LA GUERRA IN UCRAINA E L’IMMIGRAZIONE SONO I TEMI PIÙ COLPITI
I tre progetti editoriali italiani che hanno pubblicato contenuti di verifica dei fatti, e che hanno contribuito a questo report*, hanno pubblicato, a giugno 2026, un totale di 128 articoli di fact-checking. Di questi, 20 (15,6%) hanno avuto per oggetto casi di disinformazione riguardanti il conflitto in Ucraina, 11 (8,6%) l’immigrazione, 5 (3,9%) la crisi in Palestina, 4 (3,1%) l’Unione europea, 4 (3,1%) a tema salute escludendo il Covid-19, 3 (2,3%) le tematiche di genere o Lgbtq+, 2 (1,6%) la guerra tra Israele, Stati Uniti e Iran, 1 (0,8%) la pandemia di Covid-19, e 1 (0,8%) il cambiamento climatico.
Nel mese di giugno, come in quello di maggio, la guerra in Ucraina e l’immigrazione sono state al centro della disinformazione in Italia. In particolare, le notizie false sulla guerra in Ucraina sono aumentate di sei punti percentuali, mentre quelle sull’immigrazione di un punto percentuale. In concomitanza con il mese del Pride, è anche aumentata di tre punti percentuali la disinformazione sulle tematiche di genere o Lgbtq+; e con l’arrivo dell’estate, sono tornate a circolare le notizie false sul cambiamento climatico, che hanno comportato un aumento di quasi un punto percentuale.
Nel frattempo, le notizie false sulla crisi in Palestina e sulla guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran sono diminuite di un punto percentuale; dopo il picco di maggio, la disinformazione a tema Covid-19 ha a sua volta subito un calo di quasi due punti percentuali.
Non sono state registrate ulteriori variazioni importanti sugli altri temi di monitoraggio

I MONDIALI SONO DIVENTATI LA SCUSA PER DIFFONDERE DISINFORMAZIONE SESSISTA E RAZZISTA
Con l’inizio della Coppa del Mondo maschile della FIFA, l’11 giugno, la disinformazione ha iniziato a sfruttare la risonanza della competizione per diffondere contenuti falsi a tema sessista e razzista. Sui social sono diventati virali i video di donne sessualizzate sugli spalti degli stadi, generati con l’IA e spesso monetizzati, come riportato da EDMO. È stata anche manipolata, con lo scopo di diffondere islamofobia, la foto della nazionale marocchina in cui le donne presenti sembrano essere state censurate.
Anche la politica è stata un tema ricorrente nelle notizie false relative al torneo di calcio e ai suoi partecipanti: è così circolata la notizia che il calciatore iraniano Mohammad Mohebbi fosse stato deportato dagli Stati Uniti dopo la sua esultanza nel pareggio contro la Nuova Zelanda. Sempre a proposito dell’Iran, sono state diffuse foto generate con IA o fuori contesto della nazionale iraniana, che avrebbe portato degli zainetti rosa nel campo da calcio dei Mondiali per ricordare le vittime della strage di Minab. Un’altra storia falsa ha diffuso la notizia che la bandiera polacca fosse raffigurata sulle maglie della nazionale di calcio di Haiti per onorare la partecipazione delle Legioni polacche alla Rivoluzione haitiana.
L’ATTUALITÀ DÀ UNA NUOVA SPINTA ALLA DISINFORMAZIONE SULLA GUERRA IN UCRAINA E SULL’IMMIGRAZIONE
A giugno alcune dichiarazioni dell’ex-direttrice dell’intelligence nazionale statunitense, Tulsi Gabbard, su presunti laboratori segreti per la produzione di armi biologiche in Ucraina hanno alimentato la disinformazione filo-Russa (anche a livello europeo). Ricorrente bersaglio dalle notizie false pro-Cremlino è poi il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che sarebbe stato ignorato dal presidente statunitense Donald Trump al G7 di Évian o sarebbe addirittura morto in seguito ad un attacco russo (vedi slide n.9). Un’altra narrazione tanto ricorrente quanto infondata è quella secondo cui l’Ucraina sarebbe un Paese governato da nazisti o da persone affascinate da questa ideologia, alimentata a giugno da un’immagine che mostra alcuni studenti ucraini schierati per comporre una presunta “svastica nazista”.
Sempre in linea con il resto d’Europa, lo stesso mese è stato registrato un aumento della disinformazione sull’immigrazione, probabilmente legata all’accoltellamento di un uomo di 40 anni che ha provocato disordini a Belfast, nell’Irlanda del Nord. Sempre dal Regno Unito, in Italia è arrivata anche la disinformazione sull’omicidio di Henry Nowak, che ha contribuito a rilanciare il mito infondato della “polizia a due livelli”. Contemporaneamente, sono tornati a circolare video in italiano generati con l’IA che rappresentano in maniera razzista persone non bianche con lo scopo di alimentare rabbia e indignazione tra gli utenti.
LA PERCENTUALE DELLA DISINFORMAZIONE GENERATA CON L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE RIMANE ALTA
La percentuale di storie false che sfruttano contenuti generati dall’IA è rimasta stabile rispetto al mese precedente, al 19,5% (25 articoli su 128 totali). Come sempre avvenuto finora, rimane superiore rispetto alla media europea, che a giugno 2026 ha raggiunto il 15%.

Nel mese di giugno si è registrata una tendenza virale di generare video con l’intelligenza artificiale per rappresentare tifose e tifosi inesistenti sugli spalti degli stadi alla Coppa del Mondo maschile della FIFA (vedi slide n.X). Tra questi, un video virale mostrava un tifoso estremamente somigliante ad Adolf Hitler mentre guardava una partita della Germania. L’IA è stata anche usata per diffondere disinformazione sulla guerra in Ucraina: ad esempio è circolata una foto che mostrerebbe il presidente Zelensky nella stessa posa di Hitler, e una costituirebbe la prova che l’Ucraina abbia inscenato l’attacco alla Lavra di Kiev del 15 giugno scorso.


