{"id":181380,"date":"2022-04-05T17:20:40","date_gmt":"2022-04-05T15:20:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.idmo.it\/?p=181380"},"modified":"2022-04-06T10:26:42","modified_gmt":"2022-04-06T08:26:42","slug":"international-fact-checking-day-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.idmo.it\/en\/2022\/04\/05\/international-fact-checking-day-2\/","title":{"rendered":"Il racconto dell&#8217;International Fact checking Day"},"content":{"rendered":"\n<p>La disinformazione esiste da quando esistono le notizie, ma l\u2019ondata di fake news e propaganda a cui siamo sottoposti oggi rende sempre pi\u00f9 necessario comprenderla e agire per contrastarla. \u00c8 il compito di IDMO, l\u2019Italian Digital Media Observatory, che il 4 aprile ha organizzato un convegno sul tema all&#8217;Universit\u00e0 Luiss Guido Carli in occasione dell&#8217;International Fact checking Day. All\u2019incontro hanno preso parte tutti i partner coinvolti nell\u2019Osservatorio (tra questi Tim, Rai, Gedi, T6 Ecosystem), ognuno dei quali ha affrontato il problema da un punto di vista particolare.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli attori che si trovano in prima linea contro la disinformazione sono le testate tradizionali che hanno il compito di certificare con la loro autorevolezza l\u2019affidabilit\u00e0 delle notizie che riportano.&nbsp;\u00abViviamo in un mondo con un eccesso di informazioni\u00bb, ha affermato il direttore di&nbsp;<em>HuffPost<\/em>&nbsp;Mattia Feltri, sollecitato dalle domande dei giornalisti praticanti del Master in Giornalismo e Comunicazione Multimediale della Luiss, \u00abma meglio un eccesso che un difetto come quello che hanno in Russia\u00bb. La diffusione di molteplici fonti e strumenti di informazione \u00e8 positiva, ma questo rende cruciale l\u2019opera di selezione e controllo delle notizie. Un controllo che per il direttore Feltri ognuno deve effettuare sui propri contenuti, mentre dedicandosi al debunking di tutte le notizie in circolazione \u00absi corre il rischio di ergersi a giudici del lavoro altrui\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"763\" src=\"https:\/\/www.idmo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/WhatsApp-Image-2022-04-05-at-16.55.38-1024x763.jpeg\" alt=\"International Fact checking Day\" class=\"wp-image-181384\" srcset=\"https:\/\/www.idmo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/WhatsApp-Image-2022-04-05-at-16.55.38-1024x763.jpeg 1024w, https:\/\/www.idmo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/WhatsApp-Image-2022-04-05-at-16.55.38-300x224.jpeg 300w, https:\/\/www.idmo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/WhatsApp-Image-2022-04-05-at-16.55.38-768x572.jpeg 768w, https:\/\/www.idmo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/WhatsApp-Image-2022-04-05-at-16.55.38-1536x1144.jpeg 1536w, https:\/\/www.idmo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/WhatsApp-Image-2022-04-05-at-16.55.38-24x18.jpeg 24w, https:\/\/www.idmo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/WhatsApp-Image-2022-04-05-at-16.55.38-36x27.jpeg 36w, https:\/\/www.idmo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/WhatsApp-Image-2022-04-05-at-16.55.38-48x36.jpeg 48w, https:\/\/www.idmo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/WhatsApp-Image-2022-04-05-at-16.55.38.jpeg 1600w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Il principale strumento di fact checking a disposizione dei giornalisti \u00e8 \u00abla loro professionalit\u00e0\u00bb, ha spiegato Edoardo Buffoni, direttore della redazione news di Radio Capital. Una frase che evidenzia il ruolo centrale che il fattore umano ancora ricopre nel lavoro giornalistico. Nella selezione delle fonti bisogna infatti cercare sempre di avere voci del campo, che abbiano meno condizionamenti nel riportare un fatto. Ci\u00f2 non evita del tutto gli errori che sono insiti nella scelta. \u00abIl giornalista sceglie in continuazione e per questo sbaglia pi\u00f9 degli altri\u00bb, ha aggiunto Agnese Pini, direttrice del quotidiano La Nazione, \u00abma le grandi testate possono ridurre questo margine di errore grazie al lavoro di squadra della redazione\u00bb. Una redazione che deve evolversi insieme agli strumenti tecnici, anche per contrastare la disinformazione. Proprio come ha fatto quella di&nbsp;<em>Repubblica<\/em>, rappresentata dal vice-direttore Francesco Bei, che ha un team di \u00abnativi digitali capaci di valutare rapidamente da dove provengano video e foto e determinare se siano state manipolati\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il debunking dei singoli fatti per\u00f2 non basta. Le fake news puntano sulle emozioni e costruiscono delle narrazioni complesse che intrappolano l\u2019utente. Per questo a chi fruisce l\u2019informazione vanno forniti gli strumenti \u00abper una lettura meno passiva dei fatti\u00bb, attraverso articoli in grado di spiegare il contesto storico e le ragioni profonde di un avvenimento. Una strategia particolarmente utile nella drammatica situazione che stiamo vivendo col conflitto in Ucraina. Malgrado si tratti di una guerra seguita per larghi tratti in tempo reale attraverso i social le drammatiche scoperte delle fosse comuni di Bucha ci dimostrano \u00abche la propaganda segue le stesse modalit\u00e0 dai tempi delle guerre puniche e per scoprire la verit\u00e0 su quanto sta accadendo servir\u00e0 tempo\u00bb, ha concluso la direttrice Pini.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il ruolo delle istituzioni e delle piattaforme<\/h2>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/www.idmo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/WhatsApp-Image-2022-04-04-at-14.36.58-1024x768.jpeg\" alt=\"International Fact checking Day\" class=\"wp-image-181381\" srcset=\"https:\/\/www.idmo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/WhatsApp-Image-2022-04-04-at-14.36.58-1024x768.jpeg 1024w, https:\/\/www.idmo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/WhatsApp-Image-2022-04-04-at-14.36.58-300x225.jpeg 300w, https:\/\/www.idmo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/WhatsApp-Image-2022-04-04-at-14.36.58-768x576.jpeg 768w, https:\/\/www.idmo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/WhatsApp-Image-2022-04-04-at-14.36.58-1536x1152.jpeg 1536w, https:\/\/www.idmo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/WhatsApp-Image-2022-04-04-at-14.36.58-24x18.jpeg 24w, https:\/\/www.idmo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/WhatsApp-Image-2022-04-04-at-14.36.58-36x27.jpeg 36w, https:\/\/www.idmo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/WhatsApp-Image-2022-04-04-at-14.36.58-48x36.jpeg 48w, https:\/\/www.idmo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/WhatsApp-Image-2022-04-04-at-14.36.58.jpeg 2048w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>La professionalit\u00e0 di chi fa informazione \u00e8 l\u2019elemento cardine anche secondo il senatore Giuseppe Moles, sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri con delega all\u2019Editoria e all\u2019Informazione.\u00a0\u00abGli sforzi dei giornalisti contro la disinformazione vanno sostenuti da campagne di sensibilizzazione istituzionale\u00bb, ha dichiarato il Senatore.\u00a0\u00abUn governo democratico non pu\u00f2 imporre norme che arrivino alla censura, per questo \u00e8 fondamentale la partecipazione di tutte le parti in causa\u00bb. Una raccomandazione ineludibile nel momento in cui gli strumenti tecnologici evolvono pi\u00f9 rapidamente di qualsiasi norma. In questo contesto\u00a0\u00abil primo strumento a disposizione degli utenti contro la disinformazione \u00e8 Google\u00bb, come ha affermato Diego Ciulli, capo della sezione Affari Governativi del colosso americano. La tecnologia mette a disposizione allo stesso tempo sia gli strumenti per creare notizie false in maniera sempre pi\u00f9 realistica, sia quelli per smascherare tali manipolazioni. Un motore di ricerca ha dunque l\u2019enorme responsabilit\u00e0 di ordinare i risultati che appaiono, badando di\u00a0\u00abgarantire il pluralismo, ma facendo in modo che i siti delle testate autorevoli non vengano considerati sullo stesso piano di blog amatoriali e siti di propaganda\u00bb. Una sfida resa pi\u00f9 ardua quando i disinformatori hanno a disposizione enormi quantit\u00e0 di fondi statali con l\u2019obiettivo di arrivare in cima ai risultati di Google.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le pillole contro la disinformazione della RAI<\/h2>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.idmo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/WhatsApp-Image-2022-04-04-at-16.31.40-768x1024.jpeg\" alt=\"International Fact checking Day\" class=\"wp-image-181382\" srcset=\"https:\/\/www.idmo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/WhatsApp-Image-2022-04-04-at-16.31.40-768x1024.jpeg 768w, https:\/\/www.idmo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/WhatsApp-Image-2022-04-04-at-16.31.40-225x300.jpeg 225w, https:\/\/www.idmo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/WhatsApp-Image-2022-04-04-at-16.31.40-1152x1536.jpeg 1152w, https:\/\/www.idmo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/WhatsApp-Image-2022-04-04-at-16.31.40-18x24.jpeg 18w, https:\/\/www.idmo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/WhatsApp-Image-2022-04-04-at-16.31.40-27x36.jpeg 27w, https:\/\/www.idmo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/WhatsApp-Image-2022-04-04-at-16.31.40-36x48.jpeg 36w, https:\/\/www.idmo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/WhatsApp-Image-2022-04-04-at-16.31.40.jpeg 1200w\" sizes=\"(max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>\u00abLo ha detto la televisione\u00bb. Fino a vent\u2019anni fa era il certificato di affidabilit\u00e0 di una notizia, ma con il moltiplicarsi delle fonti di informazione e la facilit\u00e0 di accesso garantita dalla rete nessun mezzo pu\u00f2 pi\u00f9 vantare un ruolo di riferimento. In questo contesto&nbsp;\u00abper il servizio pubblico combattere la disinformazione \u00e8 un dovere\u00bb, ha ricordato Caterina Stagno, responsabile del Nucleo Inclusione Digitale di RAI per il sociale. Lo strumento messo a punto sono le \u201cPillole contro la Disinformazione\u201d, una serie di brevi spot da mandare in onda su <a href=\"https:\/\/www.idmo.it\/2022\/04\/02\/pillole-contro-la-disinformazione\/\" target=\"_blank\" aria-label=\"undefined (apri in una nuova scheda)\" rel=\"noreferrer noopener\">Raiplay<\/a> e sul palinsesto televisivo con l\u2019obiettivo di far capire quanto la disinformazione sia capace di entrare nelle nostre vite quotidiane e fornire gli strumenti per riconoscerla e combatterla.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Uno sforzo a cui partecipa anche TIM con la propria Data Room, che studia attraverso i dati i meccanismi con cui le fake news diventano virali. Dalle ricerche effettuate \u00e8 emerso che i giovani sono molto pi\u00f9 proattivi nello smentire le notizie false, ma per raggiungere un pubblico pi\u00f9 ampio attraverso i social \u00e8 fondamentale stringere \u201cun\u2019alleanza\u201d con gli influencer pi\u00f9 seguiti per contrastare il rimbalzo della disinformazione, che spesso viene ricondivisa da pi\u00f9 account e con pi\u00f9 follower rispetto agli articoli fact checking. In questo campo quello che le aziende e i giornalisti devono fare \u00e8 educare il pubblico al dato, ha spiegato Mariano Tredicini,&nbsp;Social Platforms &amp; Analysis di <a href=\"https:\/\/www.idmo.it\/2022\/03\/09\/digital-media-tim\/\" target=\"_blank\" aria-label=\"undefined (apri in una nuova scheda)\" rel=\"noreferrer noopener\">TIM<\/a>, cercando di rendere pi\u00f9 facilmente fruibili dei concetti che la mente umana non digerisce volentieri. Questo anche attraverso una pi\u00f9 larga campagna di alfabetizzazione digitale.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">I Fact Checkers<\/h2>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"772\" src=\"https:\/\/www.idmo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/WhatsApp-Image-2022-04-05-at-17.10.50-1.jpeg\" alt=\"International Fact checking Day\" class=\"wp-image-181386\" srcset=\"https:\/\/www.idmo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/WhatsApp-Image-2022-04-05-at-17.10.50-1.jpeg 1024w, https:\/\/www.idmo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/WhatsApp-Image-2022-04-05-at-17.10.50-1-300x226.jpeg 300w, https:\/\/www.idmo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/WhatsApp-Image-2022-04-05-at-17.10.50-1-768x579.jpeg 768w, https:\/\/www.idmo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/WhatsApp-Image-2022-04-05-at-17.10.50-1-24x18.jpeg 24w, https:\/\/www.idmo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/WhatsApp-Image-2022-04-05-at-17.10.50-1-36x27.jpeg 36w, https:\/\/www.idmo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/WhatsApp-Image-2022-04-05-at-17.10.50-1-48x36.jpeg 48w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Se tutti dobbiamo partecipare alla lotta contro la disinformazione, \u00e8 per\u00f2 necessario che in prima linea ci siano dei professionisti che si dedichino quotidianamente all\u2019attivit\u00e0 di debunking. \u00c8 quello che cerca di fare Pagella Politica, nata nel 2012 sul modello del sito americano Politifact, che valuta la veridicit\u00e0 o meno delle affermazioni dei politici. La differenza fondamentale portata da questi siti specializzati \u00e8 stato il controllo ex post delle notizie gi\u00e0 pubblicate, diverso dal fact checking tradizionale che le redazioni operano sulle loro notizie prima di pubblicarle fin dagli inizi del Novecento.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abIl problema\u00bb, ha spiegato il direttore Giovanni Zagni, \u00e8 che, in maniera simile ai dati, anche nei confronti del fact checking va superata una resistenza psicologica&nbsp;\u00abche porta gli esseri umani a cercare solo le notizie che confermano le proprie convinzioni e a rifiutare quelle che le negano\u00bb. Il fact checking \u00e8 utile nel momento&nbsp;in cui si tratta di smentire singoli fatti, ma molto meno quando deve cambiare la mentalit\u00e0. Un passo in questo senso prova a farlo anche NewsGuard, un sito di fact checking che invece di esaminare le singole notizie valuta l\u2019affidabilit\u00e0 complessiva di un sito in base a nove criteri giornalistici: in primo luogo l\u2019affidabilit\u00e0 storica delle sue pubblicazioni, la trasparenza relativa ai propri finanziamenti e ai propri autori. Al termine della valutazione il sito riceve un punteggio da 0 e 100 e se supera la soglia di 60 viene ritenuto affidabile, cos\u00ec da dare agli utenti un criterio per scegliere dove informarsi, dissipando la confusione che i disinformatori puntano a creare.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">In prima linea contro la propaganda russa<\/h2>\n\n\n\n<p>Con l\u2019invasione russa dell\u2019Ucraina tutto il mondo si \u00e8 dunque accorto di cosa significhi avere a che fare con una macchina della disinformazione ben finanziata e organizzata, al punto che gli Ucraini che hanno parenti in Russia si sono visti contrappore alle loro testimonianze dal campo dei bombardamenti russi narrazioni che ricalcavano passo per passo la propaganda del Cremlino.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abQuando ci abbiamo iniziato a lavorare sembrava un problema oscuro e lontano e non si capivano le ragioni di concentrarsi su questo argomento\u00bb, ha ricordato Gianni Riotta, direttore del Master in Giornalismo e coordinatore dell\u2019Osservatorio. \u00abVa messo in chiaro che la disinformazione non \u00e8 libert\u00e0 di pensiero e che il fact checking non equivale alla censura\u00bb, ha detto aprendo l\u2019ultimo panel della giornata i cui ospiti sono ben consci dei pericoli posti dalla propaganda russa. Il primo a intervenire \u00e8 stato infatti l\u2019analista del Ministero della Difesa lituano\u00a0Kostantinas Reckovas, che si \u00e8 trovato in prima persona a contrastare le false informazioni diffuse nel suo Stato secondo cui la Lituania sarebbe stato una nazione fallita che doveva soltanto abbandonare la UE e la Nato e tornare con la Russia.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abL\u2019obiettivo del Cremlino \u00e8 quello di minare la fiducia tra gli alleati\u00bb, gli ha fatto eco&nbsp;Michal Gierasimiuk,&nbsp;membro del team di comunicazione strategica del Ministero della Difesa Polacco, ricordando come agenti russi fossero stati in grado di diffondere un falso documento con la firma di un generale polacco che incitava i suoi uomini ad attaccare \u00abgli occupanti americani\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Esempi di questo tipo dimostrano che \u00abnessun paese pu\u00f2 contrastare da solo una propaganda ben organizzata, perci\u00f2 l\u2019unica strada \u00e8 quella di un approccio multilaterale che coinvolga il maggior numero di stati\u00bb, ha affermato il maggiore dell\u2019esercito italiano Sonny Malospiriti. Ma questa collaborazione tra stati sarebbe inutile senza l\u2019elemento fondamentale sul quale tutti i partecipanti al panel concordano: la necessit\u00e0 di educare il singolo cittadino a reagire alla disinformazione. \u00c8 questo il punto centrale dei corsi di Maia Klaassen, docente di scienze sociali all\u2019universit\u00e0 di Tartu, in Estonia. L\u2019approccio della professoressa punta sulla pi\u00f9 alta diffusione possibile della Media Literacy e sul motivare il singolo ad andare oltre&nbsp;\u00ablo scrollare passivo\u00bb&nbsp;che porta a ignorare le bufale, perch\u00e9 anche il mancato contrasto contribuisce a diffondere la disinformazione. Occorre dunque sensibilizzare al tema non solo i giornalisti, ma anche il pubblico pi\u00f9 ampio per creare un ambiente in cui le fake news non riescano ad attecchire.&nbsp;\u00abSe perdiamo la lotta dell\u2019informazione oggi\u00bb, ha concluso il dottor Reckovas,&nbsp;\u00abpresto ci troveremo ad affrontare i carri armati nemici\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Articolo di Silvano D&#8217;Angelo studente del&nbsp;<a href=\"https:\/\/zetaluiss.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Master in Giornalismo<\/a>&nbsp;e Comunicazione Multimediale dell\u2019Universit\u00e0 Luiss Guido Carli.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In occasione dell\u2019International Fact Checking day i partner di IDMO discutono le strategie per rafforzare la cultura contro la disinformazione<\/p>\n","protected":false},"author":132,"featured_media":181381,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[2574],"tags":[1418,4637,225,4620,4645,1186,217,4622,4600],"class_list":["post-181380","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-eventi","tag-disinformazione","tag-factchecking","tag-luiss","tag-newsguard","tag-pagella-politica","tag-rai","tag-russia","tag-tim","tag-ucraina"],"acf":{"share_this_post_to_edmo_website":false,"type_of_post":false,"options_for_news_post":{"":""},"options_for_event_post":{"event_start_date":null,"event_end_date":null,"event_location":"","event_programme":""},"options_for_report_post":{"post_author":"","report_type":false,"report_pdf_link":""},"options_for_investigation_post":{"post_author":""},"affiliation":false},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.idmo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/181380","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.idmo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.idmo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.idmo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/132"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.idmo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=181380"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.idmo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/181380\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.idmo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/181381"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.idmo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=181380"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.idmo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=181380"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.idmo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=181380"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}