Sui social Giorgia Meloni è diventata un’icona internazionale per delle cose che non ha mai detto

La presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni ha una rivale molto più loquace, diretta e decisa in materia di politica estera: è la sua versione online. O meglio, la versione che una vastissima rete di content farm ha deciso di plasmare, attribuendole spericolate dichiarazioni contro Stati Uniti e Israele che hanno fatto il giro del mondo, ma che non hanno alcuna attinenza con la realtà. 

È un fenomeno che la redazione di Facta aveva raccontato lo scorso 22 gennaio, quando un video ingannevole aveva fatto circolare la falsa convinzione che Meloni avesse attaccato frontalmente l’operato del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, minacciando di chiudere «le basi statunitensi» in Italia, stracciare «gli accordi commerciali più vantaggiosi» e arrivando persino a paventare il boicottaggio della catena di fast food McDonald’s. Nel frattempo, però, quel singolo caso è diventato un vero e proprio trend, e la realtà sembra essersi allineata ai desideri della disinformazione.

L’avatar progressista di Giorgia Meloni

Martedì 14 aprile, le agenzie di tutto il mondo hanno battuto la notizia dell’attacco di Donald Trump a Giorgia Meloni, che in una breve intervista concessa alla giornalista del Corriere della Sera Viviana Mazza si era detto «scioccato da lei», aggiungendo: «Pensavo che avesse coraggio, mi dispiace». Poche ore prima, Meloni aveva definito «inaccettabili» le critiche che il presidente degli Stati Uniti aveva rivolto a papa Leone XIV, additato da Trump come un «debole» e «terribile in politica estera».

Ma se lo scontro frontale tra Meloni e Trump rappresenta una notizia inedita nel mondo reale, sui social era tutto già successo da tempo. A fine marzo, ad esempio, su Threads era diventata virale la seguente dichiarazione attribuita alla presidente del Consiglio e circolata soprattutto in lingua inglese: «L’Italia non è un aeroporto ad accesso libero per operazioni non coordinate. Questa decisione non è stata presa alla leggera, ma come atto di rispetto per la legalità nazionale. Nessuna potenza straniera, per quanto alleata, può operare sul nostro territorio ignorando le nostre leggi e la nostra catena di comando». Il post in questione conta, ad oggi, circa 16 mila like.

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