{"id":181415,"date":"2022-04-12T10:28:35","date_gmt":"2022-04-12T08:28:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.idmo.it\/?p=181415"},"modified":"2022-04-12T15:17:55","modified_gmt":"2022-04-12T13:17:55","slug":"violenza-quotidiana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.idmo.it\/en\/2022\/04\/12\/violenza-quotidiana\/","title":{"rendered":"730 ore di violenza nella mostra di Domestic Data Streamers"},"content":{"rendered":"\n<p>\u00abSei un aggressore? Sei parte del sistema di aggressione? Sei una vittima? Sei entrambe le cose?&nbsp;<strong>Volevamo che ognuno si ponesse queste domande davanti alla violenza e, passeggiando per la mostra, nelle discussioni degli spettatori, si poteva sentire lo sconvolgimento di tante coscienze in cerca di risposte<\/strong>\u00bb. A parlare \u00e8 Pau Garcia, partner fondatore di&nbsp;<a href=\"https:\/\/domesticstreamers.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Domestic Data Streamers (DDS)<\/a>. L\u2019azienda si occupa di raccogliere dati da trasformare in opere d\u2019arte con lo scopo di innescare dibattiti su temi di rilevanza sociale. Questa idea ha ispirato&nbsp;<em><a href=\"https:\/\/730hours.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">730-hours of violence<\/a><\/em>, un\u2019esposizione che si \u00e8 svolta nella Mutuo Gallery di Barcellona dal 7 al 30 settembre 2021, per settecentotrenta ore.&nbsp;Il progetto \u00e8 uno dei vincitori del bando europeo&nbsp;<a href=\"https:\/\/mediafutures.eu\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Media Futures<\/a>&nbsp;che promuove idee e progetti artistici che esplorano i dati e le nuove <a href=\"https:\/\/www.idmo.it\/2022\/04\/11\/soft-evidence\/\" target=\"_blank\" aria-label=\"undefined (apri in una nuova scheda)\" rel=\"noreferrer noopener\">tecnologie<\/a>, mettendo in luce il loro impatto sugli individui e la collettivit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella galleria sono state collocate nove installazioni con cui il pubblico ha avuto modo di scoprire quanto la violenza sia presente in ogni momento, intorno e dentro di s\u00e9.&nbsp;\u00ab<strong>I dati sono il linguaggio, l\u2019arte \u00e8 il modo in cui coinvolgiamo, creiamo curiosit\u00e0 e voglia di capire.<\/strong>&nbsp;Tutti i nostri progetti nascono con una domanda a cui proviamo a rispondere in maniera collettiva perch\u00e9 crediamo che nel dibattito nascano nuove prospettive sul mondo\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Che aspetto ha la violenza? L\u2019interrogativo investe lo spettatore appena entrato nella mostra.<\/strong>&nbsp;L\u2019opera \u201cVisual definition of violence\u201d chiede al pubblico di selezionare un\u2019immagine di ci\u00f2 che meglio definisce la brutalit\u00e0: esplosioni, armi, litigi, religione, omicidio, ogni scelta viene stampata su un unico nastro che man mano si riempie delle immagini violente, che iniziano a sovrapporsi fino a creare un confuso e indistinto agglomerato.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/zetaluiss.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/visual-violence-png-1-1024x682.jpg\" alt=\"La nostra violenza quotidiana, siamo vittime e carnefici\" class=\"wp-image-186095\"\/><figcaption>courtesy Domestic Data Streamers<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Secondo Pau Garcia, \u00abper la maggior parte delle persone la violenza \u00e8 qualcosa di fisico e tangibile. Ma non \u00e8 questo il tipo pi\u00f9 pericoloso. C\u2019\u00e8 una violenza sistemica e pervasiva che non \u00e8 visibile, non si pu\u00f2 indicare, circoscrivere, colpire\u00bb.&nbsp;<strong>\u00c8 la \u201cslow violence\u201d, meglio esemplificata nei cosiddetti \u201cfatbergs\u201d, agglomerati solidi di rifiuti prodotti nel comfort delle nostre case.<\/strong>&nbsp;Il fatberg pi\u00f9 grande fu trovato a Londra, pesava 130 chilogrammi ed era largo 250 metri. I suoi componenti sono stati rintracciati dalle analisi chimiche e portati davanti agli occhi degli spettatori: barattoli di vetro disposti sulla parete, contenenti carta igienica, grasso rappreso, olio da cucina e altri residui.&nbsp;<strong>\u00abSono le tante piccole azioni di cui \u00e8 difficile individuare il responsabile, che si sedimentano in un unico atto violento contro l\u2019ambiente e la societ\u00e0\u00bb, commenta Garcia.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/zetaluiss.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/slow-violence-1024x682.jpg\" alt=\"La nostra violenza quotidiana, siamo vittime e carnefici\" class=\"wp-image-186096\"\/><figcaption>courtesy Domestic Data Streamers<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 poi un tipo di violenza che abbiamo sotto gli occhi ogni giorno: i discorsi di odio.&nbsp;<strong>\u201cNigga\u201d (negro), \u201cwhore\u201d (troia) e \u201cfaggot\u201d (frocio) sono le parole contenute nei tweet che il team di DDS ha scaricato per quattro mesi.&nbsp;<\/strong>\u00abQuegli insulti sono stati ripetuti un milione e seicentomila volte \u2013 riporta Garcia -. A ognuna di queste corrisponde un colpo del martello sul muro. Abbiamo ricreato il ritmo dell\u2019hate speech\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/zetaluiss.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/odio-682x1024.jpg\" alt=\"La nostra violenza quotidiana, siamo vittime e carnefici\" class=\"wp-image-186099\"\/><figcaption>courtesy Domestic Data Streamers<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>L\u2019aggressione si manifesta anche nello spazio adibito alla condivisione come quello pubblico in cui barriere di vetro dividono la societ\u00e0 per classe, estrazione sociale, possibilit\u00e0. \u00ab<strong>In questa opera (\u201cGlass frontiers\u201d) ci rendiamo conto di come le decisioni prese dalle istituzioni, spesso sulla base di dati, possano influenzare la vita dei singoli.<\/strong>&nbsp;C\u2019\u00e8 sempre bisogno di un soggetto responsabile, non ci si pu\u00f2 nascondere dietro a un algoritmo\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/zetaluiss.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/glass-1024x683.jpg\" alt=\"La nostra violenza quotidiana, siamo vittime e carnefici\" class=\"wp-image-186100\"\/><figcaption>courtesy Domestic Data Streamers<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Sono proprio gli algoritmi a essere messi al centro della riflessione in \u201cData violence\u201d.&nbsp;<strong>Non appena lo spettatore si avvicina alle videocamere di sorveglianza piantate sul muro, viene individuato e schedato da parte dell\u2019algoritmo in pochi secondi.&nbsp;<\/strong>In una societ\u00e0 in cui i computer svolgono per noi un numero sempre pi\u00f9 elevato di operazioni, occorre essere consapevoli degli obiettivi che si nascondono dietro i dati con cui interagiamo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/zetaluiss.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/data-violence-1024x682.jpg\" alt=\"La nostra violenza quotidiana, siamo vittime e carnefici\" class=\"wp-image-186097\"\/><figcaption>courtesy Domestic Data Streamers<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>In \u201cSelfie dysmorphia\u201d viene mostrato tutto il potere che gli algoritmi possono esercitare sulla nostra psiche, fino a distruggere l\u2019immagine stessa che abbiamo di noi, di continuo distorta, storpiata, violata, fino al momento in cui consideriamo estraneo il volto riflesso nello specchio. \u00abI meccanismi alla base dei social network sono concepiti per tenerci incollati allo schermo per il maggior tempo possibile\u00bb dice il fondatore di DDS, che sottolinea come \u00ab<strong>nessun algoritmo \u00e8 neutrale e non possiamo pretendere che lo sia perch\u00e9 \u00e8 creato dall\u2019uomo. Non esiste creazione umana che non sia influenzata da interessi, oltre che da pregiudizi culturali e bias cognitivi.&nbsp;<\/strong>Anche dietro la costruzione di una sedia ci sono dei valori che indicano come interagire con quella porzione di spazio\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/zetaluiss.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/selfie-1024x683.jpg\" alt=\"La nostra violenza quotidiana, siamo vittime e carnefici\" class=\"wp-image-186101\"\/><figcaption>courtesy Domestic Data Streamers<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>La forma, come anche il colore delle sedie, \u00e8 veicolo di un messaggio.&nbsp;<strong>L\u2019opera \u201cHostile architecture\u201d mostra diversi tipi di sedute che si possono trovare in citt\u00e0 e su cui, in realt\u00e0, \u00e8 impossibile accomodarsi<\/strong>: sono concepite per disincentivare persone senza fissa dimora a trovare ristoro, anche se per poche ore, nei luoghi in s\u00e9 destinati alla condivisione, ma in cui la loro presenza \u00e8 indesiderata. La visione della miseria attiva nell\u2019altro un ricordo della propria fragilit\u00e0, oltre a innescare un fastidioso senso di colpa, in grado di turbare la corsa verso l\u2019obiettivo della vita di ognuno: la felicit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/zetaluiss.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/sedie-682x1024.jpg\" alt=\"La nostra violenza quotidiana, siamo vittime e carnefici\" class=\"wp-image-186102\"\/><figcaption>courtesy Domestic Data Streamers<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>La forma di violenza finale, la pi\u00f9 subdola e silenziosa \u00e8 nascosta nella \u201chappycracy\u201d che si alimenta dell\u2019imperioso senso di insoddisfazione che stimola la frenesia accumulatrice tipica del capitalismo.&nbsp;<\/strong>\u00abIn \u201cHappy violence\u201d abbiamo invitato i visitatori a firmare un contratto con cui si impegnavano a essere felici\u00bb. La felicit\u00e0, nelle sue diverse declinazioni, \u00e8 l\u2019unica emozione accettabile e in una delle clausole si legge \u201cquando mi sentir\u00f2 triste eviter\u00f2 di socializzare cosicch\u00e9 le persone intorno a me non vengano influenzate dal mio cattivo umore\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/zetaluiss.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/happiness-682x1024.jpg\" alt=\"La nostra violenza quotidiana, siamo vittime e carnefici\" class=\"wp-image-186098\"\/><figcaption>courtesy Domestic Data Streamers<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>L\u2019indifferenza \u00e8 l\u2019ultima forma di violenza esplorata nelle 730 ore: un letto confortevole che ci accoglie, con calde coperte bianche con stampe rosse a comporre una frase:&nbsp;<strong>\u201ccirca 540 persone vengono sfrattate dalle loro case ogni mese a Barcellona\u201d<\/strong>. \u00abSono i dati emersi grazie alla collaborazione con attivisti e associazioni no profit. \u2013 dice Pau Garcia \u2013 . Si parla di 60 persone al giorno che perdono la casa. Quello che faranno i loro vicini di casa \u00e8, con ogni probabilit\u00e0, nulla\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/zetaluiss.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/730hoursofviolence_37-682x1024.jpg\" alt=\"La nostra violenza quotidiana, siamo vittime e carnefici\" class=\"wp-image-186103\"\/><figcaption>courtesy Domestic Data Streamers<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>Il senso di stordimento avvertito poco prima di addormentarsi \u00e8 lo stesso richiamato in quest\u2019ultima installazione, che si rif\u00e0 al concetto di \u201cstatistical numbing\u201d elaborato dallo psicologo statunitense Paul Slovic.&nbsp;<\/strong>\u00abOgni volta che siamo stati esposti a una grande quantit\u00e0 di violenza \u2013 continua Garcia \u2013&nbsp; i nostri sensi vengono anestetizzati, \u00e8 una cosa che appartiene al nostro cervello, \u00e8 un meccanismo che ci permette di sopravvivere. Sta accadendo anche ora, con la guerra in Ucraina. Dovr\u00e0 passare del tempo prima di recuperare la capacit\u00e0 di subire davvero l\u2019impatto delle immagini che stiamo vedendo. Non credo sia sbagliato guardare le atrocit\u00e0 del conflitto, ci consentono di capire meglio cosa sta accadendo.&nbsp;<strong>Quello che vediamo oggi non \u00e8 una novit\u00e0, abbiamo visto gi\u00e0 immagini atroci dell\u2019Olocausto, del genocidio in Rwanda, dei rifugiati siriani, dei corpi dei migranti riversi sulle spiagge.<\/strong>&nbsp;Come le altre volte, l\u2019orrore suscitato dai gesti brutali dell\u2019uomo torner\u00e0, forse insieme a una nuova consapevolezza di quanta violenza si nasconde anche dietro gesti quotidiani\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Articolo di Federica De Lillis, studentessa del&nbsp;<a href=\"https:\/\/zetaluiss.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Master in Giornalismo<\/a>&nbsp;e Comunicazione Multimediale dell\u2019Universit\u00e0 Luiss Guido Carli.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019Europa premia il progetto \u201c730 hours of violence\u201d che mostra la brutalit\u00e0 umana mettendo insieme arte e dati<\/p>\n","protected":false},"author":132,"featured_media":181433,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[4378],"tags":[2605,2758,4655,4659,1847],"class_list":["post-181415","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-blog","tag-arte","tag-dati","tag-media-futures","tag-tech","tag-violenza"],"acf":{"share_this_post_to_edmo_website":false,"type_of_post":false,"options_for_news_post":{"":""},"options_for_event_post":{"event_start_date":null,"event_end_date":null,"event_location":"","event_programme":""},"options_for_report_post":{"post_author":"","report_type":false,"report_pdf_link":""},"options_for_investigation_post":{"post_author":""},"affiliation":false},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.idmo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/181415","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.idmo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.idmo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.idmo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/132"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.idmo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=181415"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.idmo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/181415\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.idmo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/181433"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.idmo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=181415"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.idmo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=181415"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.idmo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=181415"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}