La guerra civile complottista nel movimento MAGA che può ridisegnare la politica statunitense

Da settimane negli Stati Uniti è esplosa una vera e propria “guerra civile” dentro il movimento trumpiano MAGA (“Make America Great Again”). La scintilla che ha fatto deflagrare questo duro conflitto dentro il variegato e già conflittuale mondo dell’estrema destra statunitense è stata l’assassinio di Charlie Kirk. 

La morte dell’influente attivista ultraconservatore, tra i più stretti collaboratori e amici del presidente statunitense Donald Trump, ha infatti lasciato un vuoto di potere nel movimento, che più influencer estremisti si stanno contendendo a colpi di accuse incrociate e teorie del complotto. A farne maggiormente le spese è stata Erika Kirk, vedova di Charlie Kirk, nominata dopo la morte del marito alla guida della potente organizzazione giovanile di conservatori Turning Point USA (TPUSA) e anche per questo finita al centro di un vortice di disinformazione con l’obiettivo di screditare la sua leadership. 

Una lotta che, a detta di diversi analisti, può ridisegnare i confini culturali e politici del movimento che ha segnato in questi anni il sostegno pubblico a Trump, spingendoli, in base al suo esito, ancora più all’estremo, con possibili conseguenze per l’intero Paese.

Trovi QUI l’articolo completo di Facta news

Altre news