{"id":192469,"date":"2026-03-18T17:24:33","date_gmt":"2026-03-18T16:24:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.idmo.it\/?p=192469"},"modified":"2026-03-19T14:44:28","modified_gmt":"2026-03-19T13:44:28","slug":"infodemia-e-vaccini-quando-i-dati-aiutano-a-leggere-il-comportamento-collettivo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.idmo.it\/en\/2026\/03\/18\/infodemia-e-vaccini-quando-i-dati-aiutano-a-leggere-il-comportamento-collettivo\/","title":{"rendered":"Infodemia e vaccini: quando i dati aiutano a leggere il comportamento collettivo"},"content":{"rendered":"\n<p>L\u2019infodemia e l\u2019intelligenza artificiale sono oggi tra le sfide pi\u00f9 delicate per la salute pubblica, tra rischi di manipolazione e nuove possibilit\u00e0 di analisi e prevenzione. \u00c8 in questa cornice che, presso l\u2019Istituto Superiore di Sanit\u00e0 \u2013 Aula Pocchiari, si \u00e8 svolto, venerd\u00ec 13 marzo, il convegno <strong>\u201cInfodemia e Intelligenza Artificiale \u2013 Il duplice volto dell\u2019innovazione tra minacce e opportunit\u00e0 per la salute pubblica\u201d<\/strong>, un confronto tra ricerca, istituzioni e informazione su un nodo decisivo: come orientarsi in un ecosistema in cui la velocit\u00e0 dei contenuti pu\u00f2 ampliare il sapere scientifico ma anche confondere e disinformare.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019iniziativa si inserisce in una fase in cui l\u2019ISS sta rafforzando il proprio investimento sull\u2019AI, anche attraverso il <strong>Centro nazionale per l\u2019Intelligenza Artificiale e le Tecnologie Innovative per la Salute (IATIS)<\/strong>, nuova struttura istituita presso l\u2019Istituto Superiore di Sanit\u00e0 nell\u2019ottobre 2025.<\/p>\n\n\n\n<p>Il tema non \u00e8 astratto. In ambito sanitario, la disinformazione pu\u00f2 incidere sui comportamenti individuali e collettivi, influenzare l\u2019adesione alle vaccinazioni, orientare scelte terapeutiche inappropriate e produrre effetti concreti sulla salute pubblica. Per questo, come emerso nel corso dell\u2019incontro, contrastare l\u2019infodemia non \u00e8 pi\u00f9 soltanto un compito comunicativo: \u00e8 una responsabilit\u00e0 scientifica e istituzionale. In questo scenario, l\u2019intelligenza artificiale mostra il suo duplice volto. Da una parte, algoritmi e piattaforme possono amplificare contenuti fuorvianti; dall\u2019altra, possono diventare strumenti preziosi per monitorare i fenomeni informativi e intervenire prima.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli interventi introduttivi dell\u2019ISS, a cura del presidente <strong>Rocco Bellantone<\/strong> e del direttore generale <strong>Andrea Piccioli<\/strong>, hanno richiamato l\u2019attenzione su una trasformazione profonda: non siamo pi\u00f9 di fronte solo a bufale grossolane, ma a contenuti sempre pi\u00f9 verosimili, plausibili, difficili da distinguere dal vero. La sfida, allora, non \u00e8 stabilire se l\u2019AI sia buona o cattiva, ma capire come governarla e come metterla al servizio del bene pubblico. Non basta chiedersi che cosa queste tecnologie siano in grado di fare: bisogna capire come usarle in modo sicuro, trasparente ed eticamente responsabile, rafforzando la fiducia dei cittadini nella scienza.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel suo intervento introduttivo, Bellantone ha definito infodemia e AI come uno dei nodi pi\u00f9 delicati della societ\u00e0 dell\u2019informazione: da un lato, la velocit\u00e0 della circolazione delle notizie amplia la diffusione del sapere scientifico; dall\u2019altro, la sovrabbondanza informativa rende pi\u00f9 difficile per i cittadini distinguere le fonti affidabili e prendere decisioni corrette in ambito sanitario. \u201cIn questo quadro \u2013 ha sottolineato Bellantone \u2013 la disinformazione non \u00e8 un semplice rumore di fondo: pu\u00f2 incidere sulle vaccinazioni, orientare scelte terapeutiche inappropriate e produrre conseguenze concrete sulla salute pubblica\u201d. Da qui l\u2019idea che la sfida non sia solo tecnologica, ma anche culturale, scientifica ed etica.<\/p>\n\n\n\n<p>Su una linea affine si \u00e8 mosso anche Piccioli, che ha insistito su un passaggio decisivo: \u201coggi non siamo pi\u00f9 di fronte a errori grossolani o bufale facilmente smontabili, ma a contenuti sempre pi\u00f9 credibili, verosimili, plausibili\u201d. Ed \u00e8 qui, ha aggiunto, che si apre il problema pi\u00f9 insidioso: \u201cla macchina non cerca la verit\u00e0, cerca la coerenza\u201d. Per questo, nel campo della salute, diventa essenziale distinguere tra la verosimiglianza prodotta dai sistemi generativi e la verit\u00e0 della cura. Il punto, in altre parole, non \u00e8 decidere se l\u2019AI sia buona o cattiva, ma capire come governarne la potenza.<\/p>\n\n\n\n<p>A dare ulteriore concretezza a questo quadro \u00e8 stato anche l\u2019intervento di <strong>Fidelia Cascini<\/strong>, medico e docente presso l\u2019Universit\u00e0 Cattolica del Sacro Cuore, che ha spostato l\u2019attenzione sul ruolo delle tecnologie e dei social media nei processi di esitazione vaccinale. Se internet e le piattaforme digitali sono ormai veicoli centrali di informazione, ha osservato, lo sono sia nel bene sia nel male: accanto alla diffusione del sapere possono diventare potenti strumenti di disinformazione. Proprio per questo comprendere il rapporto tra tecnologie, social media e salute pubblica \u00e8 fondamentale per capire se, e in che misura, esista un\u2019associazione tra esposizione ai contenuti online ed esitazione vaccinale.<\/p>\n\n\n\n<p>Richiamando una rassegna della letteratura pubblicata su <em>eClinicalMedicine<\/em> di <em>The Lancet<\/em>, Cascini ha spiegato che l\u2019uso dei social media come principale fonte di informazione risulta strettamente correlato a un aumento dell\u2019esitazione vaccinale. In particolare, la popolazione pi\u00f9 esposta \u00e8 quella dei giovani, pi\u00f9 vulnerabile alla polarizzazione, alle dinamiche delle echo chambers e alla circolazione di contenuti che rafforzano dubbi, sfiducia, polemiche e teorie complottiste. Ma lo stesso ecosistema digitale, ha sottolineato, pu\u00f2 anche essere usato in senso opposto: quando la tecnologia serve a veicolare campagne mirate, messaggi chiari e linguaggi adatti ai diversi pubblici, pu\u00f2 contribuire a ridurre l\u2019esitazione vaccinale e a rafforzare la fiducia.<\/p>\n\n\n\n<p>Da qui il richiamo al ruolo delle istituzioni pubbliche, dei ricercatori, dei giornalisti e dei leader competenti nel promuovere una comunicazione pi\u00f9 trasparente, segmentata e vicina ai bisogni reali delle persone.<\/p>\n\n\n\n<p>In questo contesto si \u00e8 inserito l\u2019intervento del <strong>Dott. Domenico Cangemi<\/strong>, matematico e ricercatore del centro di ricerca <strong>Luiss Data Lab<\/strong>, che nell\u2019ambito di un progetto a cura dell\u2019<strong>Universit\u00e0 Cattolica<\/strong>, in collaborazione con <strong>Luiss Data Lab<\/strong>, <strong>IDMO<\/strong> e l\u2019<strong>Universit\u00e0 Lumsa<\/strong>, ha portato il dibattito su un terreno ancora pi\u00f9 concreto: misurare l\u2019impatto della disinformazione online sull\u2019andamento delle prenotazioni vaccinali durante la campagna Covid-19.<\/p>\n\n\n\n<p>Il suo intervento, <strong>\u201cDisinformazione e prenotazioni vaccinali: analisi di cointegrazione\u201d<\/strong>, ha affrontato una domanda cruciale: la disinformazione circolata sui social durante la campagna vaccinale Covid-19 ha influenzato il comportamento della popolazione? Per rispondere, il gruppo di ricerca ha analizzato il periodo compreso tra met\u00e0 aprile 2021 e luglio 2023, utilizzando i dati sulle prenotazioni vaccinali forniti dal <strong>Ministero della Salute<\/strong> e oltre <strong>300 mila tweet<\/strong> raccolti su X. Il dataset sulle narrative false proveniva da <strong>IDMO (Italian Digital Media Observatory)<\/strong> ed era costruito a partire dal lavoro manuale di giornalisti, analisti e fact-checker: non solo false informazioni mediche, ma anche letture politiche e persino contenuti quasi fantascientifici legati alla pandemia.<\/p>\n\n\n\n<p>Secondo quanto emerso dalla ricerca, disinformazione online e andamento della campagna vaccinale non si muovono in compartimenti stagni. Esiste un rapporto, una tensione misurabile tra ci\u00f2 che accade nello spazio digitale e ci\u00f2 che accade nei comportamenti collettivi: in termini tecnici, un rapporto di <em>cointegrazione<\/em>. E il dato forse pi\u00f9 interessante, sottolineato da Cangemi, \u00e8 che anche la serie delle vaccinazioni reagiva a questo tipo di shock informativo. Ci\u00f2 avveniva non in modo meccanico o lineare, ma abbastanza da suggerire una conclusione netta: monitorare l\u2019infodemia pu\u00f2 aiutare a segnalare in anticipo tensioni nella campagna vaccinale.<\/p>\n\n\n\n<p>Ne deriva che, se l\u2019AI pu\u00f2 amplificare distorsioni, polarizzazione e contenuti ingannevoli, pu\u00f2 anche diventare uno strumento di lettura, prevenzione e supporto alle decisioni. La posta in gioco, allora, non \u00e8 solo smascherare il falso: \u00e8 costruire un ecosistema informativo affidabile, capace di rafforzare la fiducia dei cittadini nella scienza e nelle istituzioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Di Emerenziana Sinagra<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Istituto Superiore di Sanit\u00e0 \u2013 Aula Pocchiari, si \u00e8 svolto, venerd\u00ec 13 marzo, il convegno \u201cInfodemia e Intelligenza Artificiale \u2013 Il duplice volto dell\u2019innovazione tra minacce e opportunit\u00e0 per la salute pubblica\u201d, un confronto tra ricerca, istituzioni e informazione <\/p>\n","protected":false},"author":132,"featured_media":192470,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[2616],"tags":[],"class_list":["post-192469","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-approfondimenti"],"acf":{"share_this_post_to_edmo_website":false,"type_of_post":false,"options_for_news_post":{"":""},"options_for_event_post":{"event_start_date":null,"event_end_date":null,"event_location":"","event_programme":""},"options_for_report_post":{"post_author":"","report_type":false,"report_pdf_link":""},"options_for_investigation_post":{"post_author":""},"affiliation":"ADMO"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.idmo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/192469","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.idmo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.idmo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.idmo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/132"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.idmo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=192469"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.idmo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/192469\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":192474,"href":"https:\/\/www.idmo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/192469\/revisions\/192474"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.idmo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/192470"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.idmo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=192469"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.idmo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=192469"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.idmo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=192469"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}