Come l’Iran sta provando a vincere la guerra dell’informazione usando l’IA

«Habibi, come to Iran». È lo stesso identico invito che centinaia di soldatesse iraniane stanno lanciando sui propri account TikTok. Militari che però, nella realtà, non esistono perché sono soltanto un prodotto social creato con l’intelligenza artificiale.

Sulla piattaforma da giorni si possono trovare centinaia e centinaia di queste brevi clip in cui ragazze in divisa militare, spesso che camminano tra le basi aeronautiche o sono alla guida di aerei da cacciarassicurano sulla potenza militare dell’Iran e sulla sua sicurezza. Dal 28 febbraio 2026 il Paese è sotto l’attacco di Stati Uniti e Israele, una guerra iniziata dopo che il presidente USA Donald Trump aveva minacciato il regime iraniano di azioni militari se non avesse accettato un nuovo accordo sul suo programma nucleare. 

Tutti questi filmati hanno un formato e un copione pressoché identico: giovani militari che mandano messaggi apertamente filo-iraniani. Ma questo non è l’unico elemento che fa pensare a un’azione coordinata: i nomi di alcuni account sono simili tra loro (ad esempio fatima_07651 e fatimah_8292), le immagini profilo sono tutte quasi identiche (un primo piano delle soldatesse) e la loro creazione è avvenuta ello stesso periodo di tempo, tra la metà e la fine di febbraio. Anche la descrizione, in inglese, che accompagna i contenuti video è la stessa, con tanto di hashtag tutti uguali: «Iran 🇮🇷🚀 people of iran raise their voices for freedom, Justice and human rights ‎#iranprotest #ramdanmubarak #freeiran #iranwar #iran».

In alcuni di questi video compare l’etichetta di TikTok per avvisare gli utenti che il filmato è stato creato con l’intelligenza artificiale, ma non in tutti. In casi più rari, direttamente sui video è presente il watermark dei software di IA con cui sono stati generati, come VEO. Ma la natura artificiale di questi contenuti è confermata anche da alcuni elementi chiave, prima fra tutti la divisa militare, che spesso è adornata da patch con scritte confuse o addirittura in inglese. E poi, sono sempre diverse da un filmato all’altro, nessuna soldatessa ha la divisa uguale alla collega. 

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