Il nuovo taglio dell’IRPEF è un “regalo ai più ricchi”?

Lo sostengono alcuni partiti all’opposizione, criticando la legge di Bilancio. Abbiamo verificato che cosa dicono i numeri 

Il 6 novembre diversi esponenti dei partiti all’opposizione hanno criticato il governo Meloni e il nuovo taglio dell’IRPEF previsto dal disegno di legge di Bilancio per il 2026.

«I dati ISTAT in audizione sulla legge di Bilancio confermano ciò che denunciamo da settimane: il taglio dell’IRPEF del governo Meloni è un regalo ai più ricchi», ha dichiarato il co-portavoce di Europa Verde Angelo Bonelli. La stessa dichiarazione è stata fatta, tra gli altri, dal capogruppo del Partito Democratico al Senato Francesco Boccia.

Durante un’audizione davanti alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato, il ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti ha difeso la manovra, dicendo che l’obiettivo del governo è «tutelare i contribuenti con redditi medi». 

Ma come stanno davvero le cose? La nuova legge di Bilancio e il taglio dell’IRPEF avvantaggiano davvero i più ricchi? Facciamo un po’ di chiarezza: da un lato la misura favorisce soprattutto i redditi medi e medio-alti, dall’altro si inserisce in una politica fiscale che negli ultimi anni ha sostenuto anche i redditi medio-bassi.

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