
Che cos’è il “woke” e perché la sinistra italiana si è divisa anche su questo
Se ne parla per via di una presa di posizione di Conte, che ha suscitato critiche ma pure insoliti apprezzamenti Negli ultimi giorni il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte ha innescato un dibattito tra i partiti di opposizione rispetto alla cosiddetta “cultura woke”. Con questa espressione, diffusa soprattutto nei Paesi anglosassoni, si indica una particolare sensibilità verso temi di discriminazione e disuguaglianza sociale, come razzismo, sessismo, diritti LGBT+, che secondo diversi osservatori e, in particolare la destra conservatrice, ha suscitato nella sinistra atteggiamenti dogmatici e censori. Sulla definizione di “woke” torneremo più avanti. In una lettera pubblicata il 21 agosto dal quotidiano la Repubblica, Conte ha sostenuto che alcuni aspetti della cultura woke abbiano avuto effetti positivi, come una maggiore attenzione verso discriminazioni, linguaggio rispettoso e il riconoscimento delle minoranze. Ma ha criticato duramente quelli che considera i suoi eccessi, come la cosiddetta “cancel culture”. Per “cancel culture”














