{"id":181792,"date":"2022-07-01T17:22:45","date_gmt":"2022-07-01T15:22:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.idmo.it\/?p=181792"},"modified":"2022-07-01T17:24:56","modified_gmt":"2022-07-01T15:24:56","slug":"disinformazione-ucraina-5","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.idmo.it\/en\/2022\/07\/01\/disinformazione-ucraina-5\/","title":{"rendered":"Global Information War, la cronaca dell&#8217;evento"},"content":{"rendered":"\n<p>Dal Covid all\u2019invasione russa dell\u2019Ucraina, l\u2019Europa si \u00e8 trovata a fare i conti con l\u2019impatto che la&nbsp;<strong>disinformazione<\/strong>&nbsp;ha sulle nostre vite. Il ruolo che tutti i cittadini possono giocare nel contrastarla \u00e8 l\u2019argomento centrale del forum&nbsp;<strong>Global Information War<\/strong>, organizzato alla Luiss Guido Carli dall\u2019<a href=\"https:\/\/www.idmo.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Italian Digital Media Observatory<\/a>, che ha visto la partecipazione di numerosi esperti internazionali nella lotta alle notizie false.<\/p>\n\n\n\n<p>La \u201cguerra dell\u2019informazione\u201d procede di pari passo con quella sul campo. La prova \u00e8 che ogni giorno siti italiani rilanciano le narrative costruite dal Cremlino per diffondere l\u2019idea che la guerra in corso sia stata provocata dalla&nbsp;<strong>Nato<\/strong>&nbsp;e dall\u2019<strong>Ucraina<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abPur riportando i fatti, dobbiamo avere chiaro che questa non \u00e8 una guerra tra due Paesi, ma un\u2019invasione\u00bb, ha affermato nel primo intervento della giornata&nbsp;<strong>Stefania Battistini<\/strong>&nbsp;(<em>keynote speaker<\/em>&nbsp;dell\u2019evento), giornalista del Tg1 che ha passato in Ucraina oltre cento giorni dall\u2019inizio dell\u2019invasione testimoniando gli incessanti bombardamenti sulle citt\u00e0 ucraine e gli orrori delle&nbsp;<strong>fosse comuni<\/strong>&nbsp;scoperti subito dopo il ripiegamento a Est dell\u2019armata russa. \u00abDi solito quando si coprono i conflitti si va anche dall\u2019altro lato del confine per dar voce alle vittime dell\u2019altra parte. Ma i russi non vivono nei rifugi. Non ci sono due lati della storia\u00bb. La giornalista ha ammesso che mantenersi neutrali nel reportage \u00e8 molto difficile, data la situazione, ma questo non esime dal&nbsp;<strong>verificare tutte le notizie<\/strong>&nbsp;che si raccontano, anche quando provengono dalla parte aggredita.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/zetaluiss.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Stefania-Battistini-1024x768.jpg\" alt=\"disinformazione\" class=\"wp-image-187676\"\/><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">La nostra arma \u00e8 l\u2019alfabetizzazione digitale<\/h3>\n\n\n\n<p>Per combattere in maniera efficace quella che il coordinatore di IDMO&nbsp;<strong>Gianni Riotta<\/strong>&nbsp;definisce una \u00ab<em>guerrilla<\/em>informativa\u00bb occorre che l\u2019intera popolazione sia in grado di difendersi dalle informazioni false e fuorvianti. \u00abTutti quanti contano, non solo i dipartimenti di comunicazione strategica e i giornalisti\u00bb, ha affermato&nbsp;<strong>Maia Klaassen<\/strong>, coordinatrice del programma di&nbsp;<em>Media Literacy<\/em>&nbsp;dell\u2019universit\u00e0 di Tartu, in&nbsp;<strong>Estonia<\/strong>. Il lavoro di Klaassen ha come obiettivo la sempre pi\u00f9 completa diffusione dell\u2019alfabetizzazione digitale, cos\u00ec che il pubblico impari a non favorire la circolazione di notizie false che cercano di far leva sulla rabbia e sull\u2019indignazione dei lettori. \u00ab<strong>Una componente chiave \u00e8 la motivazione<\/strong>, dobbiamo fare in modo che tutti considerino la sicurezza informativa un proprio problema\u00bb. Il governo estone ha reso obbligatorio un corso di&nbsp;<em>Media Literacy<\/em>&nbsp;nelle scuole superiori e ogni anno si pubblica un annuario che contiene tutte le principali narrazioni false contro l\u2019Estonia, in modo che la popolazione possa essere consapevole di questo tipo di minacce.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/zetaluiss.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Maia-Klaassen-1024x711.jpg\" alt=\"Intervento Maia\" class=\"wp-image-187677\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>\u00abIl 99 per cento della disinformazione serve solo a distrarre la popolazione, bisogna concentrarsi sull\u20191 per cento che \u00e8 davvero pericoloso\u00bb, ha sottolineato&nbsp;<strong>Andy Pryce<\/strong>, capo dell\u2019ufficio contro la Disinformazione del&nbsp;<strong>Regno Unito<\/strong>. Concentrandosi sul caso russo, Pryce ha spiegato che la disinformazione si basa su quattro \u201cD\u201d:&nbsp;<em>Denial<\/em>, la pura e semplice negazione dei fatti, come nel caso delle fosse comuni di Bucha;&nbsp;<em>Distract<\/em>, il tentativo di \u201cdistrarre\u201d dalle questioni principali Uun esempio relativo all\u2019invasione russa sono i discorsi che coinvolgono la Transnistria, la regione separatista della Moldavia; Le ultime due \u201cD\u201d sono&nbsp;<em>Dismay<\/em>, l\u2019intento di spaventare la controparte per paralizzarla;&nbsp;<em>Dismiss<\/em>, la pratica di dipingere gli altri come paranoici, esagerati e bugiardi.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>La disinformazione in una prospettiva internazionale: non solo Ucraina<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>\u00abDisinnescare le mine delle fake news tramite un\u2019adeguata&nbsp;<em>Media Literacy<\/em>&nbsp;e un monitoraggio rigoroso e costante \u00e8 la chiave del successo in questa insidiosa guerra globale\u00bb:&nbsp;<strong>Christian Masset<\/strong>,&nbsp;<strong>ambasciatore francese<\/strong>&nbsp;in Italia dal 2017, si \u00e8 espresso cos\u00ec sulla centralit\u00e0 dell\u2019osservatorio europeo sulla disinformazione online (<a href=\"https:\/\/edmo.eu\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">EDMO<\/a>). \u00abLa propaganda e le notizie false esistono da sempre. La differenza sostanziale che viviamo oggi rispetto al passato \u00e8 legata alla&nbsp;<strong>viralit\u00e0<\/strong>&nbsp;e alla velocit\u00e0 con cui vengono trasmesse. Se non ci impegneremo a credere nei nostri&nbsp;<strong>valori<\/strong>&nbsp;saremo estremamente permeabili. Democrazia, tolleranza, amore per la verit\u00e0, stato di diritto: se non rinvigoriremo nella cittadinanza la consapevolezza dei valori fondanti dell\u2019Unione Europea, perderemo questa guerra\u00bb: Masset non ha dubbi, ognuno di noi \u00e8 chiamato a dare il proprio contributo. \u00abGli Stati con le loro policy possono fare molto ma non tutto. Il senso di attaccamento alle buone pratiche deve radicarsi nella societ\u00e0 civile per poter fiorire\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/zetaluiss.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Christian-Masset-1-1024x659.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-187679\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>Dello stesso avviso&nbsp;<strong>Paulina Dery\u0142o-Peltz<\/strong>, che dall\u2019inizio dell\u2019invasione su larga scala del territorio ucraino \u00e8 impegnata nella lotta alla disinformazione russa con la&nbsp;<strong>Stratcom Unit del ministero degli Esteri polacco<\/strong>. \u00abC\u2019\u00e8 stato un aumento del 500 per cento nella diffusione di&nbsp;<em>fake news<\/em>&nbsp;contro il popolo ucraino dall\u2019inizio dell\u2019aggressione militare. A portare avanti questi bombardamenti mediatici sono siti web con basi radicalizzate e&nbsp;<strong>account anonimi di Twitter, Telegram e Facebook<\/strong>. Questi disseminatori d\u2019odio diffondono una narrazione che profetizza problematiche irreparabili nell\u2019accesso all\u2019assistenza sanitaria per i cittadini polacchi a causa dei profughi ucraini. Ma in Polonia abbiamo una societ\u00e0 civile molto attenta a queste dinamiche: sono anni che abbiamo a che fare da vicino con la disinformazione russa\u00bb. La nazione guidata dal presidente Duda \u00e8 in prima linea nell\u2019assistenza a coloro che fuggono dalla barbarie della guerra: 4,3 milioni di rifugiati ucraini hanno trovato accoglienza entro i confini polacchi dallo scorso 24 febbraio. 200mila di loro sono gi\u00e0 entrati nel mercato del lavoro. 200mila bambini sono entrati nel sistema di educazione e altri 540mila sono stati registrati, finendo l\u2019anno scolastico da remoto in attesa dell\u2019inizio di un nuovo percorso didattico lontani da casa.<\/p>\n\n\n\n<p>Le narrative fuorvianti possono per\u00f2 avvalersi anche di strumenti pi\u00f9 sottili per creare confusione nel pubblico. \u00abLa minaccia della disinformazione si cela nell\u2019infodemia e nell\u2019infotainment. Le giovani generazioni non riescono pi\u00f9 a seguire con spirito critico il flusso informativo. La connessione tra giornalisti e pubblico si sta sgretolando. La semplificazione becera di argomenti complessi legati alla realt\u00e0 non fa altro che alimentare questo caos\u00bb ha detto&nbsp;<strong>Pablo Federico Ibarguen Ruiz<\/strong>, consigliere economico dell\u2019<strong>ambasciata colombiana<\/strong>&nbsp;in Italia.<\/p>\n\n\n\n<p>La Consigliera ministeriale dell\u2019<strong>ambasciata ucraina<\/strong>,&nbsp;<strong>Oksana Amdzhadin<\/strong>, ha parlato dell\u2019esperienza diretta dell\u2019attacco mediatico scatenato dalla Russia prima e dopo l\u2019invasione. \u00abLe&nbsp;<em>fake news<\/em>&nbsp;sono soldati nella guerra d\u2019informazione. La Russia utilizza volutamente messaggi contraddittori con il fine di confondere l\u2019avversario e alcune narrative vengono rilanciate anche da media occidentali e italiani\u00bb. Ha poi ribadito che \u00abla guerra in corso non riguarda solo Russia e Ucraina, ma \u00e8 un attacco alla tolleranza, alla fratellanza e alla fiducia pubblica che per secoli sono stati i pilastri della pace, ma oggi la disinformazione prende di mira proprio questi valori\u00bb. Sulla stessa linea l\u2019intervento del&nbsp;<strong>Capo Ufficio Stampa dell&#8217;ambasciata tedesca<\/strong>,&nbsp;<strong>Frank Horst<\/strong>, che ha ricordato come in una societ\u00e0 democratica anche i media di Stato debbano essere liberi e indipendenti.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/zetaluiss.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Oksana-Amdzhadin-1-1024x680.jpg\" alt=\"disinformazione\" class=\"wp-image-187682\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>Gli&nbsp;<strong>Stati Uniti<\/strong>&nbsp;sono stati in prima linea nel contrastare su tutti i livelli l\u2019offensiva russa contro l\u2019Ucraina. Fondamentale \u00e8 stato il prebunking (la \u201csmentita preventiva\u201d), contro i potenziali pretesti che il Cremlino intendeva utilizzare per giustificare l\u2019invasione. Negli USA \u00e8 infatti attivo dal 2016 il&nbsp;<strong>Global Engagement Center<\/strong>&nbsp;(<a href=\"https:\/\/www.state.gov\/bureaus-offices\/under-secretary-for-public-diplomacy-and-public-affairs\/global-engagement-center\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Gec<\/a>), una sezione del dipartimento di Stato che si occupa di contrastare la disinformazione proveniente da altri Stati o formazioni terroristiche come Al Qaeda. Una struttura organizzata \u00e8 necessaria per fronteggiare \u00abl\u2019ecosistema mediatico messo in campo dalla Russia\u00bb, ha spiegato&nbsp;<strong>Lilian Wahl-Tuco<\/strong>, del Dipartimento di Stato americano. \u00abLa questione dei cereali, per esempio, dimostra come Mosca sappia servirsi di vere e proprie bugie per costruire la propria autorappresentazione, esattamente come faceva l\u2019Unione Sovietica. Solo che oggi il panorama informativo permette di immettere disinformazione direttamente nel sistema nervoso di una comunit\u00e0 a una velocit\u00e0 mai vista prima\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Leggi anche<\/em>:&nbsp;<a href=\"https:\/\/zetaluiss.it\/2022\/06\/24\/russia-grano-crisi-guerra-ucraina-disinformazione\/\">\u00abColpa dell\u2019Occidente\u00bb i dati manipolati sulla crisi del grano<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Per la&nbsp;<strong>Lituania<\/strong>&nbsp;ha parlato da remoto&nbsp;<strong>Akvil\u0117 Katilien\u0117<\/strong>, capo dell\u2019analisi per il sito&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.debunkeu.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">DebunkEU.org<\/a>&nbsp;che si occupa di disinformazione e misinformazione nelle regioni baltiche. \u00abLa Russia cerca di distogliere lo sguardo dagli eventi in Ucraina tramite social media e gruppi Facebook\u00bb. Una diapositiva della presentazione era dedicata all\u2019aspetto economico: il Cremlino sborsa oltre 1,3 miliardi per diffondere notizie false, quindi gli sforzi dell\u2019Unione Europea sono ridimensionati perch\u00e9 \u00e8 arduo controbilanciare quella spesa.<\/p>\n\n\n\n<p>Prendendo spunto dal dibattito sull\u2019Ucraina, l\u2019<strong>ambasciatore israelian<\/strong>o in Italia,&nbsp;<strong>Dror Eydar<\/strong>, ha spostato invece l\u2019attenzione su un\u2019altra tematica delicata e controversa dello scenario internazionale relativa alla gestione dei profughi palestinesi. L\u2019ambasciatore ha voluto difendere la posizione del proprio Paese affermando che le narrazioni sui media occidentali tendono a definire Israele come una potenza imperialistica, ma ha tenuto a ribadire che anche il proprio governo ha condannato l\u2019invasione russa dell\u2019Ucraina e accolto migliaia di profughi ebrei in fuga dal conflitto.<\/p>\n\n\n\n<p>Dal&nbsp;<strong>Canada<\/strong>&nbsp;si \u00e8 collegato il dottor&nbsp;<strong>Aengus Bridgman<\/strong>&nbsp;dell\u2019osservatorio dell\u2019ecosistema dei media della McGill University e ha raccontato la disinformazione nel suo paese, analizzando il caso delle elezioni federali del 2021. \u00abDobbiamo conoscere l\u2019impatto della disinformazione per vedere se e come sta cambiando le opinioni delle persone e quindi capire come affrontarla correttamente\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/zetaluiss.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Aengus-Bridgman--1024x556.jpg\" alt=\"disinformazione \" class=\"wp-image-187683\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>A seguire, \u00e8 salita sul podio&nbsp;<strong>Luiza Pufu<\/strong>, consigliere diplomatico dell\u2019<strong>Ambasciata di Romania<\/strong>&nbsp;in Italia. Ha elencato le cinque narrazioni false pi\u00f9 diffuse sul suo Paese e si \u00e8 soffermata su un messaggio che era circolato secondo cui i rumeni erano obbligati ad arruolarsi. Il ministro della Difesa fu costretto a emanare un comunicato per chiarire che, secondo la legge, la leva obbligatoria entrava in vigore solo in stato di guerra, di mobilitazione o di assedio. La notizia si era perfino diffusa anche tra i cittadini all\u2019estero che pensavano di dover tornare in patria per arruolarsi.<\/p>\n\n\n\n<p>Terminato il blocco dedicato alle ambasciate internazionali, l\u2019evento \u00e8 proseguito con un focus sulla disinformazione in Italia. Sono intervenuti i partner di&nbsp;<strong>IDMO<\/strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Dante Brandi<\/strong>, capo dell\u2019unit\u00e0 di coordinamento della comunicazione del Ministero degli affari esteri italiano.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019intervento finale \u00e8 stato di\u00a0<strong>Irene Pasquetto<\/strong>, che ha presentato la ricerca\u00a0<em>Come individuare e contrastare le operazioni di disinformazione in Italia<\/em>. Ha raccontato che le\u00a0<strong>notizie false vengono diffuse da influencer<\/strong>\u00a0che le raccontano ai loro seguaci: \u00abLa disinformazione non va dall\u2019alto in basso, \u00e8 un processo partecipativo dove il pubblico contribuisce alla creazione di disinformazione\u00bb. Non bisogna solo contrastare le figure principali che diffondono le notizie false, ma anche i follower che le rilanciano: \u00ab\u00e8 questa la vera sfida\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Articolo di Leonardo Aresi, Silvano D&#8217;Angelo e Ludovica Esposito, giornalisti praticanti del <a href=\"http:\/\/zetaluiss.it\" target=\"_blank\" aria-label=\"undefined (apri in una nuova scheda)\" rel=\"noreferrer noopener\">Master in Giornalismo e Comunicazione multimediale<\/a> della Luiss Guido Carli<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alla Luiss diplomatici e giornalisti sono intervenuti sul tema della lotta alla disinformazione in stretta connessione con la crisi ucraina, ma non solo<\/p>\n","protected":false},"author":132,"featured_media":181791,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[2574],"tags":[2768,1418,3231,4600],"class_list":["post-181792","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-eventi","tag-covid-19","tag-disinformazione","tag-guerra","tag-ucraina"],"acf":{"share_this_post_to_edmo_website":false,"type_of_post":false,"options_for_news_post":{"":""},"options_for_event_post":{"event_start_date":null,"event_end_date":null,"event_location":"","event_programme":""},"options_for_report_post":{"post_author":"","report_type":false,"report_pdf_link":""},"options_for_investigation_post":{"post_author":""},"affiliation":false},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.idmo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/181792","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.idmo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.idmo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.idmo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/132"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.idmo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=181792"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.idmo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/181792\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.idmo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/181791"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.idmo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=181792"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.idmo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=181792"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.idmo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=181792"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}