AUMENTANO SIGNIFICAMENTE LA DISINFORMAZIONE SUL CAMBIAMENTO CLIMATICO E QUELLA SULLA PANDEMIA DA COVID 19
I tre progetti editoriali italiani che hanno pubblicato contenuti di verifica dei fatti, e che hanno contribuito a questo report*, hanno pubblicato, a luglio 2026, un totale di 104 articoli di fact-checking. Di questi, 10 (9,6%) hanno avuto per oggetto casi di disinformazione riguardanti il conflitto in Ucraina, 8 (7,7%) il tema salute escludendo il Covid-19, 7 (6,7%) l’immigrazione, 5 (4,8%) la crisi in Palestina, 5 (4,8%) le tematiche di genere o LGBTQ+, 5 (4,8%) la pandemia di Covid-19, 4 (3,8%) il cambiamento climatico, 4 (3,8%) l’Unione europea, e 2 (1,9%) la guerra tra Israele, Stati Uniti e Iran.
Nel mese di luglio, come in quello di maggio e di giugno, la disinformazione sulla guerra in Ucraina è stata quantitativamente la più significativa, pur a fronte di un calo di sei punti percentuali rispetto al mese precedente. Il secondo tema maggiormente preso di mira da notizie false è stato la salute, probabilmente per via della circolazione di teorie infondate sulle creme solari (vedi slide n.5).
La disinformazione sull’immigrazione continua a essere un fenomeno rilevante, pur registrando una diminuzione di 2 punti percentuali. Per il prossimo report su agosto 2026 è poi prevedibile un probabile aumento, legato ai contenuti disinformativi sulla crisi migratoria di Ceuta.
Contemporaneamente, è stato registrato un importante aumento delle notizie false sulla pandemia da Covid-19, che sono salite di quattro punti percentuali, superando il picco registrato a maggio 2026. Un aumento simile si è visto anche con la disinformazione sul cambiamento climatico, che è salita di tre punti percentuali, raggiungendo il picco più alto dopo febbraio 2025. Le notizie false sulle tematiche di genere e LGBTQ+ sono continuate ad aumentare anche dopo la fine del mese del Pride, salendo di due punti percentuali.
Non sono state registrate ulteriori variazioni importanti sugli altri temi monitorati.

LA PERCENTUALE DELLA DISINFORMAZIONE GENERATA CON L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE RIMANE ALTA
La percentuale di storie false che sfruttano contenuti generati dall’IA è calata leggermente rispetto al mese precedente, al 18,3% (19 articoli su 104 totali). In contrasto rispetto alla tendenza registrata finora, per cui la percentuale registrata in Italia è più alta di quella media del continente, questo valore si allinea a luglio con la media europea, che a luglio 2026 ha raggiunto il 18%.

Come nel mese di giugno, l’intelligenza artificiale è stata usata soprattutto per generare contenuti falsi relativi ai Mondiali di calcio maschili FIFA 2026. Oltre ai video che prendono di mira e sessualizzano presunti spettatori e spettatrici sugli spalti degli stadi, dopo l’eliminazione del Portogallo sono circolate foto false che mostravano Cristiano Ronaldo in lacrime, o video di presunti spettacoli di droni in suo omaggio. Con la vittoria finale della Spagna, invece, sono circolate foto di Lamine Yamal con indosso la bandiera palestinese o mentre mostra la kefiah (copricapo della cultura arabo associato alla resistenza palestinese) in campo.


