{"id":192814,"date":"2026-06-17T10:16:54","date_gmt":"2026-06-17T08:16:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.idmo.it\/?p=192814"},"modified":"2026-06-17T10:16:54","modified_gmt":"2026-06-17T08:16:54","slug":"rimpatri-forzati-il-confine-passa-anche-dalle-parole","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.idmo.it\/en\/2026\/06\/17\/rimpatri-forzati-il-confine-passa-anche-dalle-parole\/","title":{"rendered":"Rimpatri forzati, il confine passa anche dalle parole"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Alla Camera il convegno di lancio del progetto FAMI del Garante nazionale.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Quando si parla di rimpatri forzati la prima tentazione \u00e8 quella di usare il linguaggio della procedura, parlando di voli, accordi, trattenimenti, allontanamenti, Paesi terzi, riammissioni.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 il vocabolario delle istituzioni, necessario per descrivere un sistema complesso, ma \u00e8 anche un vocabolario che rischia di lasciare fuori la parte pi\u00f9 importante: le persone.<\/p>\n\n\n\n<p>Da questa tensione tra diritto, amministrazione e racconto pubblico \u00e8 partito il panel dedicato a <strong>\u201c<\/strong><strong>Rimpatri forzati e diritti umani: linguaggio, framing e narrazione mediatica\u201d<\/strong>, nell\u2019ambito del convegno di lancio del progetto FAMI <strong>\u201c<\/strong><strong>Rimpatri forzati e tutela dei diritti\u201d<\/strong> del <strong>Garante nazionale dei diritti delle persone private della libert\u00e0 personale<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019incontro si \u00e8 svolto a Roma, marted\u00ec 16 giugno, nell\u2019Aula dei Gruppi parlamentari della Camera dei deputati, per presentare il progetto inserito nella programmazione nazionale <strong>FAMI 2021-2027<\/strong>. L\u2019obiettivo \u00e8 consolidare e potenziare il sistema nazionale di monitoraggio dei rimpatri forzati, innalzando il livello di tutela dei diritti umani in una fase particolarmente delicata: quella in cui una persona \u00e8 sottoposta a una misura coercitiva ed \u00e8 pienamente affidata all\u2019autorit\u00e0 pubblica.<\/p>\n\n\n\n<p>Come ha ricordato <strong>Angelo Esposito<\/strong>, project manager del progetto, la persona sottoposta a rimpatrio forzato <strong>\u201c<\/strong><strong>non cessa di essere titolare di diritti\u201d<\/strong>. \u00c8 proprio in questo passaggio, quando la vulnerabilit\u00e0 \u00e8 massima, che si misura la tenuta concreta dello Stato di diritto.<\/p>\n\n\n\n<p>Il convegno ha riunito rappresentanti del <strong>Sottocomitato delle Nazioni Unite per la prevenzione della tortura<\/strong>, del <strong>Comitato europeo per la prevenzione della tortura<\/strong>, del <strong>Fundamental Rights Office di Frontex<\/strong>, del Ministero dell\u2019Interno, del mondo accademico e del giornalismo.<\/p>\n\n\n\n<p>Le tre tavole rotonde, che si sono susseguite nell\u2019arco della giornata, hanno affrontato, da prospettive diverse, le procedure di allontanamento, il ruolo dei Meccanismi nazionali di prevenzione nel monitoraggio dei diritti fondamentali, le implicazioni del Nuovo Patto UE sulla Migrazione e l\u2019Asilo e del Regolamento Rimpatri. Il terzo panel ha poi portato la discussione su un terreno decisivo per l\u2019opinione pubblica: il modo in cui i media raccontano i rimpatri forzati e, pi\u00f9 in generale, le persone migranti.<\/p>\n\n\n\n<p>Qui il tema non \u00e8 soltanto scegliere parole pi\u00f9 corrette. Il punto \u00e8 capire che ogni parola costruisce un\u2019immagine.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cRimpatrio\u201d, \u201callontanamento\u201d, \u201crimozione\u201d, \u201cdeportazione\u201d, \u201cclandestino\u201d, \u201cirregolare\u201d, \u201csenza documenti\u201d: termini diversi, con storie diverse e conseguenze diverse.<\/p>\n\n\n\n<p>La reporter <strong>Mariangela Paone<\/strong> ha richiamato uno dei nodi centrali del dibattito: la necessit\u00e0 di dare un volto alle notizie. Il riferimento va anche all\u2019ultimo rapporto di <strong>Carta di Roma<\/strong>, significativamente intitolato <strong>\u201c<\/strong><strong>Notizie senza volto\u201d<\/strong>, che segnala una tendenza persistente dell\u2019informazione italiana: le migrazioni vengono spesso raccontate attraverso numeri, emergenze e formule ricorrenti, mentre le biografie individuali restano sullo sfondo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 in questo contesto che torna a pesare l\u2019uso della parola <strong>\u201c<\/strong><strong>clandestino\u201d<\/strong>, riemersa con forza nel discorso pubblico e mediatico. Non si tratta di una semplice sfumatura. \u201cClandestino\u201d non descrive soltanto una condizione amministrativa, ma porta con s\u00e9 un immaginario di colpa, segretezza, minaccia. \u00c8 una parola che arriva prima della storia personale e rischia di chiuderla prima ancora che venga raccontata.<\/p>\n\n\n\n<p>Il linguaggio, dunque, non \u00e8 un accessorio del giornalismo, ma una forma di interpretazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Su questo punto si \u00e8 inserito l\u2019intervento di <strong>Christopher Hein<\/strong>, docente di Diritto e politiche di immigrazione e asilo della Luiss, che ha invitato a interrogare anche il termine apparentemente pi\u00f9 neutro: <strong>rimpatrio<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>La parola suggerisce un ritorno in patria, ma nella pratica le procedure possono avere destinazioni molto diverse. Una persona pu\u00f2 essere trasferita verso il primo Paese di arrivo, verso un cosiddetto Paese terzo sicuro, anche se non vi ha mai vissuto, verso un altro Stato con cui esistono accordi europei o bilaterali, oppure verso un Paese legato da accordi di riammissione.<\/p>\n\n\n\n<p>Da qui nasce una domanda tutt\u2019altro che formale: quando diciamo \u201crimpatrio\u201d, stiamo davvero descrivendo un ritorno? Oppure stiamo usando una parola rassicurante per indicare un allontanamento deciso dentro una procedura amministrativa?<\/p>\n\n\n\n<p>La questione diventa ancora pi\u00f9 rilevante se si guarda alla soggettivit\u00e0 della persona coinvolta. Il rimpatrio forzato non \u00e8 soltanto la conclusione di un iter burocratico. Pu\u00f2 significare l\u2019interruzione di un progetto migratorio, la rottura di legami sociali, familiari, lavorativi, la fine di un percorso costruito spesso in condizioni difficili.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche il <strong>rimpatrio volontario assistito<\/strong> richiede attenzione. L\u2019espressione sembra indicare una scelta libera e accompagnata, ma la volontariet\u00e0 va sempre letta dentro il contesto concreto: quali alternative aveva la persona? Quali pressioni esistevano? Quali informazioni erano disponibili? Nel confronto \u00e8 stato ricordato come questa modalit\u00e0 resti comunque minoritaria rispetto al quadro complessivo dei rimpatri. Anche qui, dunque, le parole possono chiarire oppure attenuare la complessit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>La prospettiva dell\u2019analisi dei media \u00e8 stata sviluppata da <strong>Paola Barretta<\/strong>, esperta di data journalism e analisi dell\u2019informazione. Barretta ha ricordato che da un anno i principi della <strong>Carta di Roma<\/strong> sono entrati nel codice deontologico dei giornalisti. Un passaggio importante, perch\u00e9 rafforza la responsabilit\u00e0 professionale nel racconto delle migrazioni e nella tutela dell\u2019identit\u00e0 delle persone migranti.<\/p>\n\n\n\n<p>La protezione dell\u2019identit\u00e0 non \u00e8 un dettaglio tecnico. In molti casi, esporre un nome, un volto o una storia senza adeguate cautele pu\u00f2 aumentare la vulnerabilit\u00e0 della persona coinvolta. Il giornalismo deve quindi tenere insieme due esigenze: informare e non danneggiare. Raccontare e proteggere, rendere visibile senza esporre inutilmente.<\/p>\n\n\n\n<p>Dall\u2019analisi delle parole usate dalla stampa tra il 2013 e il 2025 emerge una forte continuit\u00e0: la narrazione delle migrazioni resta spesso ancorata ai registri dell\u2019allarme e dell\u2019emergenza. Cambiano i governi, le rotte, i contesti geopolitici, ma il frame dominante tende a ripetersi: si parla di flussi, sicurezza, pressione sui confini, gestione, molto meno di persone, percorsi, diritti, vulnerabilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel caso dei rimpatri, questa dinamica \u00e8 ancora pi\u00f9 evidente. La dimensione politica e istituzionale prevale su quella individuale. Le persone compaiono soprattutto come oggetto di decisioni: da identificare, trattenere, trasferire, rimandare. Pi\u00f9 raramente vengono raccontate come soggetti, con una voce e una storia.<\/p>\n\n\n\n<p>Il confronto con gli Stati Uniti offre un esempio utile. In una parte del giornalismo statunitense si \u00e8 progressivamente affermato l\u2019uso di espressioni come <strong>\u201c<\/strong><strong>senza documenti\u201d<\/strong> al posto di formule pi\u00f9 stigmatizzanti.<\/p>\n\n\n\n<p>A riportare il discorso dentro i luoghi concreti della privazione della libert\u00e0 \u00e8 stato <strong>Giacomo Zandonini<\/strong>, giornalista investigativo, richiamando il lavoro sui <strong>Centri di permanenza per il rimpatrio<\/strong> e l\u2019esperienza di <strong>Ponte Galeria<\/strong>, a Roma, raccontata anche attraverso il riferimento al libro di denuncia di Sunjay Gookooluk, <strong>\u201c<\/strong><strong>Diario di un invisibile\u201d<\/strong>. Qui il tema del linguaggio si intreccia con quello della trasparenza: quanto pu\u00f2 vedere la stampa? A quali informazioni pu\u00f2 accedere? Quali ostacoli incontra chi prova a raccontare ci\u00f2 che avviene dentro i CPR?<\/p>\n\n\n\n<p>Senza accesso alle informazioni, il giornalismo rischia di arrivare tardi o di restare fuori. E quando il racconto resta fuori, le persone trattenute diventano invisibili due volte: dentro le strutture e dentro il discorso pubblico.<\/p>\n\n\n\n<p>Il panel ha mostrato che parlare di rimpatri forzati significa parlare anche di qualit\u00e0 dell\u2019informazione. Le procedure appartengono al diritto e all\u2019amministrazione, ma il modo in cui vengono comprese dall\u2019opinione pubblica passa in larga parte attraverso i media. Per questo la scelta delle parole non \u00e8 secondaria: contribuisce a costruire il frame entro cui un fenomeno viene percepito, discusso, accettato o contestato.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Di Emerenziana Sinagra<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alla Camera il convegno di lancio del progetto FAMI del Garante nazionale.<\/p>\n","protected":false},"author":132,"featured_media":192815,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[2574],"tags":[],"class_list":["post-192814","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-eventi"],"acf":{"share_this_post_to_edmo_website":false,"type_of_post":false,"options_for_news_post":{"":""},"options_for_event_post":{"event_start_date":null,"event_end_date":null,"event_location":"","event_programme":""},"options_for_report_post":{"post_author":"","report_type":false,"report_pdf_link":""},"options_for_investigation_post":{"post_author":""},"affiliation":"ADMO"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.idmo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/192814","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.idmo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.idmo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.idmo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/132"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.idmo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=192814"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.idmo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/192814\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":192817,"href":"https:\/\/www.idmo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/192814\/revisions\/192817"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.idmo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/192815"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.idmo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=192814"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.idmo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=192814"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.idmo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=192814"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}