Esclusiva

Luglio 18 2022
La strategia russa per dividere le opinioni pubbliche occidentali sulla guerra in Ucraina

Secondo un rapporto pubblicato da Recorded Future, l’intelligence russa sta coordinando un’operazione di disinformazione per dividere le opinioni pubbliche occidentali e ridurre il loro supporto all’Ucraina

L’intelligence russa sta coordinando un’operazione di disinformazione e propaganda per dividere le opinioni pubbliche occidentali e ridurre il loro supporto all’Ucraina, secondo un rapporto pubblicato dalla società di cybersicurezza Recorded Future. Tra i Paesi più colpiti ci sarebbero Francia, Germania, Polonia e Turchia.

I dettagli del piano erano emersi lo scorso 5 giugno quando il Servizio di sicurezza dell’Ucraina (SBU) aveva intercettato un documento del “Quinto Servizio”, ramo del Servizio di Sicurezza della Federazione russa (FSB) dedicato alle operazioni all’estero, in cui si delineava una strategia informativa da affiancare alle operazioni belliche in Ucraina. 

Le narrazioni identificate da Recorded Future, che ha utilizzato materiale ottenuto tramite “fonti aperte”, coincidono in gran parte con quelle contenute nel file intercettato dall’intelligence di Kiev. Ciò avvalora le ipotesi di autenticità e veridicità del documento, allontanando quella di un caso di depistaggio. 

Sotto il coordinamento di Mosca non sarebbero presenti solo media di stato russi, ma anche account social impegnati soprattutto nella produzione di notizie false e meme

«Salve, ha delle offerte di lavoro per me?» chiede in una vignetta “Mikola”, un personaggio creato da un’associazione cattolica tedesca per spiegare ai bambini ucraini alcuni diritti di cui godono i loro connazionali. «Non abbiamo posti vacanti per prostitute e spacciatori», risponde l’addetta al centro per l’impiego. 

La strategia russa per dividere le opinioni pubbliche occidentali sulla guerra in Ucraina
Alcuni dei meme identificati che si riferiscono a “Mikola”, realizzati in tedesco e russo, che descrivono negativamente l’atteggiamento dei tedeschi nei confronti dei rifugiati ucraini

Si tratta di uno dei vari esempi di manipolazione delle vignette originali di “Mikola”, diffuso da vari account pro-russi in Germania. I fotomontaggi sono realizzati per sembrare post pubblicati dalle pagine social di partiti tedeschi, in modo da veicolare messaggi negativi sulla presenza di rifugiati ucraini nel Paese in modo più diretto.

La narrazione che prende di mira i rifugiati è solo una delle sei identificate da Recorded Future, quattro delle quali coincidono con quelle presenti nel documento russo dell’FSB. 

L’obiettivo di mettere i Paesi occidentali l’uno contro l’altro è perseguito dai disinformatori russi sia con attività di propaganda, mirata ad amplificare le divisioni tra gli Stati, sia attraverso l’utilizzo di fake news. 

Il 28 aprile 2022 il media di stato russo “RT” ha pubblicato un articolo in cui sono state amplificate le dichiarazioni del capo dei servizi segreti russi Sergey Naryshkin secondo cui la Polonia starebbe pianificando di invadere l’Ucraina. Pochi giorni dopo, il 10 maggio, un canale Telegram ha avvalorato le dichiarazioni di Naryshkin diffondendo un documento falso in cui si sosteneva che oltre alla Polonia, anche la Lituania sarebbe stata inclusa nell’operazione. 

Un’altra narrativa che indirettamente mira a indebolire la coalizione occidentale indica l’Ucraina come “origine” dei moderni movimenti nazi-fascisti nel mondo. Una narrazione molto diffusa secondo Recorded Future, che ritiene sia in atto un tentativo di “formare” le opinioni pubbliche occidentali affinché associno l’Ucraina all’ideologia nazista contemporanea.

Nel documento intercettato dall’intelligence di Kiev erano contenute lamentele riguardo il fallimento dei network filo-russi nel sostenere la causa della “denazificazione” dell’Ucraina.

«Non c’è stata nessuna massiccia campagna d’informazione sui bambini assassinati nelle repubbliche popolari di Donetsk e Luhansk, sui massacri dei nazionalisti contro i russi e altre informazioni che avrebbero contribuito emotivamente al sostegno dell’operazione speciale», si legge nel file dell’intelligence russa, in cui si auspica una risoluzione del “problema”. 

Una richiesta che sembra essere stata accolta stando alle informazioni rinvenute online dall’azienda di cybersicurezza. Dopo la strage a sfondo razziale di dieci afroamericani avvenuta il 14 maggio 2022 negli Stati Uniti, ad esempio, il sito RT e molti influencer pro-Cremlino cercarono di collegare il movente del terrorista all’ideologia del Battaglione Azov, un’unità militare ucraina di orientamento neonazista.

La strategia russa per dividere le opinioni pubbliche occidentali sulla guerra in Ucraina
Un meme apparso sul canale Telegram filo-russo di “Cyber ​​Army of Russia” con la didascalia “Biden con il consigliere capo della NATO”

Un altro dei target preferiti dai disinformatori di Mosca sono i leader occidentali, accusati di sottomettersi di fronte alle pressioni internazionali al punto di mettere a repentaglio la sicurezza economica e sociale dei propri concittadini.

«Le operazioni di discredito delle leadership occidentali proseguiranno fino al termine del conflitto» si legge nel report di Recorded Future, secondo cui tali azioni saranno concentrate soprattutto nei periodi elettorali o di incertezza politica. Una previsione che potrebbe porre in allerta diversi governi europei alla luce dell’instabilità politica registrata nelle ultime settimane in Paesi importanti come Regno Unito, Francia e Italia. 

A cura di Francesco Di Blasi, giornalista praticante del Master in Giornalismo e Comunicazione multimediale della Luiss “Guido Carli