Ia e partiti: presentato alla Camera l’appello di Pagella Politica e Facta contro abuso deepfake

Giovedì 18 dicembre, nella sala Conferenze Stampa della Camera, si è svolta la presentazione dell’appello “Deepfake e Politica: insieme per dire basta”. L’appello è stato lanciato da Pagella Politica e Facta, le due principali testate italiane che si occupano di contrasto alla disinformazione e che fanno parte dell’Italian Digital Media Observatory (IDMO), presente con suoi rappresentanti all’evento. 

Pagella Politica e Facta hanno chiesto alle forze politiche presenti in Parlamento di firmare un appello basato su tre impegni:

  • Non creare o diffondere su alcun medium video deepfake di esponenti di altre forze politiche, anche quando ciò non costituisca reato ai sensi della legge; 
  • Nel caso un simile video venga diffuso in buona fede, ritenendolo reale, a rimuoverlo e a segnalare l’errore sullo stesso medium con la stessa prominenza non appena sopraggiunga la consapevolezza che si tratta di un deepfake;
  • Informare e sensibilizzare i propri iscritti, in particolare i dirigenti ma anche i tesserati, sull’esistenza di questo impegno e a vigilare sul suo rispetto.

Tutti i partiti presenti in Parlamento, con l’eccezione della Lega, hanno firmato l’appello.

«Come addetti ai lavori, abbiamo constatato che la disinformazione sempre più sta facendo ricorso all’intelligenza artificiale e ai deepfake. In particolare, abbiamo rilevato la circolazione di video deepfake di politici che dicono cose che non hanno mai detto. In altri Stati diverse forze politiche hanno iniziato a usare questi contenuti per attaccare i propri avversari, innescando una pericolosa spirale verso il basso. Siamo contenti che in Italia ci sia invece stata una condivisione ampia della nostra iniziativa e speriamo che presto anche la Lega si unisca», ha detto il vicedirettore di Pagella Politica e Facta Tommaso Canetta. In generale, i cosiddetti “deepfake” sono video, foto o registrazioni audio che sembrano reali ma sono stati creati o manipolati con l’Intelligenza Artificiale.

Alla conferenza stampa hanno partecipato i rappresentanti dei partiti che hanno sottoscritto il documento. «Credo sia esaurito lo spazio legislativo e che si debba intervenire invece da un punto di vista operativo, ed è su questo che il legislatore deve lavorare: sul sollecitare sempre di più, sul piano operativo, il blocco sul nascere di determinati contenuti», ha detto la deputata di Fratelli d’Italia Augusta Montaruli, presente alla conferenza stampa. «Quella dei deepfake non è una questione meramente tecnica, è una questione democratica: quindi noi siamo stati immediatamente favorevoli a firmare questo appello, a prendere parte a questa iniziativa», ha detto la senatrice del Movimento 5 Stelle Barbara Floridia, presidente della Commissione di Vigilanza Rai. Il deputato di Forza Italia Paolo Emilio Russo, responsabile del partito per i rapporti con la stampa nazionale, ha detto che si aspetta una discussione nei prossimi mesi «sull’introduzione di nuovi sistemi di controllo sulle fake news» che sono anche «strumenti di guerra ibrida». 

Sulle questione della sicurezza si sono concentrati anche il segretario di Azione Carlo Calenda e il senatore di Italia Viva Enrico Borghi, componente del Copasir. «Il tema oggi fondamentale è che senza una regolamentazione dello spazio digitale le democrazie saranno perse», ha detto Calenda. «Italia Viva ha presentato un disegno di legge per l’introduzione in Italia dell’agenzia contro la disinformazione e per la sicurezza cognitiva come accade in Svezia, Francia, Spagna e Repubblica Ceca», ha precisato Borghi, sottolineando come il suo partito abbia sottoscritto convintamente l’appello tramite il presidente Matteo Renzi. Il co-portavoce di Europa Verde Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi-Sinistra, ha sottolineato come il problema dei deepfake sia globale e deve essere affrontato agendo «sulle piattaforme e i giganti del web». Della stessa opinione Elisabetta Piccolotti di Sinistra Italiana, che in una nota ha ribadito il sostegno di tutta AVS all’appello di Pagella Politica e Facta. «È fondamentale che tutte le forze politiche assumano un impegno pubblico di correttezza, trasparenza e responsabilità, rinunciando a pratiche ingannevoli e promuovendo una cultura della verifica dei fatti», ha detto la deputata di AVS. 

Il segretario di Più Europa Riccardo Magi ha criticato la Lega per non aver firmato l’appello, ricordando come Più Europa abbia presentato un esposto nei confronti del partito di Salvini «per dei manifesti in cui venivano individuate tipologie di persone, migranti, accostandole con un nesso causa-effetto a dei reati». Il vicecapogruppo del PD Antonio Nicita, ex commissario dell’Agcom, ha sottolineato come il suo partito abbia presentato un disegno di legge che impone anche alle piattaforme «di identificare con una etichetta la natura più’ o meno digitale per il riconoscimento dei contenuti». Sull’idea di introdurre un’etichettatura dei contenuti creati con l’intelligenza artificiale sono detti d’accordo in generale tutti i presenti alla conferenza stampa, compreso Luigi Marattin, segretario del Partito Liberaldemocratico, che ha sottolineato l’importanza di introdurre anche dei token per certificare l’identità degli utenti sui social network, nel rispetto della privacy di tutti.

«Senza entrare nei dettagli delle varie proposte», ha aggiunto il vicedirettore Canetta, a evento concluso, «è molto incoraggiante che ci sia questo fermento nella classe politica. La speranza è che possa produrre, a livello nazionale ma anche europeo, il necessario scatto in avanti per tutelare l’esistenza di una realtà condivisa. Questa è oggi messa in pericolo dalla proliferazione di contenuti generati con l’AI allo scopo di ingannare, che creano mondi paralleli in cui le nostre paure, i nostri desideri e le nostre opinioni pregresse trovano conforto».

A questo link è possibile prendere visione dell’appello di Pagella Politica e Facta

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