RADDOPPIA LA DISINFORMAZIONE SULLA GUERRA IN UCRAINA E SU STRANIERI E MIGRANTI
I tre progetti editoriali italiani che hanno pubblicato contenuti di verifica dei fatti, e che hanno contribuito a questo report*, hanno pubblicato, a novembre 2025, un totale di 127 articoli di fact-checking. Di questi, 17 (13,4%) hanno avuto per oggetto casi di disinformazione riguardanti il conflitto in Ucraina, 13 (10,2%) lāimmigrazione, 6 (4,7%) la pandemia, 5 (3,9%) la crisi in Israele-Palestina, 4 (3,1%) le tematiche di genere o Lgbtq+, 3 (2,4 %) lāUnione europea e 1 (0,8%) il cambiamento climatico.
Nel mese di novembre ĆØ raddoppiata la disinformazione sul conflitto in Ucraina, probabilmente per via dallāattenzione mediatica alle trattative di pace e agli sviluppi sul terreno. Aumenta del doppio anche la disinformazione a tema immigrazione, che passa dal 5% al 10,2%, e cresce leggermente quella relativa alla pandemia.
La disinformazione sulla situazione in Israele-Palestina, che il mese scorso aveva toccato il record da novembre 2023, ĆØ calata di 21 punti percentuali, probabilmente a causa della minor copertura mediatica seguita alla tregua di ottobre 2025.
Le percentuali di contenuti falsi sul totale della disinformazione rilevata, per quanto riguarda gli altri temi monitorati, sono rimaste stabili o hanno mostrato solo lievi fluttuazioni.

NUOVO RECORD DELLA PERCENTUALE DI DISINFORMAZIONE GENERATA CON LāINTELLIGENZA ARTIFICIALE
La percentuale di storie false che sfruttano contenuti generati con lāIA sale di dodici punti percentuali a novembre rispetto al mese precedente (44 articoli su 127 totali, cioĆØ il 34,6%) e raggiunge un nuovo record. Come spesso accaduto negli ultimi mesi, la percentuale in Italia ĆØ più alta di quella media europea, registrata da Edmo. Seppur su un livello inferiore rispetto allāItalia, anche il dato europeo ĆØ comunque un record rispetto ai numeri precedentemente registrati.

Nelle ultime settimane, come abbiamo evidenziato nella slide n.5, lāintelligenza artificiale ĆØ stata usata sempre più per generare contenuti che alimentino narrazioni della disinformazione sia filorussia sia anti-immigrazione.
A proposito di questāultima, sta prendendo piede la tattica di generare con lāIA finte interviste, che spesso hanno un intento xenofobo.
Non mancano anche i finti servizi televisivi e si continuano a rilevare anche casi di video generati per creare engagement, probabilmente a scopo di monetizzazione, come quelli degli insegnanti che urlano agli studenti o presunte campagne promozionali.


