{"id":181035,"date":"2022-02-21T14:58:34","date_gmt":"2022-02-21T13:58:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.idmo.it\/?p=181035"},"modified":"2022-03-01T16:06:41","modified_gmt":"2022-03-01T15:06:41","slug":"osint","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.idmo.it\/en\/2022\/02\/21\/osint\/","title":{"rendered":"Siamo tutti agenti segreti! Come l&#8217;Osint rende l&#8217;intelligence un social media"},"content":{"rendered":"\n<p>Articolo di <a href=\"https:\/\/twitter.com\/jacopo_iacoboni?s=20&amp;t=n5itD1WXveVMnJLh2MyJZQ\">Jacopo Iacoboni<\/a> giornalista de La Stampa. Si occupa di politica interna ed estera, cyberguerre, autoritarismo in Russia e influenza degli stati autoritari in Italia, politica e digitale. Ha scritto \u201cL\u2019Esperimento. Inchiesta sul M5S\u201d e \u201cL\u2019Esecuzione\u201d, (Laterza). Il suo ultimo libro \u00e8 \u201cOligarchi. Come i russi stanno comprando l\u2019Italia\u201d (Laterza).<\/p>\n\n\n\n<p>Forse non tutti lo sanno, ma probabilmente il luogo di nascita dell\u2019<strong>Osint<\/strong> contemporaneo \u00e8 stato, abbastanza sorprendentemente, in Iran: la possibilit\u00e0 di una ricerca osint \u2013 ossia la ricerca che usa <strong>open source intelligence<\/strong>, materiale come foto, video, post sui social media, disponibili e aperti a tutti, che vanno attentamente geolocalizzati, verificati, cronolocalizzati \u2013 nasce da una rivolta contro la teocrazia da parte di una nuova generazione di citizen journalists, blogger, reporter, cittadini, soprattutto iraniani. Nel 2009 sembr\u00f2 \u2013 speranza presto frustrata, ma questa sarebbe un\u2019altra storia \u2013 che l\u2019Iran fosse sull\u2019orlo di una rivoluzione antiautoritaria, e certamente molti segnali apparivano notevoli. Nella prima settimana delle proteste, nel 2009, il 60 per cento assoluto di tutti i link ai blog pubblicati su <strong>twitter<\/strong> riguardavano la politica iraniana, e quasi tutti provenivano dall\u2019Iran, ossia non erano, come varie teorie complottiste sostennero in seguito, diretti dall\u2019estero. Nel paese dei mullah, ma anche della rutilante e insoddisfatta vita giovanile di Teheran, l\u2019utilizzo di Internet era schizzato dal 34% nel 2008 al 48% nel 2009. Gli abbonamenti ai telefonini erano passati dal 59% al 72% dell\u2019intera popolazione iraniana. Metti un telefonino e una connessione 3G in mano a un giovane disaffezionato e scontento verso la politica a una dittatura religiosa, e avrai una mole di reporting letteralmente mai vista. Certo, reporting grezzo, sempre a rischio di interventi manipolatori \u2013 originari o altrui \u2013 ma comunque un tesoro immenso. Si pose allora, per la prima volta e in modo spontaneo e disorganizzato, il problema e l\u2019opportunit\u00e0 di analizzarlo.<\/p>\n\n\n\n<p>Il punto, allora come oggi, \u00e8: come analizzarlo, con quali conoscenze di sfondo e con quali tecniche? Questa \u00e8 essenzialmente stata in tutti questi anni la domanda dell\u2019osint intesa come disciplina ormai a s\u00e9, nella sfera del giornalismo contemporaneo. Le persone comuni ci hanno messo molto meno delle agenzie di intelligence a capire che una massa di telefonini, e poi di app a buon mercato, avrebbero prodotto una rivoluzione, sicuramente nel modo di raccontare le guerre, e a volte di smascherare i tiranni e le dittature, ma anche aiutato a svelare le opacit\u00e0 dentro le democrazie. Quando parliamo di <strong>giornalismo<\/strong> che usa fonti e metodi osint, inutile aggiungere, l\u2019espressione \u201copen source\u201d non si riferisce al movimento del software open source, per esempio Linux, nonostante molti strumenti della ricerca osint siano open source. Si riferisce invece alla natura integralmente pubblica dei dati analizzati.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"575\" src=\"http:\/\/www.idmo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/africa-g41803f860_1920-1024x575.jpg\" alt=\"osint\" class=\"wp-image-181040\" srcset=\"https:\/\/www.idmo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/africa-g41803f860_1920-1024x575.jpg 1024w, https:\/\/www.idmo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/africa-g41803f860_1920-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.idmo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/africa-g41803f860_1920-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.idmo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/africa-g41803f860_1920-1536x863.jpg 1536w, https:\/\/www.idmo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/africa-g41803f860_1920-24x13.jpg 24w, https:\/\/www.idmo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/africa-g41803f860_1920-36x20.jpg 36w, https:\/\/www.idmo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/africa-g41803f860_1920-48x27.jpg 48w, https:\/\/www.idmo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/africa-g41803f860_1920.jpg 1920w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>\u00c8 grazie a inchieste osint che in tutti questi anni sono state raccontate cose come l\u2019uso dei gas chimici da parte da <strong>Bashar Assad<\/strong> in Siria o l\u2019abbattimento dell\u2019aereo MH17 in <strong>Donbass<\/strong> da parte di un Buk russo. Lo squadrone dell\u2019Fsb, i servizi segreti interni russi che ha avvelenato <strong>Alexey Navalny<\/strong> \u00e8 stato rintracciato (nome per nome) anche grazie a tantissime tecniche osint da Christo Grozev, lead investigator per la <a href=\"https:\/\/www.idmo.it\/2022\/02\/15\/in-europa-ancora-molta-disinformazione-sul-covid-19-si-moltiplicano-anche-le-notizie-false-sulla-crisi-in-ucraina\/\">Russia<\/a> di Bellingcat, compreso l\u2019accesso a leaks provenienti dall\u2019interno dell\u2019amministrazione russa, e fatti uscire nel dark web russo (a volte mess in vendita per pochi dollari). Ma gli esempi potrebbero essere infiniti, e tra poco torneremo su un caso particolare. Prima per\u00f2 \u00e8 bene capire come \u00e8 possibile avvicinarsi alle fonti e alle tecniche osint. Non c\u2019\u00e8 bisogno di essere un programmista di sofwtare, o uno specialista di informatica: anche se nella comunit\u00e0 osint c\u2019\u00e8 chi lo \u00e8, e non sono pochi. Il primo punto per\u00f2 \u00e8 questo: l\u2019idea che il giornalismo, e anche l\u2019analisi su materiali aperti, siano una pratica di condivisione. E un metodo.<\/p>\n\n\n\n<p>La <strong>prima<\/strong> cosa da fare, se si vogliono cominciare a usare fonti o competenze osint, \u00e8 insomma chiarirsi un ambito d\u2019azione e delle passioni: \u00e8 difficile essere al tempo stesso esperto di politica e intelligence russa, di Medio Oriente e di Cina. La seconda cosa \u00e8 andare sui social: innanzitutto twitter, che \u00e8 innegabilmente il social dove si raccoglie la comunit\u00e0 osint, e quello dove comunica anche all\u2019esterno le proprie conclusioni (per dibattiti, discussioni, comunicazioni interne ci sono prevalentemente luoghi come Discord e Reddit). \u00c8 necessario connettersi con la comunit\u00e0 che fa ricerche osint, avere soluzioni da offrire ma anche problemi intelligenti da porre: ci sono ormai tante figure consolidate, e obiettivamente ormai affidabili e riconosciute, con cui farlo. Una serie di liste di account facili da seguire e frequentare \u00e8 ormai ben nota, e anche piuttosto profilata in base alle aree di competenza e ai diversi interessi. Poi naturalmente si possono cominciare a usare delle tecniche, osint. Bench\u00e9 nel mondo della open source intelligence research ci siano degli incredibilmente talentuosi del software, non \u00e8 affatto necessario esserlo, anzi, a volte sono assai ricercate competenze politiche e geopolitiche non sempre facili da formare. Eliot Higgins, il fondatore del <strong>Bellingcat<\/strong>, una delle pi\u00f9 sbalorditive organizzazioni di giornalismo osint degli ultimi anni, nata svelando le bugie di Muhammar Gheddafi in Libia (prima della sua morte nel 2011) e di Assad in Siria nel 2012 (con l\u2019attribuzione sull\u2019uso da parte del regime di gas chimici a Ghouta), ha spiegato che moltissime ricerche decisive sono partite usando tool di base come Google Earth e Google Street view. A volte basta questo, e usare bene un motore di ricerca. O come Bing. O come tool appositi per la cronolocalizzazone, come SunCalc, che consente di utilizzare l&#8217;angolo delle ombre di un\u2019immagine per valutare l\u2019ora che quella immagine ritrae (che potrebbe essere diversa dall\u2019ora sui metadati). Importantissima \u00e8 naturalmente la fase di \u201csocial media verification\u201d, saper leggere davvero i social, distinguere in modo convincente contenuti autentici da quelli manipolati, o dalla disinformation vera e propria, frutto o meno di disinfo ops organizzate, statuali o di organizzazioni private.<\/p>\n\n\n\n<p>Come farlo? Guardando le fonti di un documento, le date nei metadati, la luce del sole, identificando i segnali stradali, capendo per esempio se una immagina \u00e8 davvero nuova o (come accade spessissimo, pi\u00f9 spesso di quanto si pensi) semplicemente ri-circolata: pu\u00f2 aiutarci in questo una semplice \u201cimage reverse\u201d search con <strong>Google<\/strong>. O anche con Bing Images, Yandex, TinEye. Iscrivendosi sul portale developer di twitter, anche twitter offre un modo per trovare la posizione dei tweet, ossia fare ricerche e geocodificate. Ma anche seguire le persone giuste, dialogare con loro, saper porre delle domande, \u00e8 forse \u00e8 la cosa pi\u00f9 importante in assoluto.<\/p>\n\n\n\n<p>I casi di scuola di successi osint nel giornalismo potrebbero essere ormai tanti.\u00a0<em>New York Times<\/em>\u00a0e\u00a0<em>Washington Post<\/em>\u00a0hanno creato vere divisioni osint e visual analysis. In Italia la cosa \u00e8 una po\u2019 meno diffusa, anche se\u00a0<em>La Stampa<\/em>\u00a0e\u00a0<em>La Repubblica<\/em>\u00a0stanno facendo passi in questa direzione. L\u2019ultima crisi nel cuore dell\u2019<strong>Europa<\/strong>, determinata dall\u2019accerchiamento russo ai confini dell\u2019<strong>Ucraina<\/strong>, con la minaccia di invasione russa, pu\u00f2 fornire un ottimo caso di studio. Marted\u00ec 15 febbraio i portavoce ufficiali della Difesa russa (Igor Konashenko), del Cremlino (Dmitry Peskov) degli Esteri (Maria Zakharova) hanno ufficialmente annunciato che le truppe russe avevano cominciato il rientro alle basi. La cosa \u00e8 stata accolta e registrata da tutti i media mondiali, ma sono partite diverse narrazioni, differenti modi di raccontare la cosa, diverse interpretazioni, filorusse, filoamericane, \u00abPutin ha vinto, ha dimostrato che non voleva attaccare e ora otterr\u00e0 concessioni\u00bb, no, \u00abBiden ha vinto, ha costretto Putin a non attaccare\u00bb. Dal terreno stavano per\u00f2 arrivando da giorni foto, video, post sui social: perch\u00e9 non guardare attentamente cosa sarebbe successo dopo l\u2019annuncio, nei giorni 15 e 16 febbraio, per far parlare i fatti, senza bisogno di pregiudizi?\u00a0<em>La Stampa<\/em>\u00a0lo ha fatto in due puntate, semplicemente collezionando e verificando diverse fonti osint. Sono emerse e sono state pubblicate evidenze notevoli, che consentivano di sfuggire a opposte propagande.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"678\" src=\"http:\/\/www.idmo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/14690671827_6ca6934a8e_b.jpg\" alt=\"osint\" class=\"wp-image-181041\" srcset=\"https:\/\/www.idmo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/14690671827_6ca6934a8e_b.jpg 1024w, https:\/\/www.idmo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/14690671827_6ca6934a8e_b-300x199.jpg 300w, https:\/\/www.idmo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/14690671827_6ca6934a8e_b-768x509.jpg 768w, https:\/\/www.idmo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/14690671827_6ca6934a8e_b-24x16.jpg 24w, https:\/\/www.idmo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/14690671827_6ca6934a8e_b-36x24.jpg 36w, https:\/\/www.idmo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/14690671827_6ca6934a8e_b-48x32.jpg 48w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Il portavoce del Ministero della Difesa russo <strong>Igor Konashenkov<\/strong> ha affermato il 15 febbraio che le truppe del distretto militare meridionale e occidentale avevano completato l&#8217;esercitazione e sarebbero tornate alle loro basi permanenti. Il video della Difesa mostrava il caricamento di [carri armati] T-72B3, 2S1, BTR-82A e BMP-3 sui treni. Ma il materiale \u00e8 stato immediatamente <strong>geolocalizzato<\/strong> da un ricercatore, Tom Bullock, prevalentemente grazie ai cartelli stradali:&nbsp;\u00abQuesto pezzo di filmato mostra l&#8217;opposto di ci\u00f2 che la Russia sostiene stia accadendo. I [carri armati] T-72B3M si stanno spostando da Otreshkovo e dalla sua stazione ferroviaria, al campo di addestramento di Postyalye Dvory non lontano dal campo l\u00ec\u00bb. Il giornale Izvestia aveva riferito i numeri delle divisioni coinvolte, informando che unit\u00e0 della 3a divisione di artiglieria russa del distretto militare occidentale e della 42a e 150a divisione del distretto militare meridionale stavano tornando alle loro basi permanenti. Video diffusi dalla tv di stato Zvezda mostravano truppe e materiale russi che attraversavano il ponte di Crimea, tornando alle loro basi: si trattava del 291\u00b0 reggimento MT-LBM6MB della 42a divisione, e carri armati T-72B con schermi sul tetto e obici 2S1 Gvozdika.&nbsp;Ma, ha osservato un altro analista, Rob Lee, \u00abil 3\u00b0 e il 150\u00b0 hanno sede proprio vicino all&#8217;Ucraina\u00bb. Quindi il rientro alla base significava stare ancora pi\u00f9 vicini alla posizione di possibile attacco.&nbsp;Un altro analista, il russo Ruslan Leviev, ha pubblicato una <strong>mappa<\/strong> su base satellitare che mostrava che le unit\u00e0 ritirate dalla Crimea avevano appunto basi vicinissime all&#8217;Ucraina, la 3a e la 150a divisione di artiglieria motorizzata russa hanno sede a poche decine di chilometri dal confine. Solo la 42a stava tornando verso la Cecenia, che \u00e8 davvero pi\u00f9 lontana.&nbsp;Il ritiro del 150o battaglione non esisteva, in altre parole: quelle truppe si stavano solo ridislocando attorno a Millerovo. Solo venerd\u00ec sono apparse poi mappe che mostravano un fronte di attacco russo in Donbas completamente rinforzato, anzich\u00e9 ritirato.<\/p>\n\n\n\n<p>RT, la tv finanziata dal <strong>Cremlino<\/strong>, ha diffuso video di presunte truppe che si allontanavano dal confine.&nbsp;Ma quelle truppe sono state geolocalizzate: ed erano altrove, alla stazione ferroviaria di Bakhchisaray, in Crimea (a 180 km dall&#8217;Ucraina continentale).<\/p>\n\n\n\n<p>Nella giornata di mercoled\u00ec 16 \u2013 quella che secondo il Cremino avrebbe dovuto mostrare segni di \u201cdistensione\u201d e di \u201crientro\u201d delle truppe \u2013 una molte vastissima di materiali osint diceva il contrario: ancora&nbsp;un aumento dell&#8217;equipaggiamento militare russo nell\u2019area di Kursk e Belgorod. Nell\u2019oblast di Kursk era in costruzione un nuovo campo militare a sud di Oboyan&nbsp;(a 100 chilometri dal confine con l&#8217;Ucraina).&nbsp;Un ponte provvisorio era stato prima tirato su, poi smantellato. Un gran numero di treni e convogli che trasportano equipaggiamento militare russo sono stati filmati a Korenevo e Ryl&#8217;sk&nbsp;(entrambi a soli 25 chilometri dal confine con Ucraina).<\/p>\n\n\n\n<p>Trenta <strong>elicotteri<\/strong> sono stati avvistati mentre si spostavano verso il confine,\u00a0e poi sono stati filmati e fotografati a stazionare a 30 chilometri dal confine. Ci\u00f2 mentre Zakharova, la portavoce del ministro degli esteri Sergey Lavrov, diceva: \u00abLa data del 15 febbraio del 2022 entrer\u00e0 nella Storia come il giorno del fallimento della propaganda di guerra da parte dell&#8217;Occidente. Svergognati e annientati senza sparare un colpo\u00bb. Tantissimo materiale osint, nelle ore immediatamente successive, filmava carri armati che poi sono stati geolocalizzati a Veselaya Lopan e Karaichnoe (citt\u00e0 che sono a 25 chilometri dal confine con l&#8217;Ucraina). E una grande quantit\u00e0 di convogli militari veniva osservata in movimento verso sud sull\u2019autostrada M4, nell\u2019oblast di Rostov, in direzione della Crimea. Luoghi precisi, numeri dei reggimenti, a volte tipologia abbastanza precisa degli armamenti (tra cui batterie di missili Iskander). <strong>Immagini satellitari<\/strong> un tempo costosissime, e disponibili solo ai governi e alle agenzie d\u2019intelligence, venivano fatte ricircolare, spesso anche gratuitamente. Sono emerse e si sono affermate <strong>societ\u00e0<\/strong> specializzate in questo, per esempio Maxar Tachnologies.Nella serata di venerd\u00ec 18 febbraio, una serie di analisti di diversi paesi, ucraini, inglesi, americani, francesi, italiani, russi indipendenti, si sono accorti che i due video dei capi delle repubbliche del Donbas, che annunciavano la chiamata alle armi e la mobilitazione generale, tradivano un\u2019altra menzogna di stato della Russia di <strong>Putin<\/strong>: i video di quel 18 febbraio erano stati pre-registrati il 16 febbraio. Come si \u00e8 arrivati a smascheralo? A volte una verifica osint pu\u00f2 persino essere facile, di fronte a errori marchiani: qui i metadati rivelavano un errore grossolano e drammatico di Pasechnyk e Pushilin, capi filorussi di Luhansk e Donetsk. Postando su Telegram, che conserva tutti i dati orari, si erano esposti a un debunking immediato. Pushilin aveva registrato il video alle 11,07 di mercoled\u00ec 16 febbraio, ma nel filmato dice esplicitamente \u00aboggi, 18 febbraio\u00bb. Ci veniva offerta ancora una volta, come giornalisti ma anche semplici osservatori, la scelta se credere agli annunci del Cremlino o alla formula \u00abfonti dell\u2019intelligence dicono che\u2026\u00bb, oppure se credere semplicemente ai nostri occhi, e alle nostre intelligenze collettive.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;Open Source Intelligence usa foto, video e post sui social media per analizzare quello che accade nel mondo <\/p>\n","protected":false},"author":132,"featured_media":181043,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[4378],"tags":[1418,3891,390,4607,217,170,4600],"class_list":["post-181035","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-blog","tag-disinformazione","tag-fakenews-2","tag-iran","tag-osint","tag-russia","tag-twitter-2","tag-ucraina"],"acf":{"share_this_post_to_edmo_website":false,"type_of_post":false,"options_for_news_post":{"":""},"options_for_event_post":{"event_start_date":null,"event_end_date":null,"event_location":"","event_programme":""},"options_for_report_post":{"post_author":"","report_type":false,"report_pdf_link":""},"options_for_investigation_post":{"post_author":""},"affiliation":false},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.idmo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/181035","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.idmo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.idmo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.idmo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/132"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.idmo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=181035"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.idmo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/181035\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.idmo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/181043"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.idmo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=181035"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.idmo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=181035"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.idmo.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=181035"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}