La crisi di Ceuta continua ad alimentare razzismo e intolleranza religiosa

RADDOPPIA LA DISINFORMAZIONE RILEVATA SULLA GUERRA IN UCRAINA E, SEPPURE IN CALO, RESTA ALTA QUELLA SULL’IMMIGRAZIONE

I quattro progetti editoriali italiani che hanno pubblicato contenuti di verifica dei fatti, e che hanno contribuito a questo report*, hanno pubblicato, a settembre 2026, un totale di 131 articoli di fact-checking. Di questi, 17 (13%) hanno avuto per oggetto casi di disinformazione riguardanti l’immigrazione, 14 (10,7%) il conflitto in Ucraina, 10 (7,6%) a tema salute escludendo il Covid-19, 6 (4,6%) la pandemia di Covid-19, 5 (3,8%) la guerra tra Israele, Stati Uniti e Iran, 4 (3%) il cambiamento climatico, 3 (2,3%) l’Unione europea, 3 (2,3%) la crisi in Palestina, e 1 (0,8%) le tematiche di genere o LGBTQ+. 

Dopo il picco di agosto 2026 dovuto alla crisi migratoria di Ceuta, la disinformazione anti-immigrazione continua a essere molto alta, pur essendo diminuita di tredici punti percentuali. Sono aumentate di cinque punti le notizie false sulla guerra in Ucraina, dopo il calo registrato il mese scorso. Nel frattempo è salita di tre punti percentuali anche la disinformazione sulla guerra tra Israele, Stati Uniti e Iran, mentre quella che prende di mira il cambiamento climatico è aumentata di due punti percentuali. La percentuale di notizie false sulla crisi in Palestina è cresciuta a sua volta dell’uno per cento. 

Non sono state registrate ulteriori variazioni importanti sugli altri temi di monitoraggio. 

CEUTA HA ALIMENTATO LA DISINFORMAZIONE ANTI-IMMIGRAZIONE E L’ISLAMOFOBIA

La crisi migratoria di quest’estate a Ceuta è rimasta al centro della disinformazione anche a settembre: infatti, questo mese i contenuti che prendono di mira i migranti a Ceuta accusandoli di vandalismo e violenze hanno continuato a circolare in Italia e nel resto d’Europa. 

Quest’ondata di notizie false ha provocato un aumento della disinformazione anti-immigrazione, che spesso dipinge i migranti come parassiti del welfare europeo: ad esempio, è circolato un video fuorviante di un’intervista a una persona migrante del Bangladesh che riceverebbe 2.000 euro al mese di sussidio dallo Stato italiano. 

Sono aumentati anche i contenuti islamofobi volti a dipingere le persone musulmane come pericolose e ad alimentare la teoria del complotto della Grande Sostituzione. Secondo una notizia infondata attribuita al Corriere della Sera, a Venezia sarebbe vietato il consumo di panini con la mortadella durante la preghiera islamica. 

Come spesso accade, inoltre, il discorso islamofobo è stato portato sul piano politico ed è stata presa di mira la sinistra, additata come piegata ai dettami dell’Islam: infatti, è circolato un video manipolato di quattro donne che indosserebbero il burqa alla festa dell’Unità del Partito Democratico. 

Non sono mancati anche i video generati con l’intelligenza artificiale, tra cui uno in cui si vede una donna con il burqa urlare per strada contro un carabiniere perché questo le avrebbe chiesto di mostrare il viso per l’identificazione. 


NARRAZIONI FALSE CONTINUANO A CIRCONDARE LA GUERRA IN UCRAINA

Come già evidenziato nei report passati, la guerra in Ucraina continua a essere oggetto della disinformazione filorussa che punta a dipingere il Presidente Volodymyr Zelensky e le persone a lui vicine come corrotti: questo mese, è circolato un articolo falso del New York Times secondo cui Zelensky avrebbe rubato 220 miliardi di euro dell’Unione europea, ed è stato diffuso un video generato con l’IA del presunto sequestro da parte dell’agenzia anticorruzione ucraina di scatoloni con 140 milioni di dollari, trovati nell’ufficio di Arsen Zhumadilov, ex-responsabile per la difesa degli appalti di Kiev. 

A quasi cinque anni di distanza dall’invasione su larga scala russa, circolano anche moltissimi video fuorvianti o generati con l’IA che mostrerebbero i civili ucraini reclutati a forza mentre vengono ammanettati e portati al fronte. 

Continuano poi a circolare materiali falsi a supporto della teoria secondo cui i Paesi NATO si starebbero preparando a reclutare in massa civili europei per una guerra imminente. 

Sempre a settembre ha ripreso forza anche la teoria del complotto antisemita secondo cui l’Ucraina sarebbe controllata dagli ebrei (ma al contempo sarebbe uno Stato nazista), e sono circolate le foto false di due presunti passaporti israeliani che apparterrebbero a Zelensky e sua moglie Olena Zelenska. 

LA PERCENTUALE DELLA DISINFORMAZIONE GENERATA CON L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE RADDOPPIA

La percentuale di storie false che sfruttano contenuti generati dall’IA è aumentata in misura significativa rispetto al mese precedente, salendo di tredici punti percentuali fino al 29% (38 articoli su 131 totali). In linea con la tendenza registrata negli ultimi mesi, per cui la percentuale registrata in Italia è più alta di quella media del continente, questo valore è più alto della media dell’Unione europea registrata da EDMO, che a settembre 2026 si è assestata sul 15%. 

A Settembre, la disinformazione sulla guerra in Ucraina e in particolare sul reclutamento forzato di civili è stata alimentata in larga parte dall’uso dell’intelligenza artificiale (vedi slide n.6). Sono circolati anche svariati video falsi che mostrerebbero attacchi iraniani ad Israele nell’ambito della guerra tra Israele, Stati Uniti e Iran. A livello di politica internazionale, un altro video generato con l’IA e circolato in svariati Paesi d’Europa vede la 

Presidente del Consiglio Giorgia Meloni indossare la bandiera palestinese durante un evento delle Nazioni Unite. Per quanto riguarda la politica interna, invece, l’IA è stata utilizzata per creare video di folle in protesta e per screditare le donne di sinistra che militano contro il fascismo. Infine, come ad agosto, sono circolati anche svariati video e immagini false sulle inondazioni tra Nepal e Tibet.

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