{"id":181283,"date":"2022-03-22T14:06:56","date_gmt":"2022-03-22T13:06:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.idmo.it\/?p=181283"},"modified":"2024-04-18T12:04:01","modified_gmt":"2024-04-18T10:04:01","slug":"troll-russi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.idmo.it\/en\/2022\/03\/22\/troll-russi\/","title":{"rendered":"I troll russi riciclati: dall\u2019elezioni americane del 2016 alla guerra in Ucraina"},"content":{"rendered":"\n<p>Nel 2017, all\u2019indomani delle elezioni presidenziali degli Stati Uniti, Twitter ha consegnato allo US Intelligence Committee, un ramo del congresso americano, una lista di&nbsp;account&nbsp;che disseminavano disinformazione. La piattaforma social riteneva che dietro questi falsi utenti si celasse l\u2019<strong>IRA<\/strong>, l\u2019internet Research Agency, un\u2019agenzia russa&nbsp;istituita&nbsp;per la creazione di profili falsi (troll), che volevano influenzare le elezioni statunitensi. La ricerca su questi&nbsp;troll, \u201c<a href=\"https:\/\/www.rollingstone.com\/politics\/politics-features\/russia-troll-2020-election-interference-twitter-916482\/\">tra le cause della vittoria di Donald Trump alle elezioni del 2016\u201d<\/a>, \u00e8 stata affidata ai professori <strong>Darren Linvill<\/strong>&nbsp;e <strong>Patrick Warren<\/strong>&nbsp;della Clemson University.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cTwitter era risalito solo agli&nbsp;account&nbsp;senza condividere i loro dati. Con alcuni strumenti che abbiamo alla&nbsp;<a href=\"https:\/\/tigerprints.clemson.edu\/cgi\/viewcontent.cgi?article=1018&amp;context=communication_pubs\"><strong>Clemson Media Forensics Hub<\/strong><\/a>, siamo riusciti ad accedervi e a risalire a milioni di tweet condivisi da questi&nbsp;profili fake. Nel 2020 abbiamo capito come per questi profili non fosse importante minacciare l\u2019Occidente, bens\u00ec tenere sotto controllo l\u2019opinione pubblica russa\u201d ha raccontato il professor Linvill.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Le modalit\u00e0 con cui questi account interagiscono varia da piattaforma a piattaforma. \u201cTik Tok \u00e8 pi\u00f9 appropriato per messaggi di natura militare essendo video centrico. Instagram si connota pi\u00f9 per l\u2019immagine e quindi il pathos. Su Twitter, invece, puntano sull\u2019autoironia\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Linvill e Warren hanno iniziato a collaborare con&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.propublica.org\/article\/infamous-russian-troll-farm-appears-to-be-source-of-anti-ukraine-propaganda\">Pro Publica<\/a>,&nbsp;testata di giornalismo investigativo statunitense,&nbsp;per la quale hanno scritto&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.propublica.org\/article\/in-the-ukraine-conflict-fake-fact-checks-are-being-used-to-spread-disinformation\">due articoli<\/a>&nbsp;che evidenziano il legame tra gli agenti di disinformazione durante questa guerra e quelli del 2016. In un altro reportage hanno invece evidenziato come il <a href=\"https:\/\/www.idmo.it\/2022\/03\/17\/biolabs-in-ucraina\/\" target=\"_blank\" aria-label=\"undefined (apri in una nuova scheda)\" rel=\"noreferrer noopener\">Cremlino<\/a> abbia creato una task force di finti fact-checkers per smentire la disinformazione ucraina. Tuttavia, \u201c\u00e8 impossibile sapere se i video debunkati dal falso fact-checking russo siano veramente circolati sui media ucraini\u201d. L\u2019obbiettivo \u00e8 quello di instillare dubbi negli utenti di lingua russa mostrando, per esempio, video di veicoli militari distrutti o di presunti attacchi aerei.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Nella guerra d\u2019informazione \u201ci social network rappresentano per Putin solo un altro strumento da inserire nella cassetta degli attrezzi che serve per mantenere il potere. La disinformazione sulle piattaforme online \u00e8 economica ed efficace\u201d prosegue Linvill.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Centrale nel lavoro che il Clemson Media Forensics Hub sta portando avanti \u00e8 riuscire a capire quali&nbsp;atteggiamenti&nbsp;mostrano questi falsi utenti. \u201cTra i&nbsp;comportamenti&nbsp;di questi troll ci sono anche atteggiamenti fatti per accattivare e blandire l\u2019opinione pubblica. Uno di questi account, ad esempio, dopo lo scoppio della guerra ha iniziato a postare foto di una tipica festivit\u00e0 sovietica nella quale si cucinano pancake per un\u2019intera settimana. Cos\u00ec si acquisiscono follower e credibilit\u00e0\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Di recente, inoltre, si \u00e8 visto come l\u2019attenzione di questi profili fake non sia monolitica ma si evolva con il passare del tempo. Come in Italia, quando i gruppi si spostano dalla propaganda no-vax alle proteste contro le restrizioni e fino alla guerra, anche i troll russi seguono l\u2019attualit\u00e0. \u201cI troll devono essere \u2018<em>topical,&nbsp;<\/em>ovvero strettamente connessi all\u2019attualit\u00e0.<em>&nbsp;<\/em>Questo per aumentare il numero di follower ma anche per mantenere una futura influenza su chi li segue\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><em>Articolo di Leonardo Pini, studente del&nbsp;<a href=\"https:\/\/zetaluiss.it\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Master in Giornalismo<\/a>&nbsp;e Comunicazione Multimediale dell\u2019Universit\u00e0 Luiss Guido Carli.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel 2017, all\u2019indomani delle elezioni presidenziali, Twitter ha consegnato allo US Intelligence Committee, un ramo del congresso americano, una lista di account che disseminavano disinformazione. Intervista al professore Darren Linvill<\/p>\n","protected":false},"author":132,"featured_media":186792,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[4808],"tags":[1418,1419,3231,2186,217,4635,4600,4613],"class_list":["post-181283","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-guerra-in-ucraina","tag-disinformazione","tag-fake-news","tag-guerra","tag-putin","tag-russia","tag-troll","tag-ucraina","tag-zelensky"],"acf":{"share_this_post_to_edmo_website":false,"type_of_post":false,"options_for_news_post":{"":""},"options_for_event_post":{"event_start_date":null,"event_end_date":null,"event_location":"","event_programme":""},"options_for_report_post":{"post_author":"","report_type":false,"report_pdf_link":""},"options_for_investigation_post":{"post_author":""},"affiliation":false},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.idmo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/181283","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.idmo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.idmo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.idmo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/132"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.idmo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=181283"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.idmo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/181283\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":183035,"href":"https:\/\/www.idmo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/181283\/revisions\/183035"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.idmo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/186792"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.idmo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=181283"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.idmo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=181283"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.idmo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=181283"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}