AUMENTA MOLTISSIMO LA DISINFORMAZIONE SULL’IMMIGRAZIONE
I tre progetti editoriali italiani che hanno pubblicato contenuti di verifica dei fatti, e che hanno contribuito a questo report*, hanno pubblicato, ad agosto 2026, un totale di 104 articoli di fact-checking. Di questi, 28 (26,9%) hanno avuto per oggetto casi di disinformazione riguardanti l’immigrazione, 7 (6,7%) a tema salute escludendo il Covid-19, 6 (5,8%) il conflitto in Ucraina, 5 (4,8%) la pandemia di Covid-19, 2 (1,9%) l’Unione europea, 1 (1%) la crisi in Palestina, 1 (1%) il cambiamento climatico, 1 (1%) la guerra tra Israele, Stati Uniti e Iran e 0 (0%) le tematiche di genere o LGBTQ+.
Nel mese di agosto è stato registrato un picco senza precedenti della disinformazione rilevata sull’immigrazione, che è aumentata di venti punti percentuali per via dell’ondata di contenuti falsi circolati dopo la crisi migratoria di Ceuta (vedi slide n.5). L’attenzione verso questa tematica ha portato a un calo delle percentuali di disinformazione verificata sugli altri argomenti monitorati. Le notizie false sulla guerra in Ucraina sono calate di quattro punti percentuali, quelle sulla crisi in Palestina e sul cambiamento climatico sono diminuite di tre, mentre la disinformazione sull’Unione europea è diminuita di un punto percentuale. Le notizie false sulle tematiche LGBTQ+ e di genere, dopo il trend in salita registrato nei mesi di giugno e luglio, sono diminuite di oltre quattro punti percentuali, azzerandosi.
Non sono state registrate ulteriori variazioni importanti sugli altri temi di monitoraggio.

DOPO LA CRISI DI CEUTA LA DISINFORMAZIONE PRENDE DI MIRA I MIGRANTI
Nei giorni successivi alla crisi migratoria del 30 e 31 luglio nell’exclave spagnola di Ceuta, la disinformazione ha preso di mira i migranti reiterando le classiche narrazioni della retorica anti-immigrazione, diffondendo contenuti falsi in tutta Europa (vedi slide n.8). Oltre a immagini fuori contesto sull’arrivo in massa delle persone alla frontiera, sono stati diffusi contenuti che mostrerebbero la presunta natura incivile e violenta delle persone migranti, che avrebbero messo “a ferro e fuoco” la città di Ceuta, mangiato animali domestici e compiuto diversi atti di vandalismo nelle strade, nelle chiese e nei confronti delle forze dell’ordine. I contenuti puntano quindi ad attaccare i migranti e disumanizzarli (vedi slide n.6), dipingendoli come persone minacciose e pericolose.
Non sono mancate anche le teorie infondate secondo cui l’attraversamento in massa della frontiera sarebbe stato facilitato dalle forze dell’ordine marocchine, come dimostrerebbe il video di un agente di frontiera mentre apre il cancello del confine con Ceuta. Il video però risale al 2021, e l’apertura del confine era stata causata da una crisi diplomatica tra i due Paesi.
LA PERCENTUALE DELLA DISINFORMAZIONE GENERATA CON L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE CALA LEGGERMENTE
La percentuale di storie false che sfruttano contenuti generati dall’IA è leggermente diminuita rispetto al mese precedente, scendendo di due punti percentuali al 16,3% (17 articoli su 104 totali). In linea con la tendenza registrata negli ultimi mesi, per cui la percentuale registrata in Italia è più alta di quella media del continente, questo valore è più alto di quello europeo, che ad agosto 2026 si è assestato sul 12%.

Ad inizio agosto l’intelligenza artificiale è stata usata con lo scopo di creare contenuti falsi sulla crisi migratoria di Ceuta, rappresentandola come una sorta di apocalisse zombie. Sono poi circolati video falsi volti a disumanizzare le persone migranti, come un video IA che mostrerebbe una persona intenta a cucinare un gatto morto. Verso fine mese, invece, l’intelligenza artificiale è stata pesantemente usata per generare contenuti sull’inondazione in Nepal e Tibet, mostrando presunte città prima e dopo il disastro o persone trascinate via dall’acqua. Un video artificiale di una diga bombardata è stato anche utilizzato per diffondere la teoria del complotto infondata secondo cui l’inondazione non sarebbe stata naturale ma pianificata.


