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Esclusiva

Novembre 15 2022.
 
Ultimo aggiornamento: Settembre 2 2023
“Uniti contro la disinformazione”: 10 nuove Pillole Rai per difendersi dalle fake news

Dal 16 novembre disponibili su RaiPlay le 10 nuove Pillole contro la disinformazione che dal 18 novembre cominceranno a essere trasmesse anche sui canali Rai

Un minuto per scoprire come riconoscere se una notizia o una immagine è falsa, se una news sui social o sulle chat di messaggistica è credibile. Dal 16 novembre disponibili su RaiPlay le 10 nuove Pillole contro la disinformazione che dal 18 novembre cominceranno a essere trasmesse su canali generalisti e tematici della Rai.

CLICCA QUI per vedere le nuove Pillole contro la disinformazione su RaiPlay

Tanti i temi toccati nei video: la diffusione di dati e infografiche fuorvianti o inventate, le false recensioni nell’ e-commerce, le fake news sul cibo o sulle cure per il cancro. Le Pillole contro la disinformazione non si limitano a mettere in guardia ma forniscono anche strumenti per orientarsi nella giungla dell’informazione, suggerendo come scoprire se una foto è stata ritoccata o come avvalersi delle fonti aperte, ossia tutti quei documenti, studi e rapporti reperibili online, gratuitamente e legalmente.

Non verrà dimenticato neanche il problema delle fake news che si diffondono attraverso community e gruppi privati di messaggistica, tra necessità di controllo da parte delle piattaforme e autonoma capacità di fare fact-checking.
Queste 10 nuove Pillole fanno parte della serie “Uniti contro la disinformazione”, prodotta da Rai Contenuti Digitali, in collaborazione con l’Ufficio Studi e la Direzione Comunicazione.

I primi 11 video sono stati già diffusi ad aprile 2022 e sono tutti sempre disponibili su RaiPlay. In tutto verranno realizzate 30 Pillole per coprire i principali ambiti in cui la disinformazione può proliferare. L’iniziativa rientra nel percorso di inclusione digitale avviato da tempo dal servizio pubblico e si inserisce nella attività di media literacy in cui la Rai si è impegnata aderendo all’Italian Digital Media Observatory (IDMO), un consorzio cofinanziato dalla Commissione Europea, coordinato dall’Università Luiss Guido Carli, e che vede la partecipazione di Tim, Gruppo Gedi, Università di Tor Vergata, T6 Ecosystems, Newsguard, Pagella Politica.