Esclusiva

Settembre 10 2022.
 
Ultimo aggiornamento: Settembre 12 2022
Marianna, la donna incinta di Mariupol nelle mani della propaganda russa

Accusata di essere un’attrice, era finita al centro di un complotto sull’ospedale di Mariupol. Ora è comparsa nei video propagandistici mentre distribuisce palloncini con i colori della bandiera russa

Una nuova campagna propagandistica sulla presunta “rinascita di Mariupol” sta affollando i social. A partire da metà agosto, una serie di video di edifici ristrutturati o imbiancati sono stati pubblicati su Twitter e Telegram dai canali di disinformazione filorussi. Le immagini vengono presentate come prova della rifondazione della città ucraina conquistata dalla Russia. L’obiettivo del Cremlino è chiaro: sostituire la rappresentazione di Mariupol dei media occidentali, che ne hanno documentato la devastazione dopo i bombardamenti e i crimini commessi contro i civili, con una nuova immagine più gradita a Mosca. Non a caso si è tornati a parlare di Marianna Vishegirskaya, la donna incinta fotografata durante l’evacuazione dell’ospedale di Mariupol dopo il bombardamento russo del 9 marzo. Data alla luce la figlia Veronika due giorni dopo, Marianna aveva cercato di lasciare la città con il marito, ma era stata evacuata ad aprile in una zona del Donbass controllata dai separatisti. Finendo in mano alla propaganda filorussa, che ora la vuole trasformare nel volto della “rinascita” portata dal governo di Mosca.

Marianna, la donna incinta di Mariupol nelle mani della propaganda russa
(AP Photo/Evgeniy Maloletka)

Giovedì 1 settembre, un account italiano ha twittato un video che ritrae Marianna mentre distribuisce palloncini a una classe di bambini. I palloncini hanno i colori della bandiera russa e celebrano il ritorno degli studenti nelle scuole di Mariupol. Nei giorni successivi numerosi account Twitter e Telegram hanno pubblicato lo stesso video, ricevendo migliaia di condivisioni. “Ricordate Marianna di Mariupol? La ragazza usata subdolamente dalla propaganda ucraina? Ieri è tornata nella Mariupol liberata per congratularsi con i bambini locali dell’inizio del nuovo anno scolastico nelle loro rinnovate strutture educative”, ha scritto l’account governativo “Russian Mission in Geneva” su Twitter. 

All’inizio del video è stata aggiunta la foto scattata da Associated Press il giorno del bombardamento dell’ospedale, in cui Marianna, ferita al volto e avvolta nelle coperte, rivolge uno sguardo inquieto alla macchina fotografica. Dietro, la facciata dell’ospedale sfigurato dalle bombe. La foto era stata subito bollata come fake dalle autorità russe, mentre Marianna era stata accusata di essere un’attrice pagata dal governo ucraino. Adesso quella stessa immagine, che in Occidente è diventata il simbolo della violenza di Putin sui civili ucraini, assume nella narrazione filorussa un nuovo significato: oltre a rendere riconoscibile la ragazza che comparirà nel video, la foto rappresenta la devastazione della Mariupol non ancora liberata dai russi. Marianna è la personificazione della città: dalla paura sul volto sporco e ferito, al dolce sorriso rivolto ai bambini. Le ombre di terrore sono sparite, sostituite dalla ritrovata bellezza della ragazza.

Marianna, la donna incinta di Mariupol nelle mani della propaganda russa
Due frame del video pubblicato da @mission_russian su Twitter

È solo l’ultimo atto di una storia iniziata a marzo, che vede la ragazza coinvolta, suo malgrado, nella guerra mediatica tra Russia e Occidente. Dopo essere diventata icona della violenza di Mosca su Mariupol, Marianna era finita al centro di una teoria del complotto: per negare l’autenticità delle foto dell’ospedale di Mariupol, le ambasciate russe l’avevano accusata di essere un’attrice ingaggiata da Kiev per inscenare l’attacco. 

Evacuata successivamente nel Donbass occupato, Marianna aveva rilasciato due interviste pubblicate il 2 e il 7 aprile, che sembravano confermare la versione del Cremlino sulla distruzione dell’ospedale: nelle conversazioni con il blogger separatista Denis Seleznev e con il giornalista italiano Giorgio Bianchi, noto per la vicinanza alla propaganda russa, Marianna sosteneva di non aver sentito nessun aereo prima delle esplosioni al reparto maternità. Rafforzando così la teoria secondo cui l’ospedale sarebbe stato colpito dall’artiglieria ucraina. Nelle stesse interviste, Marianna ha affermato che nell’ospedale si trovasse una base militare dalle truppe ucraine, proprio come sostenuto da Lavrov per spiegare le ragioni del bombardamento. Che, si ricorda, è stato sia negato che giustificato nelle narrazioni incoerenti promosse da Mosca. Le dichiarazioni di Marianna, smentite dai tanti testimoni oculari, rilasciate dove la libertà di parola è limitata, poi manipolate con tagli nel montaggio, finivano per contraddire sia la versione documentata dei fatti, che gli stessi complotti sostenuti dalle autorità russe. 

Articolo di Michelangelo Gennaro, Assistant Researcher Luiss Data Lab.