Le accuse germogliano all’interno della stessa matrice teologica su cui l’attuale presidente USA ha costruito il proprio consenso
Negli Stati Uniti stanno circolando online accuse secondo cui il presidente Donald Trump sarebbe l’Anticristo annunciato nella Bibbia. È un tema che unisce esegesi apocalittica e tensioni politiche: da un lato il trumpismo si appoggia sull’elettorato cristiano evangelico e nazionalista; dall’altro, alcuni settori dello stesso mondo evangelico identificano in Trump «l’uomo iniquo, il figlio della perdizione» di cui parla la seconda lettera ai Tessalonicesi.
Nella tradizione cristiana il termine “Anticristo” non indica genericamente un nemico della fede, ma uno o più soggetti descritti nella Bibbia come figure di inganno religioso che compaiono quando il mondo sta per finire. Il prefisso “anti-” indica sia un’opposizione a Gesù, sia un suo sostituto contraffatto, un impostore. A partire da una serie di versetti, in alcuni ambienti cristiani il concetto di Anticristo è stato nel tempo applicato a figure politiche percepite come seduttive, blasfeme o idolatrate. In questa cornice si diffonde oggi la tesi che Donald Trump possa incarnarne i tratti.
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