In questi giorni tra gli influencer occidentali espatriati a Dubai si stanno moltiplicando le dichiarazioni e i video che raccontano quale sarebbe la situazione negli Emirati Arabi Uniti, uno tra i Paesi nella regione colpiti da missili e droni iraniani come risposta agli attacchi di Stati Uniti e Israele all’Iran. Gli Emirati, infatti, e Dubai in particolare, negli ultimi anni hanno attirato un numero consistente di espatriati italiani, francesi, inglesi, spagnoli.
La narrazione diffusa da molti di questi profili è che la situazione nella città della penisola arabica sia sostanzialmente tranquilla grazie all’efficienza dei sistemi di difesa militare degli Emirati Arabi. Questa lettura rassicurante si scontra però con la complessità della realtà della nuova guerra in Medio Oriente.
Influencer occidentali a Dubai: chi resta e chi parte
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha dichiarato che nella regione mediorientale vivono circa 70 mila italiani: l’80 per cento è residente stabile e circa 30 mila si trovano soltanto nelle città emiratine di Dubai e Abu Dhabi.
Un’altra presenza molto consistente negli Emirati è quella francese: oltre 33 mila cittadini francesi risiedono nel Paese, mentre altri 5 mila si trovano in Qatar. Tra questi espatriati vi sono anche influencer e creatori di contenuti, attratti da un regime fiscale favorevole e dall’immagine di uno dei Paesi più sicuri al mondo, come a lungo hanno raccontato e, in alcuni casi, continuano a raccontare.
Proprio gli influencer, da quando il conflitto tra Israele e Iran si è esteso alla regione del Golfo, stanno facendo ciò che sanno fare meglio: pubblicare video sui social media. A Dubai, la comunità dei content creator europei sembra essersi divisa in due: da una parte c’è chi chiede ai propri Paesi di essere rimpatriato; dall’altra chi sceglie di restare, ritenendo il Golfo più sicuro dell’Europa nonostante missili e droni.
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