L’intervista alla vicepremier ucraina Olga Stefanishyna

“Sono morti tanti civili, sono caduti sul campo tanti militari. Un modo per salvare la vita delle persone è una no-fly zone. Facciamo appello a tutto il popolo italiano affinché sostenga questa richiesta”. A parlare per la prima volta in un tv italiana è Olga Stefanishyna, la vicepremier del governo di Zelensky.

Gianni Riotta, coordinatore di IDMO e direttore del LUISS Data Lab e del Master in Giornalismo e Comunicazione Multimediale ha ricordato l’attività dell’Italian Digital Media Observatory e della nuova taskforce di EDMO per combattere la disinformazione sulla guerra in Ucraina.

“Vi ringrazio, vogliamo che vengano garantite la sicurezza, i principi democratici, l’integrità territoriale. Un altro punto fondamentale è la legittimizzazione di questa aggressione militare, questo è un punto molto importante per l’Ucraina ma anche per tutti i leader europei. Si tratta di un genocidio e va affrontato di conseguenza” ha spiegato Olga Stefanishyna.

Inoltre, “sono più di 80 le città a cui serve aiuto umanitario e a cui servono corridoi umanitari. Mariupol è diventata il simbolo del genocidio perpetrato dalla Russia. Non si sta raggiungendo alcun accordo bilaterale ed è chiaro che Mosca sta cercando di spingere le proprie forze. Parliamo di un crimine contro la popolazione, stiamo facendo del nostro meglio per coinvolgere le istituzioni internazionali, per garantire che le persone siano fatte evacuare in sicurezza. C’è stata una risoluzione dell’Aia che intima alla Russia di sospendere subito le operazioni militari, ma Mosca va avanti con armi pesanti e bombardamenti. A Mariupol siamo stati testimoni di un vero e proprio genocidio”.

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