I falsi miti e la confusione che ostacolano la donazione degli organi in Italia

A partire dal 3 agosto 2026 le carte d’identità cartacee cesseranno definitivamente di essere valide e tutti i cittadini e le cittadine italiane dovranno dotarsi della Carta d’Identità Elettronica (CIE), il documento conforme agli standard europei. Questo ha inevitabilmente portato a un aumento delle richieste di rilascio e rinnovo, tanto da mettere sotto pressione molte istituzioni locali italiane. 

Al momento della procedura per ottenere il documento elettronico, al cittadino viene chiesto di dichiarare la propria volontà sulla donazione di organi e tessuti, un passaggio che, negli ultimi mesi, è stato al centro di un’ampia narrazione della disinformazione sul traffico di organi. Tra le affermazioni false sul tema della donazione di organi, infatti, circola l’idea infondata secondo cui dichiararsi donatori possa influire negativamente sulle cure ricevute, insieme ad altre notizie false e fuorvianti sulla donazione di organi, potenzialmente molto dannose.

Ma si tratta di una narrazione tutt’altro che nuova: da anni circola online e, ciclicamente, si ripresenta sotto forme diverse per continuare a diffondersi. A darle ulteriore alimento, oltre al contesto legato alla CIE, hanno contribuito anche alcuni casi di cronaca, tra cui quello di Noelia Castillo, ragazza catalana di 25 anni deceduta lo scorso 26 marzo all’ospedale Sant Camil di Barcellona scegliendo l’eutanasia, la cui decisione era stata messa in dubbio da una narrazione infondata secondo cui la ragazza avrebbe voluto in realtà annullare la procedura ma non ha potuto perché «i suoi organi erano già stati destinati ad altri pazienti». 

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