Gli Epstein Files al centro della disinformazione a febbraio

IMMIGRAZIONE E GUERRA IN UCRAINA: LE TEMATICHE PIÙ COLPITE DALLA DISINFORMAZIONE

I tre progetti editoriali italiani che hanno pubblicato contenuti di verifica dei fatti, e che hanno contribuito a questo report*, hanno pubblicato, a febbraio 2026, un totale di 99 articoli di fact-checking. Di questi, 9 (9%) hanno avuto per oggetto casi di disinformazione riguardanti l’immigrazione, 7 (7%) il conflitto in Ucraina, 6 (6%) la pandemia, 3 (3%) la crisi in Palestina, 1 (1%) le tematiche di genere o Lgbtq+, 0 (0 %) l’Unione europea, e 0 (0%) il cambiamento climatico. 

A febbraio 2026, dopo il calo registrato nel mese di gennaio, è tornata a salire la disinformazione a tema immigrazione e sulla crisi in Palestina. Un nuovo picco è stato registrato anche per le notizie false relative alla pandemia, ed è aumentata anche la disinformazione sulle tematiche di genere o Lgbtq+. Le notizie false sull’Unione europea invece, che erano state una costante dall’inizio del monitoraggio da parte di Idmo, si sono azzerate per la prima volta.

Non sono state registrate ulteriori variazioni importanti sugli altri temi di monitoraggio. 

GLI EPSTEIN FILES HANNO PROVOCATO UN’ONDATA DI DISINFORMAZIONE IN ITALIA 

Dopo il 30 gennaio, giorno in cui il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha reso pubblici nuovi documenti  relativi al caso Jeffrey Epstein, su Internet hanno iniziato a diffondersi notizie false sul loro contenuto. 

L’intelligenza artificiale (IA) è stata utilizzata per generare immagini compromettenti (e prive di fondamento) di leader e celebrità insieme a Epstein: a livello internazionale, i casi più diffusi riguardano il sindaco di New York Zohran Mamdani e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, ma anche il presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

In Italia, la disinformazione sugli Epstein files ha poi assunto una connotazione locale; ad esempio, si è diffusa la notizia secondo cui il nome dell’attore e comico Roberto Benigni sarebbe apparso nelle conversazioni tra Epstein e Steve Bannon. Inoltre è circolato anche l’aneddoto (infondato) secondo cui Silvio Berlusconi avrebbe rifiutato un invito dell’imprenditore e criminale sessuale statunitense dicendo che da lui «le ragazze tornano da sole, senza bisogno di rapirle».

LA PERCENTUALE DELLA DISINFORMAZIONE GENERATA CON L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE RIMANE ALTA

La percentuale di storie false che sfruttano contenuti generati dall’IA scende leggermente rispetto al mese precedente (22 articoli su 99 totali, cioè il 22,3%), ma rimane comunque alta e superiore rispetto alla media europea del mese di febbraio 2026 (17%).

Come anticipato nella slide n. 5, la disinformazione ha fatto un ampio uso dell’IA per generare contenuti falsi su leader politici e personaggi famosi presumibilmente coinvolti nel caso Epstein. Un altro uso di questa tecnologia è stato la creazione di contenuti islamofobi, in coincidenza con l’inizio del Ramadan, mese sacro per la religione islamica; ad esempio, è circolato un video creato con l’IA che mostra alcuni fedeli musulmani intenti a pregare in Piazza Duomo a Milano. 

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