vengono scambiate per veri e propri studi di psicoterapia con tutti i rischi connessi al ricorso ad agenti virtuali per problematiche cliniche reali.  In Italia, secondo l’ultima edizione dell’Atlante dell’Infanzia a rischio di Save the Children, quasi il 42 per cento degli adolescenti intervistati tra i 15 e i 19 anni si rivolge all’intelligenza artificiale nei momenti di tristezza, solitudine o ansia, oppure per prendere decisioni importanti su scuola, lavoro e relazioni. L’uso quotidiano dell’IA tra i ragazzi è quasi il doppio rispetto

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La tradizione culinaria italiana è una bugia di successo

I rischi di autoconvincersi che la cucina italiana sia nata nei confini nazionali, quando la sua storia è strettamente legata a migrazioni e scambi internazionali Il 10 dicembre 2025 il comitato Unesco per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale si è riunito a Nuova Delhi, in India, e ha decretato che la cucina italiana è patrimonio culturale immateriale dell’umanità. In Italia, la notizia è subito rimbalzata dai principali media nazionali ai meme sui social, mentre la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha pubblicato un videomessaggio dicendo che questo obiettivo onora «quello che siamo e la nostra identità». Il ministero dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida ha sottolineato che «la Cucina italiana parla delle nostre radici, della nostra creatività e della nostra capacità di trasformare la tradizione in valore universale».  Trovi QUI l’articolo completo di Facta

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Come l’agenzia di salute statunitense si è trasformata in un’arma politica di disinformazione scientifica

Su indicazione di Kennedy Jr. i CDC hanno contraddetto la conclusione scientifica che i vaccini non causano l’autismo La scorsa settimana sul sito dei Centers for Disease Control (CDC) – l’Agenzia di salute pubblica statunitense – è apparsa una pagina dove si legge che non esistono prove per sostenere che i vaccini non causano l’autismo. Secondo diversi esperti si tratta di un fatto che compromette la credibilità che un’agenzia sanitaria così importante – che si occupa della promozione della salute pubblica a livello nazionale e internazionale – dovrebbe mantenere al di là del governo federale di turno. Questo però non è successo. La pagina presente sul sito dei CDC non si basa su evidenze scientifiche. Il testo apparso rispecchia invece le convinzioni del segretario della Salute degli Stati Uniti, Robert F. Kennedy, Jr., un importante esponente antivaccinista che nel corso della sua attività politica ha più volto contribuito a diffondere la pericolosa e falsa teoria del

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La guerra di propaganda israeliana si è spostata sui social

Inchieste indipendenti hanno svelato il nuovo corso della propaganda di Tel Aviv, fatto di influencer a libro paga e reti social coordinate La mattina dello scorso 26 settembre Benjamin Netanyahu ha tenuto un contestato discorso all’assemblea generale delle Nazioni Unite, a New York. Il premier israeliano ha utilizzato toni molto duri, respingendo le accuse rivolte a Israele di aver commesso un genocidio nella Striscia di Gaza con la risposta militare all’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023, negando in toto la possibilità della creazione di una Stato palestinese accanto a quello israeliano – possibile soluzione del conflitto in Medio Oriente approvata con larga maggioranza dall’ONU – e attaccando i Paesi occidentali che hanno recentemente riconosciuto lo Stato della Palestina. Poco prima dell’intervento del premier israeliano, decine di rappresentanti di vari Paesi hanno lasciato l’aula per protesta. Il segnale di un clima internazionale fortemente critico nei confronti del governo israeliano. Trovi QUI l’articolo completo di Facta

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Come “il maranza” è diventato uno stereotipo razzista

I giovani di periferia sono diventati il centro del dibattito politico sulla sicurezza, ma il fenomeno è in gran parte mediatico All’ultimo esame per diventare giornalista professionista, tenutosi a Roma il 28 ottobre 2025, una delle tracce proposte chiedeva di scrivere un articolo sul «fenomeno preoccupante» delle «violenze indiscriminate dei maranza» durante le manifestazioni a sostegno della Palestina del 3 ottobre 2025. La traccia non mancava di associare questo «tipo di giovani» alla violenza e di sottolinearne la loro componente etnica: «figli di immigrati […] molto spesso di origine africana».  Nei giorni immediatamente seguenti la prova, 129 giornalisti hanno presentato un esposto all’Ordine dei giornalisti per sottolineare come la traccia del testo fosse da un lato discriminatoria e dall’altro contraria ai principi deontologici giornalistici. La traccia è stata ritenuta problematica perché, tra le altre cose, «rende l’origine etnica un fattore esplicativo del comportamento deviante, una logica che contrasta con la Carta di Roma (il protocollo deontologico dedicato

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