Esclusiva

Gennaio 13 2022.
 
Ultimo aggiornamento: Marzo 1 2022
«L’informazione è il primo strumento per difendere le nostre libertà», il ricordo della Lectio Magistralis di David Sassoli

Europeista, volto storico del TG1, sempre in prima linea per la difesa della libertà di stampa e per la promozione dei valori fondanti dell’Unione europea di libertà, dignità e solidarietà

Sono passati quasi due anni dalla lectio magistralis di David Sassoli nella Sala delle Colonne di viale Pola 12, sede principale dell’università Luiss Guido Carli.

Studenti, professori, rettore, dirigenti: per qualche ora l’attenzione di tutta l’università è stata monopolizzata dalle parole di un solo uomo.

Europeista convinto, volto storico del TG1, sempre in prima linea per la difesa della libertà di stampa e per la promozione dei valori fondanti dell’Unione europea di libertàdignità e solidarietà. David Sassoli ha trascorso una vita tra giornalismo e politica, senza mai dimenticare la missione di chi si occupa di informazione: raccontare la verità.

Dopo la notizia della sua morte, i messaggi di cordoglio si sono moltiplicati: da papa Francesco al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, passando per la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e le maggiori testate nazionali ed internazionali, in molti hanno voluto ricordare e omaggiare David Sassoli.

Lo avevo invitato a pronunciare, nel 2020, la Lectio Magistralis al Master di Giornalismo della Luiss. Si era presentato senza un foglietto in tasca, al fianco il fido portavoce Roberto Cuillo, che lo ha seguito fino alla fine. Gli studenti lo guardavano perplessi, mentre andava al microfono con le mani in tasca, solo per sentirgli pronunciare, a braccio, una lezione straordinaria su lavoro, ideali, umanità“, ha raccontato Gianni Riotta in un articolo pubblicato su Repubblica per ricordare l’amico.

La lectio magistralis di David Sassoli raccontata dagli studenti della Luiss

Vogliamo ricordare la lectio magistralis di David Sassoli con questo articolo a cura degli ex studenti del Master in giornalismo e comunicazione multimediale della Luiss Guido Carli:

«L’informazione è il primo strumento per difendere le nostre libertà». Con queste parole Sassoli si è rivolto agli studenti del Master. Dopo il taglio del nastro la cerimonia si è spostata nella Sala delle Colonne della sede Luiss di Viale Pola, con gli interventi del Presidente di Confindustria e Luiss Vincenzo Boccia, del rettore Andrea Prencipe, della Vice-presidente Luiss Paola Severino, della presidente del Master di Giornalismo e Comunicazione multimediale Livia De Giovanni e del direttore Gianni Riotta.  

Oltre che presidente del Parlamento europeo, Sassoli è un giornalista e, anche se ora ricopre un ruolo diverso, quella giornalistica è un’attitudine che non si perde facilmente. Per capire quali sono le minacce alle quali dobbiamo rispondere «l’informazione è il primo strumento che abbiamo, un’informazione che non serve a sostenere la politica, ma a renderci consapevoli, di quello che abbiamo e anche di cosa possiamo perdere». «Vogliono dividerci – ha aggiunto – Ieri mi sono rivolto a tutti i membri del Parlamento Europeo, perché vogliono dividerci? Perché noi siamo diversi dagli altri, e questa diversità spesso non è compresa nemmeno da noi».  

«Ci sono molte parole – continua Sassoli – che non rendono bene l’idea: “guerra”, “conflitto” non rispecchiano quello che sta accadendo. Qualche giorno fa è venuto a trovarmi Mark Zuckerberg, il fondatore di Facebook: abbiamo parlato dei grandi attacchi che minano la nostra indipendenza, la vogliono compromettere, e di minacce che si fondano su interessi molto forti». 

«Se escludiamo l’uso della forza nel rapportarci con le altre nazioni, che escludiamo a priori, ci rimane solo provare a regolare il nostro dialogo con gli altri attori tramite le nostre regole, il nostro diritto e i nostri valori. Quelli dell’Unione europea. Perché un mondo senza regole farebbe comodo a tanti, ma non è quello in cui vogliamo vivere».  

*da un articolo degli ex studenti Zeta Luiss, a firma di Livia Paccarié, Mattia Giusto, Simone Di Gregorio e Michele Antonelli