Come ogni anno, la disinformazione racconta un Natale sotto assedio

LA GUERRA IN UCRAINA E L’IMMIGRAZIONE SONO GLI ARGOMENTI PIÙ COLPITI DALLA DISINFORMAZIONE

I quattro progetti editoriali italiani che hanno pubblicato contenuti di verifica dei fatti, e che hanno contribuito a questo report*, hanno pubblicato, a dicembre 2025, un totale di 202 articoli di fact-checking. Di questi, 29 (14,4%) hanno avuto per oggetto casi di disinformazione riguardanti il conflitto in Ucraina, 18 (8,9%) l’immigrazione, 12 (5,9%) la crisi in Palestina, 11 (5,5%) l’Unione europea, 6 (3%) la pandemia, 3 (1,5%) le tematiche di genere o Lgbtq+ e 3 (1,5%) il cambiamento climatico.

Come a novembre 2025 i due argomenti più colpiti dalla disinformazione, tra quelli monitorati, sono la guerra in Ucraina e l’immigrazione, nonostante entrambi calino di circa un punto percentuale. Sale invece la percentuale di notizie false sulla crisi in Palestina e raddoppia la disinformazione che prende di mira l’Unione Europea, che torna ai livelli registrati nell’estate del 2025.

Le percentuali di contenuti falsi sul totale della disinformazione rilevata, per quanto riguarda gli altri temimonitorati, sono rimaste stabili o hanno mostrato solo lievi fluttuazioni.


LA DISINFORMAZIONE ISLAMOFOBA SUI PRESUNTI ATTACCHI AL NATALE

Come accade da anni, la stagione delle festività natalizie è caratterizzata dalla circolazione di notizie false su presunti attacchi alle tradizioni cristiane. I colpevoli che la disinformazione addita abitualmente sono migranti, musulmani e le istituzioni comunitarie. Questo fenomeno si verifica in tutta Europa e l’Italia non fa eccezione.

A dicembre 2025 sono circolati nel nostro Paese numerosi video che ritraggono persone musulmane che in varie città d’Europa avrebbero circondato i mercatini di Natale, li avrebbero invasi e assediati. Altri video sono stati invece usati per accusare persone straniere e/o musulmane di aver distrutto alcuni alberi di Natale.

Si tratta però di immagini relative ad eventi passati, ad esempio manifestazioni pro-Palestina o celebrazioni per la caduta del regime siriano di Assad, che vengono messe in circolazione con didascalie fuorvianti che incitano l’islamofobia.

Come anticipato non è la prima volta che questo succede: a livello europeo, la narrazione secondo cui “stranieri e musulmani” starebbero facendo scomparire le tradizioni cristiane come il Natale ritorna ogni anno nel periodo natalizio. E in passato anche l’Unione europea è stata accusata di complottare per vietare il termine “Natale” oppure per abolire completamente questa festività.

LA PERCENTUALE DELLA DISINFORMAZIONE GENERATA CON L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE RIMANE ALTA

La percentuale di storie false che sfruttano contenuti generati dall’IA si dimezza rispetto al mese precedente (39 articoli su 202 totali, cioè il 19,3%), ma rimane alta rispetto al passato e rispetto alla media europea

L’intelligenza artificiale viene sempre più spesso utilizzata per generare contenuti sensazionalisti che possano generare engagement: è il caso del video del crollo di un ponte o quello di una donna che cade nella fossa dei leoni. In altri casi, però, questa tecnologia viene sfruttata per alimentare narrazioni della disinformazione relative all’attualità. In relazione alla strage di Bondi Beach, sono circolati contenuti falsi sull’identità dell’attentatore di Bondi Beach e sulla veridicità della strage stessa. Non sono mancati i video falsi di propaganda anti-immigrazione e quelli che smentirebbero la sofferenza dei palestinesi a Gaza, come si era già verificato nei mesi estivi del 2025.

CLICCA QUI PER IL REPORT COMPLETO

Altre news