{"id":181213,"date":"2022-03-14T16:38:09","date_gmt":"2022-03-14T15:38:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.idmo.it\/?p=181213"},"modified":"2022-11-24T10:32:04","modified_gmt":"2022-11-24T09:32:04","slug":"russia-sanzioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.idmo.it\/en\/2022\/03\/14\/russia-sanzioni\/","title":{"rendered":"Tutte le sanzioni contro Mosca e le aziende che hanno lasciato la Russia"},"content":{"rendered":"\n<p>\u00abColpiremo la capacit\u00e0 della Russia di finanziare la guerra\u00bb. \u00c8 la dichiarazione d\u2019intenti con cui&nbsp;<strong>Ursula Von der Leyen<\/strong>, presidente della Commissione europea, ha annunciato il 24 febbraio il varo delle prime sanzioni come risposta occidentale all\u2019invasione dell\u2019<strong>Ucraina<\/strong>. Le misure sono state prese d\u2019accordo con i paesi del G7 e mirano all\u2019isolamento economico della&nbsp;<strong>Russia<\/strong>&nbsp;cos\u00ec da rendere insostenibile la campagna militare.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Le sanzioni sortiranno effetti nel medio-lungo periodo. Nel frattempo, la Russia continua a bombardare l\u2019Ucraina, ma, come ha dichiarato il presidente americano&nbsp;<strong>Joe Biden<\/strong>, queste misure sono l\u2019unico modo per reagire con forza evitando il coinvolgimento militare della&nbsp;<strong>Nato<\/strong>.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Molte grandi aziende, spinte da queste decisioni o per scelta autonoma, hanno deciso di chiudere o limitare le proprie attivit\u00e0 in Russia. Il rovescio della medaglia \u00e8 rappresentato dalle contro sanzioni che il governo di&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.idmo.it\/2022\/02\/28\/la-mappa-della-disinformazione-sullucraina\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Putin<\/a>&nbsp;ha cominciato a mettere in campo: il blocco dell\u2019export di alcune materie prime, la nazionalizzazione degli impianti chiusi dalle aziende occidentali e presto potrebbe arrivare l\u2019interruzione delle forniture di gas all\u2019Europa.&nbsp;&nbsp;Di seguito un riassunto delle pi\u00f9 importanti decisioni prese dai governi e dalle grandi compagnie occidentali.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>SANZIONI ISTITUZIONALI<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019<strong>Unione Europa<\/strong>, d\u2019accordo con i paesi del G7 ha optato per le seguenti misure:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>restrizioni all\u2019accesso ai servizi e ai mercati finanziari e dei capitali dell\u2019UE per aziende e imprenditori russi;<\/li><li>divieto di effettuare operazioni con la Banca Centrale Russa, compresa la ricontrattazione dei Titoli di Stato, una misura drastica la cui efficacia su Mosca potrebbe tardare a farsi sentire, dal momento che il debito pubblico del paese all\u2019inizio della guerra si attestava a non pi\u00f9 del 20% del PIL. Sono stati poi congelati tutti gli asset delle banche russe sul territorio comunitario;&nbsp;<\/li><li>chiusura dello spazio aereo e divieto accesso agli aeroporti dell\u2019UE per velivoli russi di ogni tipo;<\/li><li>interruzione delle attivit\u00e0 di radiodiffusione per le testate Russia Today, Sputnik News, Rossiya RTR\/RTR Planeta,&nbsp;Rossiya 24 \/ Russia 24&nbsp;e&nbsp;TV Centre International sul territorio dell\u2019UE fino al termine dell\u2019aggressione nei confronti dell\u2019Ucraina e finch\u00e9 non smetteranno di diffondere disinformazione e notizie manipolate riguardanti l\u2019Unione e i suoi Stati membri;<\/li><li>Divieto di nuovi investimenti europei nel settore energetico russo;<\/li><li>Divieto di importazione di beni chiave del settore siderurgico dalla Russia;&nbsp;<\/li><li>restrizioni all\u2019esportazione di tecnologie di navigazione marittima e di radiocomunicazione verso la Russia;<\/li><li>blocco delle esportazioni dei beni di lusso;<\/li><li>sospensione della Russia dalla Banca Mondiale e dal Fondo Monetario Internazionale;<\/li><li>revoca delle condizioni di \u201cnazione pi\u00f9 favorita\u201d all\u2019interno dell\u2019Organizzazione Mondiale del Commercio;<\/li><li>blocco dell\u2019accesso a&nbsp;<strong>SWIFT<\/strong>, il sistema internazionale di pagamento, per dieci banche russe;<\/li><li>blocco delle importazioni di carbone dalla Russia a partire da agosto;<\/li><li>divieto di accesso ai porti UE per le imbarcazioni battenti bandiera russa, con eccezioni per trasporti relativi a energie, alimentari e aiuti umanitari;<\/li><li>chiusura dei trasporti via terra da Russia e Bielorussia, ad eccezioni di beni alimentari e farmaceutici<\/li><li>divieto di esportazione di computer quantistici, semiconduttori e altri prodotti hi-tech;<\/li><li>divieto di importazione di legname, cemento, fertilizzanti, frutti di mare e superalcolici;<\/li><li>divieto di partecipazione ai bandi pubblici nei paesi comunitari per le compagnie russe;<\/li><li>proibiti qualsiasi tipo di finanziamento agli enti pubblici russi;<\/li><li>divieto di depositi e transazioni di criptovalute tra Russia e UE;<\/li><li>divieto di vendita di banconote denominate in euro e in ogni valuta dei paesi membri alla Russia;<\/li><li>divieto di acquisto e importazione di oro e gioielli di origine russa.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>Le dieci banche colpite dal blocco del sistema SWIFT sono:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li><strong>Sberbank:&nbsp;<\/strong>il pi\u00f9 importante istituto di credito russo, che gi\u00e0 prima di essere inserito nella lista si era ritirato autonomamente da mercato europeo;<\/li><li><strong>Vtb Bank:<\/strong>&nbsp;la seconda pi\u00f9 grande di Russia, di cui il governo russo possiede il 60,9% del capitale;<\/li><li><strong>Bank Rossiya:<\/strong>&nbsp;associata al regime di Putin e coinvolta nello scandalo dei Pandora Papers;<\/li><li><strong>Bank Otkritie:<\/strong>&nbsp;una delle pi\u00f9 grandi banche commerciali a servizio del Governo russo.&nbsp;La propriet\u00e0 \u00e8 al 99,9% della Central Bank of Russia;<\/li><li><strong>Novikombank:<\/strong>&nbsp;di propriet\u00e0 di una holding statale \u00e8 specializzata nel finanziamento delle imprese nel settore dei macchinari pesanti, automobilistico, high-tech, petrolio e gas;<\/li><li><strong>Promsvyazbank:<\/strong>&nbsp;statale, \u00e8 la decima per patrimonio tra gli istituti russi;<\/li><li><strong>Sovcombank:<\/strong>&nbsp;privata, \u00e8 al 9\u00b0 posto tra le banche russe per attivit\u00e0;<\/li><li><strong>Veb.rf:<\/strong>&nbsp;una delle pi\u00f9 grandi societ\u00e0 di investimento e principale istituto di sviluppo in Russia.&nbsp;Il presidente \u00e8 Igor Shuvalov, ex vice primo ministro.<\/li><li><strong>Credit Bank of Moscow<\/strong><\/li><li><strong>Russian Agricultural Bank<\/strong><\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>Per quattro di queste, tra cui VTB, sono state bloccate tutte le transazioni.&nbsp;<strong>Sberbank<\/strong>,&nbsp;<strong>Credit Bank of Moscow&nbsp;<\/strong>e<strong>&nbsp;Russian Agricultural Bank&nbsp;<\/strong>sono state inserite nella lista soltanto con<strong>&nbsp;<\/strong>il<strong>&nbsp;sesto pacchetto&nbsp;<\/strong>di sanzioni<strong>&nbsp;<\/strong>varato dalla Commissione il 3 giugno. Sanzionata anche Alfa Bank, di propriet\u00e0 dell\u2019oligarca Mikhail Freidman. Ancora esclusa&nbsp;<strong>Gazprombank<\/strong>, la banca utilizzata per pagare il gas russo che fluisce dal gasdotto Nord Stream 1. Il governo tedesco di Olaf Scholz ha per\u00f2 deciso di bloccare le procedure per la costruzione del Nord Stream 2. .&nbsp;Il Presidente USA Joe Biden ha invece vietato con un ordine esecutivo ogni tipo di investimento in Russia.<\/p>\n\n\n\n<p>Il 9 marzo ulteriori sanzioni sono state varate anche nei confronti della&nbsp;<strong>Bielorussia<\/strong>:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>blocco dell\u2019accesso a&nbsp;<strong>SWIFT<\/strong>&nbsp;per tre banche bielorusse,&nbsp;Belagroprombank, Bank Dabrabyt e la Banca per lo sviluppo della Bielorussia; dal 3 giugno \u00e8 inclusa anche la Banca Bielorussa per lo Sviluppo e la ricostruzione;<\/li><li>divieto di effettuare operazioni con la Banca centrale della Bielorussia;<\/li><li>limiti ai flussi finanziari dalla Bielorussia verso l\u2019UE;<\/li><li>divieto di fornire banconote in euro alla Bielorussia.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>\u00c8 previsto inoltre il blocco delle esportazioni per i seguenti tipi di merce:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>beni che potrebbero contribuire al potenziamento militare e tecnologico della Russia;<\/li><li>beni e tecnologie che potrebbero avere applicazione militare, come prodotti chimici o laser.<\/li><li>beni e tecnologie per la raffinazione del petrolio&nbsp;<\/li><li>beni e tecnologie per i settori dell\u2019aviazione o dell\u2019industria spaziale elencati (salvo alcune deroghe).&nbsp;<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>Queste misure si aggiungono a quelle gi\u00e0 messe in atto dopo l\u2019<strong>invasione della Crimea<\/strong>&nbsp;del 2014.<\/p>\n\n\n\n<p>Il 5 ottobre il Consiglio europeo ha raggiunto l&#8217;accordo per l&#8217;ottavo pacchetto di sanzioni in risposta agli pseudoreferendum con cui Putin ha annesso le zone occupate dell&#8217;Ucraina. Tra le nuove misure sono inclusi il tetto al prezzo del petrolio russo e il divieto alle compagnie di navigazione europee di fornire i propri servizi ai carichi di greggio diretti verso il resto del mondo da vendere a un prezzo superiore al massimo stabilito dal G7, oltre a nuove limitazioni al commercio di acciaio, legno, plastica, carta e sostanze chimiche. Stop anche al commercio di diamanti con Mosca e di tutte quelle componenti meccaniche e servizi informatici che possano aiutare l&#8217;industria bellica russa.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>ENERGIA<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il settore dell&#8217;energia \u00e8 quello in cui l&#8217;Europa \u00e8 di gran lunga pi\u00f9 dipendente nei confronti della Russia e dunque quello su cui \u00e8 pi\u00f9 difficile imporre sanzioni. Prima del price cap sul petrolio Putin incassava dall&#8217;Europa oltre 800 milioni di euro al giorno per petrolio e gas, somma che rende pi\u00f9 facile finanziare l&#8217;invasione. Dall&#8217;altro lato l&#8217;Europa importava dalla Russia il 25 per cento del greggio e il 45 per cento del gas e uno stop improvviso sarebbe stato economicamente insostenibile. Non mancano per\u00f2 i primi passi in questo senso.&nbsp;<br>Polonia, Regno Unito e Stati Uniti hanno annunciato l\u2019intenzione di interrompere l\u2019importazione di petrolio e gas russi entro l\u2019anno. Nel Regno Unito sar\u00e0 bloccata anche l\u2019importazione di carbone. L\u2019UE ha dichiarato che entro il 2023 cercher\u00e0 di ridurre di due terzi la dipendenza energetica da Mosca, per eliminarla del tutto entro il 2027.&nbsp;<br>IL 3 giugno l&#8217;Unione \u00e8 riuscita a raggiungere un&#8217;intesa per il blocco graduale delle importazioni di petrolio da Mosca. Entro la fine del 2022 \u00e8 previsto lo stop alle importazioni di greggio che arriva attualmente via nave, con deroghe all&#8217;anno prossimo per Croazia e Bulgaria, che si trovano in una situazione di maggiore dipendenza. Tempi pi\u00f9 lunghi anche per l&#8217;interruzione delle forniture che passano per il cosiddetto Oleodotto dell&#8217;Amicizia, attraverso cui il greggio russo arriva in Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia, i tre paesi che hanno bloccato per oltre un mese il sesto pacchetto proprio al fine di ottenere questo risultato.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Leggi anche<\/em>:&nbsp;<a href=\"https:\/\/zetaluiss.it\/2022\/03\/31\/ecocidio-russo-ucraina\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Le conseguenze dell\u2019ecocidio russo<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Per la lista completa delle sanzioni:&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.consilium.europa.eu\/it\/policies\/sanctions\/restrictive-measures-ukraine-crisis\/\">https:\/\/www.consilium.europa.eu\/it\/policies\/sanctions\/restrictive-measures-ukraine-crisis\/<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><strong>OLIGARCHI<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Le misure economiche puntano anche a colpire le personalit\u00e0 pi\u00f9 vicine a Putin: gli&nbsp;<strong>oligarchi russi<\/strong>.&nbsp;<br>In totale, si parla di 108 entit\u00e0 e 1212 individui, di cui 26 \u201csuper ricchi\u201d. Alle persone coinvolte sono stati sequestrati beni e conti nei paesi che hanno approvato le sanzioni e in alcuni casi \u00e8 previsto anche il ritiro dei visti. Tra gli enti sanzionati rientrano anche \u00absociet\u00e0 operanti settore militare&nbsp;o nella&nbsp;cantieristica navale o coinvolte nel furto di cereali ucraini, nonch\u00e9 numerose entit\u00e0 che hanno&nbsp;diffuso propaganda pro-Cremlino e anti-Ucraina\u00bb.&nbsp;<br>Nel&nbsp;<strong>Regno Unito<\/strong>&nbsp;\u00e8 stato posto un limite ai depositi che i cittadini russi possono effettuare sui conti britannici, oltre a diverse misure ad personam. Il G7 ha varato anche una stretta sui cosiddetti passaporti d\u2019oro nei confronti degli oligarchi, ovvero della concessione della cittadinanza in cambio di ingenti investimenti nel paese ospite.<br>Dall\u2019inizio della guerra l\u2019UE ha inoltre allontanato 260&nbsp;<strong>diplomatici russi<\/strong>. L\u2019Italia ne ha espulsi 30, la Francia 35 e la Germania 40. La Lituania ha cacciato anche l\u2019ambasciatore russo.<\/p>\n\n\n\n<p>Putin e il ministro degli Esteri&nbsp;<strong>Sergei Lavrov<\/strong>&nbsp;sono stati colpiti dalle sanzioni in prima persona: i loro beni negli Stati Uniti, nell\u2019UE, nel Regno Unito e in Canada sono stati congelati. Gli Stati Uniti hanno imposto loro il divieto di&nbsp;accesso al paese. Bloccati anche i conti e i beni delle rispettive figlie e della moglie di Lavrov. Dal 3 giugno, come condizione posta dall&#8217;Ungheria per l&#8217;approvazione del sesto pacchetto, \u00e8 stato invece escluso dalla lista il patriarca russo Kirill, che pure si \u00e8 schierato nettamente a favore dell&#8217;invasione.<br><br>La lista completa delle persone sottoposte a sanzioni sul sito dell\u2019Unione Europea ai seguenti link:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li><a href=\"https:\/\/eur-lex.europa.eu\/legal-content\/EN\/TXT\/?uri=CELEX%3A32022D0337&amp;qid=1646818306667\">https:\/\/eur-lex.europa.eu\/legal-content\/EN\/TXT\/?uri=CELEX%3A32022D0337&amp;qid=1646818306667<\/a><\/li><li><a href=\"https:\/\/eur-lex.europa.eu\/legal-content\/EN\/TXT\/?uri=CELEX%3A32022D0354&amp;qid=1646818306667\">https:\/\/eur-lex.europa.eu\/legal-content\/EN\/TXT\/?uri=CELEX%3A32022D0354&amp;qid=1646818306667<\/a><\/li><\/ul>\n\n\n\n<p><strong>PROVVEDIMENTI DELLE MULTINAZIONALI<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Dopo l\u2019inizio della guerra, molte aziende hanno preso provvedimenti nei confronti della Russia. L\u2019obiettivo \u00e8 isolare il paese e interrompere la fornitura di beni e servizi. Dal settore della moda al tech, le reazioni sono state graduali e condivise dai colossi mondiali.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Di seguito verranno elencati i provvedimenti presi dalle aziende, divise per settore.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>MODA<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il colosso LVMH ha chiuso i suoi 124 punti vendita in Russia. La multinazionale \u00e8 proprietaria di marchi come&nbsp;<strong>Christian Dior, Bulgari<\/strong>, DKNY,&nbsp;<strong>Fendi<\/strong>, C\u00e9line, Guerlain, Marc Jacobs, Givenchy, Kenzo, Loro Piana, Emilio Pucci e&nbsp;<strong>Louis Vuitton<\/strong>.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Prada&nbsp;<\/strong>ha comunicato, con un post su LinkedIn, la decisione di sospendere le attivit\u00e0 di vendita nel paese, pur non abbandonando i dipendenti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Chanel ha deciso di interrompere i rifornimenti delle boutique e le attivit\u00e0 di e-commerce.&nbsp;<br>Herm\u00e8s, che aveva in programma l\u2019apertura di un negozio a San Pietroburgo, ha sospeso le attivit\u00e0 dal 3 marzo. Diverse gioiellerie, fra cui Bulgari, nei primi giorni del conflitto hanno visto un picco delle vendite: il crollo del valore del rublo ha reso l\u2019oro un bene rifugio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Oltre ai marchi di lusso, anche il mondo del fast fashion prende provvedimenti nei confronti della Russia.&nbsp;<strong>H&amp;M, Nike, Levi Strauss e Hugo Boss<\/strong>&nbsp;hanno sospeso tutte le operazioni di vendita, come anche Italia Independent, il brand fondato da&nbsp;<strong>Lapo Elkann<\/strong>, inaugurato solo lo scorso gennaio.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Swatch<\/strong>, pur mantenendo aperti i negozi, ha interrotto le spedizioni per i rifornimenti. Infine, anche il colosso dell\u2019arredamento&nbsp;<strong>Ikea<\/strong>&nbsp;ha sospeso produzione, vendita, import ed export.<\/p>\n\n\n\n<p>Dal 13 luglio la&nbsp;<strong>Lego<\/strong>, la pi\u00f9 celebre azienda produttrice di costruzioni per bambini, ha deciso di cessare ogni attivit\u00e0 in Russia e ha rescisso il contratto con Inventive Retail Group, il franchise che gestiva gli 81 negozi presenti nel paese.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>AUTOMOBILI<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Per quanto riguarda il settore automobilistico la questione \u00e8 pi\u00f9 complessa: la Russia \u00e8 ricca di metalli utilizzati nella produzione di vetture (palladio, nichel, cobalto, alluminio), per questo motivo ospita impianti produttivi di numerosi marchi come&nbsp;<strong>Hyundai, Kia, Stellantis, Volkswagen e Renault<\/strong>. Il prezzo dei metalli, dall\u2019inizio della guerra, \u00e8 aumentato e il rifornimento \u00e8 diventanto incostante e irregolare. Per ovviare a questo problema, i produttori europei stanno cercando percorsi di approvvigionamento alternativi. Diversi brand hanno deciso, inoltre di sospendere in tutto o in parte le attivit\u00e0 in Russia. La prima ad annunciare lo stop \u00e8 stata la Volvo, seguita poi da Volkswagen, Audi, Porsche, Skoda, Land Rover e&nbsp;<strong>General Motors<\/strong>.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Anche Renault, dopo essere stata pesantemente attaccata anche dal presidente&nbsp;<strong>Zelensky<\/strong>, ha annunciato il suo ritiro definitivo. Tutte le sue attivit\u00e0 nel paese sono state vendute allo Stato per la cifra simbolica di un rublo, vendita che include tutti gli stabilimenti e anche la quota azionaria nella russa AvtoVAZla, casa che produce le due auto pi\u00f9 vendute nel Paese (Lada Vesta e Granta), di cui l\u2019azienda francese possedeva il 69%.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>TECH<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Non solo i colossi della Silicon Valley si sono mobilitati per contrastare la guerra in Ucraina attraverso azioni nei confronti del paese invasore, ma anche altre grandi multinazionali nel settore tecnologico.&nbsp;<br><strong>Apple&nbsp;<\/strong>ha sospeso i servizi Apple Pay e Apple Maps, oltre a tutte le operazioni di vendita.<br><strong>Microsoft<\/strong>&nbsp;ha rimosso dal Windows Store le app di Russia Today e Sputnik e ha annunciato a partire da giugno la chiusura di tutti i suoi uffici in Russia, anche se continuer\u00e0 a rispettare gli obblighi contrattuali con i clienti russi.&nbsp;<br>Anche Samsung si \u00e8 unita alla causa e ha sospeso la vendita di cellulari e microchip, sebbene detenga il 30% delle vendite nel mercato degli smartphone nel paese. Intel, Oracle e Amd hanno affermato di aderire alle sanzioni imposte e Cisco ha garantito supporto logistico per combattere la cyberguerra.&nbsp;&nbsp;<strong>Google Maps<\/strong>&nbsp;ha interrotto il monitoraggio in tempo reale del traffico e della densit\u00e0 di popolazione nei centri abitati in Ucraina, per ostacolare gli attacchi russi. Il colosso americano inoltre ha vietato la monetizzazione pubblicitaria per i siti che diffondo disinformazione filo-putin.&nbsp;Chiusure anche nel settore dei pagamenti, con&nbsp;<strong>Paypal, Visa e Mastercard<\/strong>&nbsp;che hanno sospeso i loro servizi. Amazon ha fermato le vendite e le spedizioni su tutto il territorio russo e bielorusso.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>SOCIAL MEDIA<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Anche I social media hanno previsto misure dopo l\u2019invasione ordinata da Putin.&nbsp;<strong>Sputnik<\/strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Russia Today<\/strong>&nbsp;sono stati etichettati come mezzi di disinformazione, in quanto strettamente legati al governo, e quindi banditi dall\u2019Unione Europea.<\/p>\n\n\n\n<p>Meta inizialmente aveva impedito la pubblicazione di annunci pubblicitari da parte dei media statali. A distanza di pochi giorni \u00e8 stato bloccato l\u2019accesso, in Ucraina, agli account russi secondo quanto richiesto dal governo di Kiev.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Twitter<\/strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Meta<\/strong>&nbsp;sono stati bloccati da Mosca, mentre YouTube ha sospeso la monetizzazione degli annunci pubblicitari. Il CEO di&nbsp;<strong>Telegram<\/strong>, Pavel Durov, ha esortato gli utenti a diffidare dalle informazioni distribuite sul social sostenendo che, nel caso in cui la guerra proseguisse, verranno presi provvedimenti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>TikTok&nbsp;<\/strong>ha sospeso il caricamento di video dopo la richiesta da parte della Russia di oscurare (per i minori) i video che proponessero contenuti \u201cfalsi\u201d riguardo l\u2019esercito russo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>TripAdvisor<\/strong>&nbsp;ha bloccato tutte le recensioni con contenuti sulla guerra.&nbsp;<br><strong>Spotify<\/strong>&nbsp;ha chiuso a tempo indeterminato i suoi uffici nel paese e ha rimoso dalla piattaforma tutte le pubblicit\u00e0 di provenienza Russa.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche&nbsp;<strong>Snapchat<\/strong>&nbsp;ha deciso di interrompere gli annunci pubblicitari in Russia, Bielorussia e Ucraina.&nbsp;<br><strong>Twitch&nbsp;<\/strong>ha interrotto i pagamenti agli Streamer russi e oscurato gli organi di stampa dello Stato.&nbsp;<br>Dopo l\u2019approvazione da parte del Parlamento russo della legge che prevede 15 anni di carcere per coloro che diffondono \u201cnotizie false\u201d sulle operazioni militari, moltissime testate (comprese quelle estere) e social media sono stati bloccati o sono stati costretti a limitare i propri contenuti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>ALIMENTARE<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>McDonald\u2019s<\/strong>&nbsp;ha deciso di chiudere definitivamente tutti i suoi punti vendita. I circa 850 saranno venduti ad un acquirente locale, cos\u00ec da preservare i 62mila posti di lavoro, ha comunicato la Tass.<br><strong>Starbucks<\/strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Coca-Cola<\/strong>&nbsp;hanno annunciato la sospensione delle attivit\u00e0 commerciali nel paese.<br>Pepsi ha interrotto, oltre alle attivit\u00e0 commerciali, anche gli investimenti di capitale e le attivit\u00e0 di promozione.<br>Anche&nbsp;<strong>KFC<\/strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Pizza Hut<\/strong>&nbsp;hanno deciso di sospendere le vendite nel territorio russo.<br><strong>Eataly<\/strong>&nbsp;ha chiuso l\u2019accordo di franchising per il punto vendita di Mosca. Nestl\u00e9, dopo le critiche ricevute e l\u2019attacco hacker da parte di Anonymus, ha deciso di sospendere la distribuzione di diversi marchi in Russia come KitKat e Nesquik. Continuer\u00e0 per\u00f2 a garantire la vendita di prodotti essenziali e per bambini.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>SPORT&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Le sanzioni da parte del mondo dello sport sono arrivate tempestivamente. Il 28 febbraio&nbsp;<strong>Fifa<\/strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Uefa<\/strong>&nbsp;hanno escluso la Russia da tutte le loro competizioni: la Nazionale \u00e8 stata squalificata dai playoff per la qualificazione ai mondiali 2022 e lo Spartak Mosca eliminato dall\u2019Europa League. La Nazionale e il campionato russo sono stati anche rimossi dal videogioco della federazione. Ai calciatori stranieri che giocano nelle squadre russe e ucraine \u00e8 concesso di rescindere i contratti in essere fino al 30 giugno.<br>Con un comunicato emanato il 2 maggio la Uefa ha fatto sapere che le Nazionali e i club russi saranno escluse anche da tutte le competizioni maschili e femminili della stagione 2022-2023, comprese quelle di calcio a cinque. Inoltre \u00e8 stata dichiarata inammissibile la candidatura della Russia ad ospitare gli Europei 2028 o 2032.<\/p>\n\n\n\n<p>La Uefa ha, inoltre, rescisso la partnership con Gazprom e Adidas non sar\u00e0 pi\u00f9 sponsor tecnico della&nbsp;<strong>Nazionale russa<\/strong>. Il Comitato Olimpico Internazionale ha impedito agli atleti russi e bielorussi di partecipare alle competizioni. La Federazione Internazionale di pallavolo ha comunicato che la Russia non sar\u00e0 pi\u00f9 la sede dei mondiali 2022. Lo Schalke 04, squadra di calcio tedesca, ha rimosso lo sponsor Gazprom dalle maglie. Anche il Manchester United ha concluso i rapporti con la compagnia aerea russa Aeroflot. Invece l\u2019Everton ha interrotto la collaborazione con gli sponsor Usm, MagaFon e Yota, che possedevano quote della societ\u00e0. La F1 ha eliminato i Gran Prix previsti in Russia per quest\u2019anno e per i successivi.&nbsp;&nbsp;La finale Champions League non avr\u00e0 luogo a San Pietroburgo come inizialmente previsto, ma a Parigi.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel tennis la mano di ATP e WTA \u00e8 stata pi\u00f9 leggera: gli atleti russi e bielorussi possono partecipare alle competizioni del circuito, pur senza bandiera e senza inno. Ma gli organizzatori di Wimbledon, il torneo pi\u00f9 prestigioso al mondo, forti della lor autonomia, hanno deciso di andare oltre queste scelte, vietando la partecipazione ai tennisti dei paesi aggressori, compresi il numero due del ranking maschile&nbsp;<strong>Danil Medvedev<\/strong>&nbsp;e la numero uno femminile&nbsp;<strong>Aryna Sabalenka<\/strong>.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>CINEMA E SPETTACOLI<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019<strong>Eurovision&nbsp;<\/strong>ha escluso dalla sua competizione il concorrente russo e le multinazionali di distribuzione di contenuti cinematografici hanno intrapreso politiche di contrasto nei confronti del paese di Putin.&nbsp;<strong>Netflix<\/strong>, cominciando con la sospensione delle produzioni in Russia, \u00e8 arrivato all\u2019interruzione totale del servizio di streaming. La&nbsp;<strong>Disney<\/strong>&nbsp;ha annunciato la sospensione graduale di tutte le attivit\u00e0 sul territorio, dopo che aveva gi\u00e0 bloccato, insieme a tutte le altre major hollywoodiane (Warner, Paramount e Universal) la distribuzione dei propri contenuti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>SETTORE ENERGETICO&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Al di l\u00e0 delle decisioni politiche alcuni colossi del settore petrolifero hanno deciso di tagliare i propri legami con le aziende russe: la&nbsp;<strong>British Petroleum<\/strong>&nbsp;vuole cedere le proprie quote di Rosneft, la compagnia di Stato russa, nella quale ha una partecipazione di quasi il 20%. Anche la Shell ha annunciato lo stop all\u2019acquisto di petrolio russo e contestualmente la volont\u00e0 di interrompere la joint venture con il colosso Gazprom. Decisioni simili per l\u2019americana Exxon, la norvegese Equinor e la danese Orsted.<\/p>\n\n\n\n<p>Il 22 marzo la multinazionale francese&nbsp;<strong>Total<\/strong>&nbsp;ha annunciato che \u00abin stretto accordo con le attuali e future sanzioni europee\u00bb smetter\u00e0 entro l\u2019anno di acquistare petrolio russo, che rappresenta circa il 20% del suo mercato. Il comunicato della societ\u00e0 precisa per\u00f2 che continuer\u00e0 a fornire all\u2019Europa dagli impianti della russa Yamal (di cui possiede il 20%) \u00abfinch\u00e9 l\u2019Europa riterr\u00e0 che il gas russo sia necessario\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>TRASPORTI<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>I colossi dell\u2019aereonautica&nbsp;<strong>Boeing<\/strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Airbus<\/strong>&nbsp;hanno deciso si sospendere ogni tipo di attivit\u00e0 in Russia, dalla fornitura di componenti al supporto tecnico. Riguardo i velivoli dati in affitto a compagnie russe l\u2019Europa ha dato tempo fino al 28 marzo per terminare i contratti, ma il governo di Putin ha vietato alle compagnie nazionali di volare all\u2019estero con apparecchi noleggiati da aziende straniere, rendendone quindi impossibile il recupero.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>SETTORE BANCARIO<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Credit Agricole<\/strong>&nbsp;che aveva gi\u00e0 sospeso i finanziamenti alle aziende russe, ora ha annunciato l\u2019interruzione di tutti i servizi. Mentre&nbsp;<strong>BNP Paribas<\/strong>, la banca pi\u00f9 grande dell\u2019eurozona, ha informato i suoi clienti nel Paese che nelle prossime settimane cesser\u00e0 di operare ogni tipo di transazione.<br>I due istituti di credito si adeguano alle iniziative della tedesca Deutsche Bank e dei colossi americani&nbsp;<strong>Goldman Sachs<\/strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Jp Morgan<\/strong>, che avevano lasciato la Russia fin da met\u00e0 marzo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Le contro-sanzioni di Putin<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>In risposta alle azioni intraprese dall\u2019UE e dagli altri paesi occidentali, il 3 maggio&nbsp;<strong>Putin<\/strong>&nbsp;ha firmato un&nbsp;<a href=\"http:\/\/en.kremlin.ru\/catalog\/keywords\/128\/events\/68347\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">ordine esecutivo<\/a>\u00abper proteggere gli interessi della&nbsp;<strong>Federazione Russa<\/strong>&nbsp;in risposta alle azioni ostili intraprese dagli Stati Uniti e da altri Stati\u00bb, recita il sito del Cremlino. Il comunicato specifica che i contenuti precisi del decreto saranno resi noti entro dieci giorni. Una volta emanato il decreto dovrebbe prevedere il divieto di stringere accordi commerciali e condurre operazioni finanziare con persone ed entit\u00e0 sottoposte a sanzioni. Inoltre \u00abil documento impone lo stop all\u2019esportazioni di beni e materie prime prodotte o estratte in&nbsp;<strong>Russia<\/strong>&nbsp;quando il destinatario \u00e8 sottoposto a sanzioni\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Le misure andranno ad aggiungersi o a sostituire quelle gi\u00e0 messe in atto nelle settimane precedenti.&nbsp;<br>Fin dal 28 marzo, per far fronte al congelamento delle riserve monetarie della&nbsp;<strong>Banca Centrale Russa<\/strong>&nbsp;all\u2019estero, al divieto di esportare euro e di effettuare pagamenti in&nbsp;<strong>rubli<\/strong>, il&nbsp;<strong>Cremlino<\/strong>&nbsp;ha stabilito il divieto di esportare all\u2019estero le riserve di valuta straniera detenute in Russia, se non con speciali permessi.<\/p>\n\n\n\n<p>Per rafforzare la propria sicurezza informatiche il governo di Mosca ha impedito di acquistare software o servizi stranieri da utilizzare in infrastrutture strategiche. Dal 2025 sar\u00e0 vietato del tutto l\u2019utilizzo di software stranieri.<\/p>\n\n\n\n<p>Per quanto riguarda l\u2019acquisto di gas, Putin ha emanato un ordine esecutivo che impone a chi acquista il gas russo di pagare in rubli. L\u2019ordine prevede la possibilit\u00e0 di aprire un conto in rubli presso&nbsp;<strong>Gazprombank<\/strong>&nbsp;da affiancare a un in euro. Il pagatore verserebbe sul proprio conto in euro, ricevendo in cambio i rubli con cui pagare. Ma in questo caso sono state le stesse istituzioni di&nbsp;<strong>Bruxelle<\/strong>s ad aver messo in chiaro che ricorrere a questo espediente costituisce una violazione delle sanzioni. In realt\u00e0 la maggior parte delle aziende europee ha accettato di aprire il doppio conto, anche se gi\u00e0 prima le banche russe erano obbligate per legge a convertire l&#8217;80% dei proventi del settore energetico in rubli. Chi ha scelto la linea della fermezza \u00e8 stata la&nbsp;<strong>Finlandia<\/strong>, che ha rifiutato il metodo di pagamento proposto e di conseguenza si \u00e8 vista bloccare le forniture di gas (il 5% del fabbisogno energetico del paese) a partire dal 21 maggio. Il 14 giugno&nbsp;<strong>Gazprom<\/strong>&nbsp;ha annunciato una&nbsp;<strong>riduzione del 60% dell&#8217;afflusso di gas<\/strong>&nbsp;diretto in Germania tramite il gasdotto Nord Stream 1, giustificando la decisione con la mancata consegna di una turbina da parte della&nbsp;<strong>Siemens<\/strong>&nbsp;a causa delle sanzioni imposte dal Canada. A partire dal 27 luglio il flusso \u00e8 ridotto al 20% della capacit\u00e0, ufficialmente sempre per problemi tecnici, versione per\u00f2 contrastata dal governo tedesco. Il 5 settembre il presidente russo ha annunciato che il Nord Stream 1 rimarr\u00e0 bloccato fino a quando fino a quando le sanzioni, che secondo la versione di Putin sono la causa dei problemi di manutenzione, non verranno revocate. La decisione arriva come risposta alla proposta della Commissione Europea di imporre un tetto al prezzo dei combustibili fossi importati da Mosca. L&#8217;impianto \u00e8 stato successivamente interessato da alcune esplosioni che hanno aperto delle falle nelle condotte che passano nel Mar Baltico. In Italia il gas russo continua a fluire attraverso l&#8217;Austria, ma al 10% della quota inizialmente prevista dai contratti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il divieto di utilizzare valute dei \u201cpaesi ostili&#8221; riguarda anche le operazioni di trasporto navale del gas liquefatto e la stipula di tutti i nuovi contratti commerciali con aziende estere. Sul fronte diplomatico, in risposta alle espulsioni dei propri diplomatici da parte dei paesi Occidentali, Mosca ha numerosi diplomatici europei.&nbsp;A met\u00e0 aprile il&nbsp;<strong>ministero degli Esteri<\/strong>&nbsp;ha dichiarato \u201cpersona non grata\u201d, 21 diplomatici belgi, 15 dei Paesi Bassi e 4 dipendenti dell\u2019ambasciata austriaca. Il 18 maggio sono stati rimandati in patria anche 35 francesi, 27 spagnoli e 24 italiani.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Cremlino ha inoltre diramato una lista di quasi mille cittadini statunitensi e canadesi a cui \u00e8 stato vietato, con un atto di efficacia simbolica pi\u00f9 che fattuale, l&#8217;ingresso in Russia. Tra questi figurano il presidente americano&nbsp;<strong>Joe Biden<\/strong>, la sua vice&nbsp;<strong>Kamala Harris<\/strong>&nbsp;e la speaker della Camera&nbsp;<strong>Nancy Pelosi<\/strong>. Alle tre maggior cariche dell&#8217;amministrazione americana si aggiungono il segretario di Stato Anthony Blinken e il suo predecessore Mike Pompeo (l&#8217;unico notabile della presidenza Trump ad essere stato sanzionato) e il premier canadese&nbsp;<strong>Justin Trudeau<\/strong>, ma anche l&#8217;attore&nbsp;<strong>Morgan Freeman<\/strong>&nbsp;e il fondatore di Facebook&nbsp;<strong>Mark Zuckerberg<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Articolo di Silvano d&#8217;Angelo, studente del&nbsp;<a href=\"https:\/\/zetaluiss.it\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Master in Giornalismo<\/a>&nbsp;e Comunicazione Multimediale dell\u2019Universit\u00e0 Luiss Guido Carli.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo l&#8217;invasione dell&#8217;Ucraina i grandi brand occidentali hanno abbandonato  la Russia che \u00e8 colpita anche da dure misure economiche<\/p>\n","protected":false},"author":132,"featured_media":182674,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[4378],"tags":[567,2186,217,2287,4600],"class_list":["post-181213","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-blog","tag-economia","tag-putin","tag-russia","tag-sanzioni","tag-ucraina"],"acf":{"share_this_post_to_edmo_website":false,"type_of_post":false,"options_for_news_post":{"":""},"options_for_event_post":{"event_start_date":null,"event_end_date":null,"event_location":"","event_programme":""},"options_for_report_post":{"post_author":"","report_type":false,"report_pdf_link":""},"options_for_investigation_post":{"post_author":""},"affiliation":false},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.idmo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/181213","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.idmo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.idmo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.idmo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/132"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.idmo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=181213"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.idmo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/181213\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":182675,"href":"https:\/\/www.idmo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/181213\/revisions\/182675"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.idmo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/182674"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.idmo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=181213"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.idmo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=181213"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.idmo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=181213"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}