{"id":181512,"date":"2022-05-03T11:17:27","date_gmt":"2022-05-03T09:17:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.idmo.it\/?p=181512"},"modified":"2023-02-15T17:07:07","modified_gmt":"2023-02-15T16:07:07","slug":"profughi-ucraini-disinformazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.idmo.it\/en\/2022\/05\/03\/profughi-ucraini-disinformazione\/","title":{"rendered":"I profughi Ucraini tra disinformazione e luoghi comuni"},"content":{"rendered":"\n<p>\u00ab5.317.219&nbsp;<a aria-label=\"undefined (apri in una nuova scheda)\" href=\"https:\/\/www.idmo.it\/2022\/04\/06\/ukrainian-refugees-disinformation\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">rifugiati<\/a> ucraini hanno attraversato i paesi vicini in cerca di sicurezza dal 24 febbraio\u00bb. Non \u00e8 disinformazione, \u00e8 il banner che l\u2019UNHCR, l\u2019agenzia Onu per i rifugiati, mantiene aggiornato sul proprio sito sin dall\u2019inizio dell\u2019invasione russa. A questi si aggiungono, secondo un report dell\u2019Organizzazione Mondiale per le Migrazioni, almeno 7,7 milioni di sfollati interni all\u2019Ucraina e oltre 13 milioni di persone bloccate nelle aree del conflitto. Si tratta di una massa di profughi senza precedenti per cui l\u2019Unione Europea ha messo in campo per la prima volta la normativa sulla protezione temporanea, nata proprio per far fronte a un accesso massiccio di profughi ai confini dell\u2019Unione. In una situazione di emergenza di queste proporzioni la diffusione di disinformazione sull\u2019argomento, sia essa frutto di confusione e pregiudizi o di un disegno strutturato, trova terreno fertile per diffondersi. \u00c8 dunque necessario fare chiarezza sul ruolo dell\u2019Italia nell\u2019emergenza profughi e sui numeri con cui ci troviamo a che fare.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>I numeri: quanti profughi sono arrivati in Italia e le risorse messe in campo<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Il primo punto da mettere in chiaro \u00e8 il numero di profughi che sono giunti nel nostro paese. Il conteggio ufficiale viene aggiornato quotidianamente sul sito del Ministero dell\u2019Interno: al 30 aprile si contano 104.577, di cui 54.111 donne, 13.426 uomini e 37.039 minori. Il numero degli ucraini giunti in Italia supera la popolazione dell\u2019intera citt\u00e0 di Ancona, ma siamo ben lontani dalle prime catastrofiche previsioni che parlavano di oltre un milione di rifugiati da redistribuire soltanto in Italia. Il Dipartimento della Protezione civile spiega inoltre che il numero dei migranti preso in considerazione dal Ministero riguarda gli ingressi in Italia, che comprendono sia chi si ferma nel nostro paese sia chi \u00e8 solo di transito. La tendenza pi\u00f9 significativa \u00e8 che alcune di queste persone hanno deciso di far ritorno in Ucraina nel momento in cui l\u2019offensiva russa sull\u2019ovest del Paese si \u00e8 allentata. E rientrare in patria quando ce ne saranno le condizioni \u00e8 l\u2019intenzione della gran parte dei profughi, una tendenza che di per s\u00e9 smentisce quella retorica dell\u2019invasione che in Italia, specie negli ambienti di destra, accompagna tutte le grandi ondate migratorie. Sono numerosi i tweet e i post che gi\u00e0 lamentano il fatto che l\u2019Italia dovr\u00e0 mantenere altre migliaia di \u201cbadanti e immigrati\u201d, non contando che se l\u2019integrazione per alcuni di questi potr\u00e0 essere una prospettiva, al momento siamo ancora in fase di piena emergenza umanitaria.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019altra grande questione da verificare \u00e8 se l\u2019Italia abbia le risorse per accogliere queste persone. Vediamo ancora una volta cosa dicono i numeri. Il governo ha stanziato per l\u2019accoglienza un totale di 428 milioni di euro, una cifra contenuta e che certamente andr\u00e0 incrementata, da finanziare mediante prelievi fiscali sugli extra profitti delle aziende che hanno beneficiato dell\u2019aumento dei costi dell\u2019energia. Niente scostamenti di bilancio dunque. Passando all\u2019aspetto organizzativo, il nostro paese si trova ad oggi a dover accogliere meno di 100.000 rifugiati. 16.500 posti sono quelli ricavati dall\u2019ampliamento della disponibilit\u00e0 nel sistema di accoglienza Cas (Centri di Accoglienza straordinaria) e Sai (Strutture di Accoglienza e Integrazione), le strutture per richiedenti asilo e protezione: dovrebbero essere attivati&nbsp;5.000 posti nei Cas e 3.000 nel sistema Sai, a cui si aggiungono 5.000 posti Sai gi\u00e0 finanziati per l\u2019emergenza afghana&nbsp;e una riserva di 3.530 posti riservati ai nuclei familiari. Il decreto legge 21\/2022 prevede di ospitare 15.000 persone tramite il meccanismo dell\u2019accoglienza diffusa nelle strutture messe a disposizione da comuni, associazioni e terzo settore, per le quali \u00e8 previsto un contributo di 33 euro per ogni ucraino. In tal senso la protezione civile ha ricevuto candidature per oltre 26.000 posti letto. Il governo \u00e8 poi disposto a finanziare 60.000 profughi che abbiano trovato autonoma sistemazione con un contributo di 300 euro al mese a persona e 150 per ogni figlio minorenne (per un massimo di 900 euro a famiglia). Quest\u2019ultimo provvedimento ha una durata massima di 90 giorni, passati quali saranno necessarie ulteriori misure, ed \u00e8 assegnato al rifugiato ucraino in prima persona, non alla famiglia italiana che eventualmente offra ospitalit\u00e0. Il totale supera di poco i 90.000 posti, il che dovrebbe essere appena sufficiente a far fronte alle necessit\u00e0 delle persone attualmente presenti in Italia. Ma come sempre il divario tra le disposizioni dei decreti e l\u2019attuazione non manca.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abAll\u2019inizio della guerra i posti disponibili nei Cas erano 7.000 e il primo decreto ne ha aggiunti 5.000, oltre a disporre la possibilit\u00e0 di utilizzare i residui della riserva di posti destinati agli afghani\u00bb, spiega Cesare Mariani dell\u2019associazione di volontariato Naga.&nbsp;\u00abMa \u00e8 proprio l\u2019esperienza Afghana insegnarci che tra le disposizioni e l\u2019effettiva attivazione dei posti possono passare anche sei mesi, senza contare che molte strutture erano gi\u00e0 sovraffollate prima della guerra\u00bb. La gran parte dei profughi \u00e8 stata accolta da parenti e amici della comunit\u00e0 ucraina gi\u00e0 presente in Italia (che conta circa 230.000 persone).&nbsp;\u00ab\u00c8 solo grazie a questo e alla grande solidariet\u00e0 dimostrata dalle strutture private che si \u00e8 evitata finora una situazione drammatica, ma in assenza di ulteriori provvedimenti lo diventer\u00e0 presto\u00bb. L\u2019associazione ha notizie di varie famiglie che vivono in appartamenti sovraffollati, fino a dieci persone in un bilocale, mentre il contributo di 300 euro a persona \u00e8 a malapena sufficiente per coprire le spese affrontate dalle famiglie ospitanti e non basta assolutamente per mettere i profughi in condizione di autosufficienza.&nbsp;Un contributo che per ora \u00e8 stato solo annunciato e per cui partiranno a breve le procedure per farne richiesta. Anche per questo alcuni hanno preferito tornare in Ucraina non appena \u00e8 stato possibile, piuttosto che rimanere in Italia in una situazione cos\u00ec precaria.<\/p>\n\n\n\n<p>Si pu\u00f2 concludere che con le attuali misure messe in campo l\u2019Italia ha le risorse per accogliere un numero di profughi non molto superiore a quelli attualmente presenti e solo per un periodo di tempo limitato. Se il conflitto dovesse prolungarsi e l\u2019emergenza umanitaria allungarsi occorreranno provvedimenti e stanziamenti pi\u00f9 consistenti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La disinformazione sui profughi ucraini: <strong>ci riportano il Covid-19?<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Una narrativa molto diffusa contro i profughi \u00e8 che, essendo la popolazione ucraina scarsamente vaccinata contro il Covid-19, ci sia il pericolo che riaccendano la pandemia proprio quando eravamo sul punto di uscirne. \u00c8 vero che il tasso di vaccinazione della popolazione ucraina al momento dell\u2019invasione non arrivava al 35%, ma i numeri ci dicono che i timori di un riacutizzarsi dell\u2019epidemia a causa dell\u2019arrivo dei profughi sono infondati. Da un lato, anche se per assurdo tutti gli ucraini accolti fossero stati positivi si tratterebbe di un numero di casi appena superiore a quelli registrati in Italia il solo 20 aprile (99.848). La realt\u00e0 \u00e8 comunque diversa, come conferma il dottor Paolo Parente, responsabile dell\u2019accoglienza sanitaria per l\u2019emergenza ucraina su tutto il territorio di Roma:&nbsp;\u00abTutti gli arrivi vengono sottoposti a tampone e il tasso di positivit\u00e0 che riscontriamo all\u2019arrivo \u00e8 intorno all\u20191%, mentre in Italia superiamo il 15%\u00bb. Per quanto riguarda i vaccini \u00abSu 9.000 persone accolte abbiamo registrato 1.200 vaccinazioni avvenute all\u2019estero e somministrato ulteriori 1.800 dosi\u00bb. Una percentuale del 20% che per\u00f2 \u00e8 destinata ad aumentare secondo il professor Parente: \u00abParliamo di persone che fuggono da una guerra e arrivano da 40 ore di viaggio, anche per questo rifiutano la vaccinazione immediata, ma poi magari tornano da noi o in altri hub appena capiscono che dovranno stare in Italia per parecchio tempo\u00bb. Il decreto emanato dal governo il 28 marzo prevede che l\u2019ingresso nei centri di accoglienza sia permesso solo a chi \u00e8 vaccinato o tamponato nelle precedenti 48 ore. Per il resto i profughi ucraini devono seguire le stesse norme di contrasto all\u2019epidemia previste per i cittadini italiani. Al momento dell\u2019arrivo vengono effettuati anche screening e vaccinazioni contro altre malattie come la tubercolosi, anche qui con una bassissima percentuale di diagnosi. \u00abNessun rischio epidemiologico all\u2019orizzonte\u00bb, conferma il professor Parente.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Un trattamento razzista nei confronti degli altri profughi?<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>L\u2019ultimo punto controverso \u00e8 il presunto diverso trattamento che l\u2019Europa e l\u2019Italia starebbero riservando ai profughi ucraini rispetto a quelli provenienti da altre zone di conflitto. Una narrativa che \u00e8 entrata anche nel dibattito politico italiano, quando il leader della Lega Matteo Salvini ha invitato ad accogliere i \u00abprofughi veri\u00bb provenienti dall\u2019Ucraina, e che \u00e8 stata ampiamente cavalcata dagli agenti di disinformazione russa attraverso la diffusione sui social di hashtag come #racisteu. Ma l\u2019Italia sta davvero trattando in maniera diversa i profughi ucraini? Innanzitutto va ribadito ancora una volta che si tratta di una situazione mai affrontata prima dall\u2019Europa, dato che il conflitto ucraino ha causato in due mesi oltre 5 milioni di profughi, quando quello siriano ne ha causati 5,6 ma in otto anni (Dati UNHCR). Proprio per questo \u00e8 stata attivata la normativa sulla protezione temporanea che offre un titolo di soggiorno che ha per\u00f2 la durata di un anno e pu\u00f2 essere prorogato fino a un massimo di tre. Il decreto attuativo varato dal governo Draghi specifica che la normativa si applica non solo ai cittadini ucraini, ma anche a stranieri e apolidi residenti in Ucraina con regolare permesso del soggiorno prima del 24 febbraio. Questa frase contiene il principale punto cieco del decreto Ucraina, in quanto rimangono fuori dalle tutele previste tutti coloro che erano fuggiti dall\u2019Ucraina nei giorni precedenti all\u2019invasione e gli stranieri irregolari in fuga dalla guerra. L\u2019unica opzione per questi soggetti \u00e8 di richiedere la normale protezione internazionale che per\u00f2 prevede passaggi burocratici molto pi\u00f9 lunghi e complessi.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Per quanto riguarda la disparit\u00e0 di trattamento rispetto a precedenti crisi umanitarie, pur se i numeri sono di proporzioni totalmente differenti, il report 2021 della Fondazione Migrantes evidenzia come, pur nel permanere di ritardi e difficolt\u00e0, si nota un aumento nel riconoscimento del diritto d\u2019asilo nel nostro paese. Fra gennaio e agosto 2021 sono state accolte il 40% delle richieste di protezione presentate contro il 21% del 2019 e il 25% del 2020, con un picco del 97,5 % nel caso della crisi afghana per cui l\u2019Italia si \u00e8 impegnata direttamente nell\u2019evacuazione di oltre 4.000 persone. Un aumento dovuto anche all\u2019approvazione della legge 130\/2020 sulla protezione speciale volta a tutelare tutte le persone che arrivano irregolarmente in Italia, ma non possono essere espulsi per motivi umanitari e costituzionali. Il report segnala comunque il permanere di lentezze burocratiche nelle procedure e fenomeni di ghettizzazione dopo la prima accoglienza, segno che sul lato dell\u2019integrazione siamo ancora lontani da una condizione ideale.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Articolo di Silvano D&#8217;Angelo, studente del\u00a0<a href=\"https:\/\/zetaluiss.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Master in Giornalismo<\/a>\u00a0e Comunicazione Multimediale dell\u2019Universit\u00e0 Luiss Guido Carli.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il numero di profughi in arrivo, le risorse stanziate per accoglierli e la paura di nuove ondate di Covid sotto la lente del fact checking<\/p>\n","protected":false},"author":132,"featured_media":181513,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[4808],"tags":[3261,1418,4639,1419,809,2186,217,4600,4613],"class_list":["post-181512","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-guerra-in-ucraina","tag-covid","tag-disinformazione","tag-fact-checking","tag-fake-news","tag-migranti","tag-putin","tag-russia","tag-ucraina","tag-zelensky"],"acf":{"share_this_post_to_edmo_website":false,"type_of_post":false,"options_for_news_post":{"":""},"options_for_event_post":{"event_start_date":null,"event_end_date":null,"event_location":"","event_programme":""},"options_for_report_post":{"post_author":"","report_type":false,"report_pdf_link":""},"options_for_investigation_post":{"post_author":""},"affiliation":false},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.idmo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/181512","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.idmo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.idmo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.idmo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/132"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.idmo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=181512"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.idmo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/181512\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":183020,"href":"https:\/\/www.idmo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/181512\/revisions\/183020"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.idmo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/181513"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.idmo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=181512"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.idmo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=181512"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.idmo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=181512"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}