{"id":183095,"date":"2023-02-24T09:47:13","date_gmt":"2023-02-24T08:47:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.idmo.it\/?p=183095"},"modified":"2023-02-24T09:47:16","modified_gmt":"2023-02-24T08:47:16","slug":"meduza-katerina-abramova","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.idmo.it\/en\/2023\/02\/24\/meduza-katerina-abramova\/","title":{"rendered":"L&#8217;intervista a Katerina Abramova, la portavoce di Meduza"},"content":{"rendered":"\n<p>\u00abSe vogliono una battaglia la avranno\u00bb: inizia cos\u00ec il lungo annuncio da parte dei giornalisti di Meduza dopo che, lo scorso 26 gennaio, sono stati messi fuori legge dalle autorit\u00e0 russe con la nuova etichetta di&nbsp;\u00ab<strong>indesiderati<\/strong>\u00bb appiccicata addosso. Anche se pi\u00f9 che di etichetta si dovrebbe parlare di bersaglio: l\u2019insofferenza del Cremlino verso la libert\u00e0 di stampa cresce ogni giorno di pi\u00f9, specie da quando il 24 febbraio 2022 \u00e8 iniziata l\u2019invasione dell\u2019Ucraina. Reporter Sans Frontieres, che calcola il <a aria-label=\"undefined (apri in una nuova scheda)\" href=\"https:\/\/rsf.org\/en\/index\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">freedom index<\/a> della stampa in giro per il mondo, assegna un 38.8 alla Russia. Da 0 a 40 la situazione viene considerata di grave violazione delle norme internazionali a tutela della libert\u00e0 di stampa.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Un lungo processo instillato nell\u2019opinione pubblica del Paese, cementando la narrativa di Putin grazie al saldo controllo sui media attraverso l\u2019organo statale <strong>Roskomnazdor<\/strong>, il servizio federale per la supervisione delle comunicazioni, delle tecnologie dell\u2019informazione e dei mass media, istituito nel 2008 da <strong>Dimitri Medvedev<\/strong>.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La messa al bando del quotidiano anglo-russo con sede a Riga, in Lettonia, non \u00e8 stata una decisione improvvisa, come racconta <strong>Katerina Abramova<\/strong>, portavoce della testata, ma fa parte di un processo iniziato nell\u2019aprile 2021 quando Meduza \u00e8 stato inserito nella lista dei siti d\u2019informazione che il Cremlino considera&nbsp;\u00ab<strong>agenti stranieri<\/strong>\u00bb:&nbsp;\u00abIn un primo momento \u00e8 stato un duro colpo, ma poi \u00e8 diventato chiaro il motivo per cui stavano limitando l\u2019informazione: preparavano la guerra. Noi siamo stati i primi, ma da l\u00ec in avanti qualunque media indipendente \u00e8 stato inserito nella lista nera. Essere dei&nbsp;<em>foreign agents<\/em>&nbsp;significa che secondo le autorit\u00e0 russe stai lavorando al soldo di un paese straniero. Vieni visto come una spia, un nemico. \u00c8 un\u2019onta per chiunque, ma per noi ha significato la rovina del nostro business model perch\u00e9 in Russia hanno paura di essere associati con chi viene considerato come un indesiderato. Farci da sponsor e mettere il proprio marchio sul nostro sito \u00e8 diventato impossibile, cos\u00ec abbiamo dovuto virare sul crowdfunding per andare avanti con i nostri progetti\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Da quando l&#8217;invasione dell&#8217;Ucraina \u00e8 iniziata il servizio federale di censura che supervisiona i media \u00e8 responsabile di aver oscurato pi\u00f9 volte Meduza e ha stretto sempre di pi\u00f9 il controllo su quello che usciva nella Federazione. A novembre 2022, Roskomnazdor ha limitato l\u2019accesso, oscurando una parte del sito, alla Novaja Gazeta un altro outlet indipendente. Le colpe sono note: aver chiamato l\u2019invasione dell\u2019Ucraina una guerra e aver riportato senza infingimenti le manovre repressive del Cremlino.&nbsp;\u00abQuando abbiamo iniziato molte persone ci ridevano dietro, domandandoci quale fosse il problema. Ma gi\u00e0 nove anni fa, nel 2014, era chiaro che il concetto di <strong>media indipendente<\/strong> in Russia stava per scomparire. Una delle nostre fondatrici lavorava per uno dei pi\u00f9 importanti siti di informazione russi. Ha fondato Meduza dopo essere stata licenziata per non aver coperto a dovere l\u2019annessione della Crimea nel 2014\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma cosa comporta la nuova dicitura&nbsp;\u00abindesiderato\u00bb&nbsp;accanto al nome di Meduza?&nbsp;\u00abSe Meduza non scompare, il Ministero della Giustizia minaccer\u00e0 non solo la nostra squadra di giornalisti, ma anche chiunque distribuir\u00e0 il nostro materiale (compresi atti innocui come la condivisione di un link su Facebook di uno dei nostri articoli), chiunque cercher\u00e0 di donare soldi per sostenere il nostro giornalismo, e anche chiunque conceder\u00e0 ai nostri giornalisti un&#8217;intervista o anche solo un commento\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019invasione dell\u2019Ucraina ha aggravato la situazione e reso impossibile fidarsi delle informazioni rilanciate dalle agenzie statali russe. <strong><a href=\"https:\/\/www.idmo.it\/2023\/02\/16\/newsguard-guerra-ucraina\/\">Disinformazione<\/a> e propaganda<\/strong>, cruccio di gran parte dei paesi del Globo, hanno indossato l\u2019elmetto e giocano un ruolo fondamentale per il Cremlino. Vista da Riga, dove ha sede Meduza, anche questa parte non \u00e8 una novit\u00e0:&nbsp;\u00abLa propaganda di Putin non \u00e8 iniziata con la guerra in Ucraina, e nemmeno con l\u2019annessione della Crimea. Non \u00e8 stato qualcosa di improvviso o qualcosa che serviva a giustificare le guerre. \u00c8 stato un processo lungo che, giorno per giorno e mese per mese per vent\u2019anni, hanno instillato il concetto che l\u2019Ucraina \u00e8 russa da sempre e che l\u2019Occidente e la Nato, un giorno, avrebbero voluto la resa dei conti\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Inoltre, le autorit\u00e0 statali controllano con maggiore facilit\u00e0 la narrativa riguardante la guerra. Dal 4 marzo 2022, infatti, il Roskomnazdor ha dichiarato illegali le fake news riguardanti l\u2019esercito della Federazione. Stando a un rapporto dell\u2019OECD, l\u2019organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, ad esempio, la legge non specifica cosa si qualifica come falsa informazione e si possono applicare multe fino a 500.000 rubli (6.200 euro) e incarcerare i cittadini fino a quindici&nbsp;anni.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il consenso che il Cremlino racconta di avere nella popolazione \u00e8, appunto, un racconto, come spiega Abramova:&nbsp;\u00abSicuramente ci sono molti russi che sono militaristi e credono ancora nella possibilit\u00e0 che l\u2019Impero rinasca, ma non tutti la pensano cos\u00ec, forse sono anche meno della met\u00e0. C\u2019\u00e8 una fetta di popolazione che combatte il <strong>dispotismo di Putin <\/strong>facendo attivismo, denunciando la situazione, ma la stragrande maggioranza dei russi vive in condizioni di povert\u00e0. Non hanno interesse che per le fatiche di ogni giorno, ma sanno che a loro conviene il silenzio\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ma qual \u00e8 il futuro del giornalismo indipendente in Russia? Abramova sospira e poi risponde:&nbsp;\u00ab<strong>Andare<\/strong> <strong>lontano<\/strong> <strong>dalla<\/strong> <strong>Russia<\/strong>\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Articolo di Leonardo Pini, giornalista del Master in Giornalismo e Comunicazione Multimediale <a aria-label=\"undefined (apri in una nuova scheda)\" href=\"https:\/\/zetaluiss.it\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Luiss<\/a><\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La portavoce del giornale indipendente russo racconta la sua resistenza alla censura del Cremlino<\/p>\n","protected":false},"author":132,"featured_media":183107,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[4808],"tags":[],"class_list":["post-183095","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-guerra-in-ucraina"],"acf":{"share_this_post_to_edmo_website":false,"type_of_post":false,"options_for_news_post":{"":""},"options_for_event_post":{"event_start_date":null,"event_end_date":null,"event_location":"","event_programme":""},"options_for_report_post":{"post_author":"","report_type":false,"report_pdf_link":""},"options_for_investigation_post":{"post_author":""},"affiliation":false},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.idmo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/183095","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.idmo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.idmo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.idmo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/132"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.idmo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=183095"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.idmo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/183095\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":183106,"href":"https:\/\/www.idmo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/183095\/revisions\/183106"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.idmo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/183107"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.idmo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=183095"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.idmo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=183095"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.idmo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=183095"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}