Ottobre 8, 2026

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Il panico morale sul presunto traffico di bambini organizzato su Vinted

Da settimane influencer e semplici utenti in Europa stanno alimentando questa tesi cospirativa, ma a oggi non esiste alcuna prova della sua fondatezza In Europa da diversi giorni circola con forza sui social media una teoria secondo cui su Vinted sarebbe in corso un traffico mascherato di bambini. La prova sarebbero vari annunci sospetti comparsi sulla nota piattaforma online, fondata nel 2008 in Lituania, che permette agli utenti di acquistare, vendere e scambiare articoli di seconda mano. Annunci di vendita poi denunciati online da influencer e semplici utenti che hanno alimentato voci incontrollate e panico morale. Dopo le segnalazioni ricevute e la viralità della tesi cospirativa, in diversi Paesi europei (compresa l’Italia) sono state aperte delle indagini preliminari da parte delle forze dell’ordine, con lo scopo di verificare la fondatezza di simili accuse. Ad oggi, tuttavia, non sono emersi elementi concreti o prove di un traffico di bambini su Vinted

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Vannacci e Valditara devono leggere meglio gli studi sugli studenti stranieri

L’OCSE conferma il peso delle difficoltà linguistiche, ma mostra che contano soprattutto le condizioni socioeconomiche delle scuole Il 22 settembre, in un’intervista al Corriere della Sera, il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara è tornato sulla proposta del governo di limitare la concentrazione nelle classi degli studenti stranieri che non conoscono abbastanza bene l’italiano. Secondo fonti stampa, la misura dovrebbe essere contenuta in un decreto-legge che verrà discusso nella riunione del Consiglio dei Ministri prevista per giovedì 24 settembre.  «Uno studio dell’OCSE dice che le scuole con una concentrazione troppo alta di stranieri che non conoscono la lingua presentano indicatori di benessere scolastico meno favorevoli», ha detto Valditara durante l’intervista. «Se vogliamo l’integrazione, che i giovani si inseriscano nella nostra società e conoscano i nostri valori, dobbiamo puntare sull’italiano». Lo stesso giorno anche il leader di Futuro Nazionale Roberto Vannacci ha chiamato in causa l’OCSE per sostenere la necessità

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Che cos’è il “woke” e perché la sinistra italiana si è divisa anche su questo

Se ne parla per via di una presa di posizione di Conte, che ha suscitato critiche ma pure insoliti apprezzamenti  Negli ultimi giorni il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte ha innescato un dibattito tra i partiti di opposizione rispetto alla cosiddetta “cultura woke”. Con questa espressione, diffusa soprattutto nei Paesi anglosassoni, si indica una particolare sensibilità verso temi di discriminazione e disuguaglianza sociale, come razzismo, sessismo, diritti LGBT+, che secondo diversi osservatori e, in particolare la destra conservatrice, ha suscitato nella sinistra atteggiamenti dogmatici e censori. Sulla definizione di “woke” torneremo più avanti. In una lettera pubblicata il 21 agosto dal quotidiano la Repubblica, Conte ha sostenuto che alcuni aspetti della cultura woke abbiano avuto effetti positivi, come una maggiore attenzione verso discriminazioni, linguaggio rispettoso e il riconoscimento delle minoranze. Ma ha criticato duramente quelli che considera i suoi eccessi, come la cosiddetta “cancel culture”. Per “cancel culture”

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Perché non basta essere positivi al THC alla guida per essere condannati

La Corte costituzionale ha stabilito che una semplice traccia di droga non è sufficiente per il reato di guida dopo l’assunzione di sostanze stupefacenti Il 6 luglio il Tribunale di Udine ha assolto Elena Tuniz dall’accusa di guida dopo l’assunzione di sostanze stupefacenti. La vicenda risale al 7 gennaio 2025 quando Tuniz, insegnante trentatreenne di Corno di Rosazzo, in provincia di Udine, era rimasta coinvolta in un incidente automobilistico. Secondo quanto emerso dopo il ricovero, l’incidente sarebbe stato causato da un attacco epilettico. Durante gli accertamenti sanitari era però risultata anche una sospetta positività al THC, il principio attivo della cannabis. Da lì erano derivati la sospensione della patente e un procedimento penale per guida dopo l’assunzione di sostanze stupefacenti. Il caso Tuniz è diventato uno dei casi simbolo del dibattito sulla riforma del Codice della strada voluta dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini. La riforma, entrata

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No, la Spagna non ha dato la cittadinanza a “500mila immigrati irregolari”

Lo ha sostenuto Tajani dopo gli arrivi a Ceuta, ma le cose non stanno così Il 30 luglio il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha criticato la politica migratoria del governo spagnolo, collegandola agli arrivi di migliaia di persone a Ceuta, l’exclave spagnola nella punta più a nord del Marocco. «Le immagini che arrivano da Ceuta dimostrano come la scelta del governo di Madrid di dare la cittadinanza spagnola, quindi europea, ad oltre 500 mila immigrati irregolari sia profondamente sbagliata e incentivi il traffico di esseri umani», ha scritto Tajani in un post pubblicato su X. La frase di Tajani è stata definita «inappropriata» dal ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares, che sempre su X ha detto di aspettarsi «solidarietà europea» da «un Paese partner e amico» e non «demagogia di parte», e per questo motivo ha convocato l’ambasciatore italiano a Madrid. Al di là dei giudizi politici, la

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Bonaccini la fa troppo semplice sugli elettori che votano a destra

Secondo il presidente del PD, a votare Fratelli d’Italia e Lega sarebbero per lo più persone poco istruite e in difficoltà economica. Gli studi però rivelano un quadro più sfaccettato Negli ultimi giorni hanno fatto discutere alcune parole del presidente e parlamentare europeo del Partito Democratico Stefano Bonaccini. Il 24 agosto, durante un incontro organizzato dal PD ad Albenga, in Liguria, Bonaccini ha parlato delle difficoltà che la sinistra sta incontrando da anni in diversi Paesi occidentali. Secondo il presidente del PD, in Italia il voto «a Meloni e prima a Salvini» sarebbe «in maniera maggioritaria il voto di chi ha poco studiato, di chi vive nelle aree interne o nelle periferie delle città» e «di chi sta peggio economicamente». Quattro giorni dopo, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha rilanciato sui social il video con questo passaggio, accusando Bonaccini di disprezzare gli elettori di destra. «Quelli che votano per

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No, l’Europa non vuole vietarci di comprare le confezioni di acqua

Lo ha sostenuto la Lega in un post sui social, ma il nuovo regolamento europeo sugli imballaggi limita solo alcuni involucri di plastica monouso Negli ultimi giorni la Lega è tornata ad attaccare sui social l’Unione europea. Il 30 giugno il partito guidato da Matteo Salvini ha pubblicato su Facebook un post in cui ha rilanciato il titolo di un articolo del quotidiano La Verità. «Dopo la genialata dei tappi, l’Europa ci vieta di comprare i multipacchi di acqua», si legge nella grafica. Il riferimento ai tappi riguarda una direttiva europea del 2019, approvata con l’obiettivo di ridurre la dispersione dei rifiuti di plastica nell’ambiente, soprattutto in mare. Questa direttiva prevede che, dal luglio 2024, le bottiglie di plastica monouso fino a tre litri possano essere vendute nell’Unione europea solo con il tappo attaccato alla confezione.  Come vedremo, il punto centrale del post della Lega riguarda però un’altra norma. Il

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No, il governo non ha abolito il bollo auto

Lo hanno sostenuto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e Fratelli d’Italia, ma per il momento si tratta solo di un’esenzione per il 2027  Aggiornamento 18 settembre, ore 11 – Il 17 settembre è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale il decreto-legge contenente l’esenzione del bollo auto per il 2027 e le coperture necessarie a sostenerla. Secondo il testo, 1,46 miliardi di euro saranno presi da risorse legate al Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), cioè risorse risparmiate del piano oppure non più vincolate a precisi obbiettivi, mentre i restanti 900 milioni di euro arrivano dalla riduzione di una serie di fondi statali e riserve dei ministeri. Il 16 settembre Fratelli d’Italia ha pubblicato un post sulle sue pagine social in cui ha annunciato con toni piuttosto trionfali «l’eliminazione di una delle tasse più odiate dagli italiani». Il riferimento è alla tassa su moto e auto, ossia il cosiddetto “bollo”

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Molti dei “record e risultati” del governo Meloni sono esagerati

Per celebrare il primato di durata dell’esecutivo, Fratelli d’Italia ha pubblicato un documento con i risultati raggiunti. Abbiamo controllato che cosa va e cosa no  Il 2 settembre Fratelli d’Italia ha pubblicato un documento di 29 pagine intitolato «Il governo + stabile, l’Italia + forte», nel quale sono elencati una serie di risultati che l’esecutivo guidato dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni avrebbe raggiunto in quasi quattro anni di governo. La brochure è stata pubblicata in vista della celebrazione del record di durata del governo Meloni che si terrà il 4 settembre a Bari. Lo scorso 31 agosto, infatti, il governo della leader di Fratelli d’Italia è diventato il più longevo della storia repubblicana, superando il secondo governo di Silvio Berlusconi. Al netto del record di durata, abbiamo verificato i principali risultati elencati da Fratelli d’Italia nel suo documento su vari temi, dall’occupazione all’economia, dalle tasse alle immigrazione. In alcuni

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